Palermo, piano anti-allagamenti: pulizia delle caditoie nelle zone a rischio

Palermo, piano anti-allagamenti: pulizia delle caditoie nelle zone a rischio

Palermo, piano anti-allagamenti: pulizia delle caditoie nelle zone a rischio

Con l’arrivo dell’autunno Palermo rafforza le misure contro il rischio di allagamenti e disagi provocati dalle piogge intense. Dopo le criticità registrate negli ultimi anni, Amap ha potenziato la pulizia delle caditoie nelle strade considerate più esposte, affiancando alle attività ordinarie un programma mirato nelle aree a maggiore rischio.

Gli interventi sono partiti a settembre e interessano tutte le circoscrizioni della città. L’obiettivo è mantenere liberi i punti di raccolta delle acque piovane e favorire il più rapidamente possibile il deflusso in caso di precipitazioni particolarmente intense.

Il piano nasce anche dall’esperienza maturata nell’ultimo triennio, durante il quale diversi episodi di maltempo hanno messo alla prova il sistema di drenaggio urbano.

Pulizia delle caditoie a Palermo, le prime strade interessate

La prima fase degli interventi ha riguardato alcune delle principali arterie cittadine individuate come più esposte al rischio di accumulo dell’acqua. Nella Prima Circoscrizione sono state interessate via Porta di Castro, piazza della Pinta e corso Re Ruggero. Nella Seconda gli interventi hanno riguardato via Messina Marine e via Galletti, mentre nella Terza è stata interessata viale Regione Siciliana. In Quarta Circoscrizione la pulizia ha coinvolto via Marinuzzi, via Tasca Lanza e ancora viale Regione Siciliana. Nella Quinta sono state interessate viale Piazza Armerina, via Erice, via Roccazzo e il sottopasso Leonardo Da Vinci, nelle direzioni Trapani e Catania. La sesta fase ha riguardato via San Lorenzo e il sottopasso Lazio, sempre nelle direzioni Trapani e Catania. Nella Settima gli interventi hanno interessato viale Principe di Scalea, mentre nell’Ottava via Libertà e piazza Vittorio Veneto.

Palermo, dal primo ottobre la seconda fase degli interventi

Il programma prosegue dal 1° ottobre con una seconda serie di interventi nelle aree considerate sensibili. Per la Prima Circoscrizione sono previste attività in corso Alberto Amedeo e via Bonello. Nella Seconda saranno interessati il sottopasso Messina Montagne, via Messina Marine nella zona Buccheri La Ferla e viale Regione Siciliana sud-est.

Gli interventi proseguiranno poi in corso Tukory e viale Regione Siciliana, nella Terza Circoscrizione, e in viale Regione Siciliana, nel sottopasso Calatafimi e nelle zone di via Terranova e della Depressione Imera, nella Quarta. In Quinta toccherà a viale Michelangelo, mentre nella Sesta sono previste operazioni in viale Regione Siciliana nord-ovest, via La Malfa, via Pietro Nenni e nel sottopasso Spadolini. La Settima Circoscrizione sarà interessata in via Polibio, via Ferrante e viale Regione Siciliana nord-ovest. Infine, nell’Ottava, gli interventi riguarderanno via Marchese di Villabianca e via Dalla Chiesa.

Amap: “Necessaria la collaborazione con Rap e Reset”

La pulizia delle caditoie rappresenta soltanto una parte delle attività necessarie per affrontare le conseguenze delle precipitazioni intense. Un ruolo importante viene infatti svolto anche dalla manutenzione della superficie stradale, soprattutto nel periodo autunnale quando foglie e detriti possono ostacolare il deflusso dell’acqua. “Amap intende ribadire il suo impegno per garantire la massima sicurezza ai cittadini di Palermo – spiega Giovanni Sciortino, Amministratore Unico dell’azienda – Ma è opportuno sottolineare che è nostra competenza esclusiva la pulizia delle caditoie sotto superficie. La parte di superficie è di pertinenza di Rap e Reset, aziende con le quali collaboriamo su specifica indicazione del sindaco Lagalla”.

Secondo Sciortino, proprio nei mesi autunnali è necessario coordinare gli interventi. “Soprattutto in autunno, con la presenza di fogliame nelle strade, è necessaria una sinergia accurata e puntuale per non farsi trovare impreparati”.

Bombe d’acqua, le caditoie non possono eliminare tutti i rischi

L’intervento di manutenzione può ridurre le conseguenze delle piogge intense, ma non può eliminare completamente il rischio di allagamenti in presenza di eventi meteorologici eccezionali. “Le azioni messe in campo sono utili e indispensabili, ma per correttezza nei confronti dei cittadini, è doveroso ribadire che in presenza di bombe d’acqua come quelle degli ultimi anni è possibile soltanto limitare i danni, accelerando i tempi di deflusso delle acque piovane, a Palermo come in tutta Italia”.

Amap ha inoltre rafforzato il controllo a distanza dei sottopassi, con l’obiettivo di intervenire tempestivamente nei casi più critici. Il sistema dovrebbe consentire, quando le condizioni lo rendono necessario, di chiudere preventivamente alcune arterie ed evitare che gli automobilisti possano trovarsi in situazioni di pericolo.

Palermo, 84,1 milioni per potenziare l’impianto Risalaimi

Il piano per affrontare le emergenze legate all’acqua si affianca a un investimento molto più ampio sul sistema idrico palermitano. Il Ministero delle Infrastrutture ha concesso un finanziamento di 84,1 milioni di euro per il potenziamento dell’impianto di potabilizzazione Risalaimi. Il costo complessivo dell’intervento sfiora i 100 milioni di euro. Il progetto prevede la riorganizzazione dell’attuale impianto, realizzato negli anni Sessanta, e la trasformazione di Risalaimi in un polo strategico per la produzione di acqua potabile destinata al sistema idrico palermitano. A regime, la struttura dovrebbe raggiungere una capacità di 2.000 litri al secondo, con un servizio destinato a un bacino di oltre un milione di utenti.

Risalaimi, il progetto per rafforzare il sistema idrico di Palermo

L’intervento punta quindi a rafforzare uno dei nodi principali dell’approvvigionamento idrico della città e dell’area metropolitana. “Un’opera che è frutto di una sinergia istituzionale estremamente efficace – conclude Sciortino –. Si tratta, infatti, di un progetto fortemente voluto dal sindaco Lagalla e che è stato possibile portare in porto grazie alla sua interlocuzione con il Governo nazionale e all’intervento del Ministro Salvini”. Da una parte, dunque, la manutenzione quotidiana delle caditoie e dei sottopassi per affrontare le emergenze legate alle piogge. Dall’altra, un investimento infrastrutturale destinato a incidere sul futuro del servizio idrico.

Per Palermo, la gestione dell’acqua passa così da due fronti strettamente collegati: ridurre gli effetti degli eventi meteorologici estremi e rafforzare le infrastrutture necessarie a garantire un servizio più efficiente.

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