Trovare una stanza fuori sede costa sempre di più. Secondo uno studio sui dieci maggiori atenei statali italiani, i prezzi delle stanze singole sono aumentati in media del 41% tra marzo 2020 e marzo 2026, un incremento di dieci punti percentuali superiore a quello registrato dai monolocali nello stesso periodo e nelle stesse città. Un divario che racconta qualcosa di preciso: l'alloggio universitario è diventato un problema economico che si pone ancor prima di mettere piede in aula.
Nelle principali città universitarie italiane l'offerta abitativa per gli studenti fuori sede si è progressivamente assottigliata, rendendo la ricerca di una sistemazione un ostacolo concreto già al momento dell'iscrizione.
I rincari city by city: Bari e Palermo sul podio
La crescita degli affitti per studenti fuori sede è diffusa su tutto il territorio nazionale, ma con intensità molto diverse. I rincari più pesanti si registrano a Bari (+59%) e Palermo (+55%), seguiti da Padova e Firenze (+46% entrambe) e da Torino (+45%). A Roma i prezzi sono saliti del 40%.
Tra le altre città monitorate Bologna, Napoli e Milano si collocano tra il 30% e il 40%: nel capoluogo emiliano si spende oggi il 37% in più rispetto al 2020, mentre Napoli segna +36% e Milano +31%. Cagliari si distingue con un +58%, Messina con +46%, Genova con +41%. Trento e Catania si fermano appena sotto la soglia del 40% (+39%), Venezia e Perugia crescono del 35%, Ferrara del 30%, Parma del 29%, Verona del 25%, Pavia del 20%.
Gli aumenti più contenuti si trovano a Modena (+15%), Siena e Udine (+12%), gli unici tre casi al di sotto del 20%, ma sempre a doppia cifra. Anche nei centri con atenei grandi e medi, la crescita delle stanze singole supera quella dei monolocali, che rispetto al 2020 costano in media il 22% in più.
Quanto costa affittare una stanza nel 2026
A fine marzo 2026, Milano resta la città più cara d'Italia per gli studenti fuori sede, con una media di 729 euro al mese. Seguono Firenze (625 euro), Roma (609 euro) e Bologna (599 euro). Padova chiude la top 5 a 490 euro, già molto distante dalle prime quattro. Sul fronte opposto, Perugia si conferma tra le più accessibili con 300 euro al mese, seguita da Palermo e Udine a 310 euro.
Sicilia tra le meno care, ma i rincari restano
Le città siciliane si collocano nella fascia bassa dei prezzi assoluti, ma non sono immuni dai rincari. Messina e Catania sono le uniche due città dell'intera analisi in cui il costo medio di una stanza singola non raggiunge i 300 euro: entrambe si fermano a 284 euro al mese. Palermo si attesta a 309 euro, terza città meno cara del campione.
Dati che, tuttavia, vanno letti insieme ai tassi di crescita: Palermo ha visto i propri affitti salire del 55% in sei anni, Messina del 46%, Catania del 39%. Prezzi ancora relativamente contenuti, dunque, ma con una traiettoria al rialzo che non lascia spazio all'ottimismo.
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