Quattro anni di lavoro intenso alla guida di uno degli enti strategici per lo sviluppo infrastrutturale della Sicilia orientale. Si avvia alla conclusione il mandato di Francesco Di Sarcina alla guida dell’Autorità Portuale Sicilia Orientale, anche se la gestione proseguirà temporaneamente fino alla nomina del nuovo vertice da parte del Ministero delle Infrastrutture. Una fase di passaggio che potrebbe protrarsi ancora per diverse settimane, considerando che le procedure di designazione e insediamento della nuova governance richiedono tempi tecnici non brevi.
Continuità amministrativa in attesa della nuova governance
L’obiettivo dell’attuale commissario è garantire una transizione ordinata e senza rallentamenti. “Sto completando tutte le attività che possono essere concluse entro il mio mandato”, ha spiegato Di Sarcina. L’intenzione è quella di lasciare all’amministrazione che verrà una situazione definita e organizzata, evitando l’apertura di nuovi dossier se non strettamente necessari al funzionamento dell’Ente. Una strategia che punta a garantire continuità amministrativa in una fase particolarmente delicata per il sistema portuale della Sicilia orientale.
Piano regolatore del porto di Catania e Scogliera d’Armisi
Tra i risultati più significativi degli ultimi anni figura l’approvazione del Piano regolatore portuale di Catania, uno strumento destinato a ridisegnare il futuro dello scalo etneo nei prossimi decenni. Il progetto ha però acceso un acceso dibattito cittadino, soprattutto per quanto riguarda l’ipotesi di espansione verso nord, nell’area della Scogliera d’Armisi. Associazioni, comitati e cittadini hanno espresso forti preoccupazioni per la tutela della costa e dello storico stabilimento balneare presente nella zona. Su questo punto Di Sarcina ribadisce una posizione netta. “Il Piano regolatore non tocca la Scogliera d’Armisi”, sottolinea il commissario, precisando che l’area non sarà interessata dagli interventi previsti. Ogni singolo progetto derivante dal Piano, inoltre, dovrà essere sottoposto alla Valutazione di Impatto Ambientale (Via) da parte del Ministero competente.
Il ministero ha dato il via libera al Piano
Secondo Di Sarcina, il percorso autorizzativo conferma la validità dell’impianto progettuale. “Il ministero non ha bocciato il Piano, altrimenti non avrebbe rilasciato la Vas”, evidenzia il commissario. Le osservazioni ricevute sono state recepite e integrate nella programmazione, che adesso dovrà tradursi nei singoli progetti esecutivi. Sarà proprio in quella fase che verranno approfonditi tutti gli aspetti ambientali e territoriali delle opere previste.
Molo di Levante, lavori in ritardo ma conclusione vicina
Tra gli interventi più attesi c’è il rifacimento del Molo di Levante del porto di Catania. La riconsegna dell’opera era inizialmente prevista entro l’estate, ma i danni provocati dagli eventi meteorologici hanno rallentato il cronoprogramma. “Il ciclone ha causato diversi problemi e la consegna è slittata”, spiega Di Sarcina, precisando però che il completamento dovrebbe arrivare entro pochi mesi e comunque non molto oltre la stagione estiva.
Silos del porto di Catania, pronta la demolizione
Altro dossier aperto riguarda la demolizione dei silos del porto di Catania, un intervento atteso da tempo e considerato fondamentale per la riqualificazione dell’area portuale. L’Autorità Portuale ha già rilasciato tutte le autorizzazioni necessarie all’impresa incaricata, mentre costi e attività operative restano a carico dell’ex concessionario. Qualora quest’ultimo non dovesse procedere nei tempi previsti, sarà l’Ente a intervenire direttamente. “Se non lo faranno loro, lo faremo noi e addebiteremo le spese”, chiarisce il commissario.
Porto di Catania, opere strategiche tra presente e futuro
Dalla conclusione del Piano regolatore portuale ai lavori sul Molo di Levante, passando per la demolizione dei silos e il confronto sulla Scogliera d’Armisi, il porto di Catania si trova in una fase cruciale del proprio sviluppo. La prossima governance erediterà un percorso già tracciato e una serie di interventi destinati a incidere profondamente sul futuro dello scalo e dell’intero sistema logistico della Sicilia orientale.
di Melania Tanteri
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