Il prezzo del petrolio continua a registrare una fase di forte ribasso sui mercati internazionali. Nelle ultime ore le quotazioni del greggio hanno accentuato le perdite, raggiungendo i livelli più bassi degli ultimi mesi e alimentando le aspettative di ulteriori riduzioni dei prezzi dei carburanti.
Brent e WTI in forte discesa
A guidare il calo è il Brent del Mare del Nord, riferimento per il mercato europeo, che in serata ha perso il 4,50%, attestandosi a 71,89 dollari al barile, sui minimi registrati dalla fine di febbraio. Andamento negativo anche per il West Texas Intermediate (WTI), il greggio di riferimento negli Stati Uniti, che a New York ha ceduto il 3,85%, scendendo a 69,15 dollari al barile.
Petrolio, pesa la ripresa dei flussi nello Stretto di Hormuz
A favorire la discesa delle quotazioni è soprattutto la ripresa dei flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi strategici per il commercio energetico mondiale. Nonostante restino tensioni e criticità nell'area mediorientale, i mercati sembrano aver accolto positivamente il ritorno a una maggiore regolarità nelle forniture di greggio, riducendo i timori di possibili interruzioni dell'offerta.
Effetti sui prezzi dei carburanti
Il calo delle quotazioni internazionali del petrolio potrebbe tradursi nelle prossime settimane in ulteriori benefici per gli automobilisti. Già negli ultimi giorni si sono registrati segnali di diminuzione dei prezzi di benzina e diesel, una tendenza che potrebbe rafforzarsi se il trend ribassista del greggio dovesse proseguire.
Gli operatori del settore continuano a monitorare l'evoluzione del mercato energetico globale, mentre gli investitori guardano con attenzione agli sviluppi geopolitici e alla domanda internazionale di petrolio, fattori destinati a influenzare l'andamento delle quotazioni nei prossimi mesi.
(askanews)
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