Strage di Ustica, la Francia apre agli archivi: la Procura verso il ritiro dell’archiviazione

Strage di Ustica, la Francia apre agli archivi: la Procura verso il ritiro dell’archiviazione

Strage di Ustica, la Francia apre agli archivi: la Procura verso il ritiro dell’archiviazione

A 46 anni dalla strage di Ustica, la vicenda del Dc-9 Itavia torna al centro dell’attenzione giudiziaria e diplomatica. La Francia ha dato la disponibilità a trasferire all’Italia la documentazione ancora disponibile sul disastro del 27 giugno 1980, quando l’aereo precipitò nel mar Tirreno causando la morte di 81 persone.

La comunicazione è arrivata attraverso l’ambasciata francese e riguarda documenti che coprono un periodo molto ampio, fino ai primi anni Novanta. Tra gli atti ci sarebbero anche documenti del ministero della Difesa francese che potrebbero essere collegati alle rogatorie inviate in passato dalla Procura di Roma.

La documentazione è stata trasmessa dalla Farnesina, attraverso la Presidenza del Consiglio, al ministero della Giustizia e quindi alla Procura di Roma. Le autorità francesi avrebbero inoltre manifestato la disponibilità a rispondere a eventuali ulteriori richieste italiane.

La novità arriva alla vigilia dell’udienza fissata per 30 settembre davanti al gip di Roma, chiamato a pronunciarsi sull’opposizione alla richiesta di archiviazione. Alla luce della nuova disponibilità di Parigi, i pm sarebbero orientati a ritirare la richiesta e a proseguire gli accertamenti.

Strage di Ustica, cosa può cambiare con i documenti francesi

Il materiale che potrebbe arrivare dalla Francia assume particolare importanza perché la mancanza di collaborazione internazionale era stata indicata tra gli elementi che avevano ostacolato il prosieguo dell’inchiesta. I documenti potrebbero consentire agli investigatori di verificare informazioni già richieste attraverso le rogatorie e di confrontarle con gli elementi raccolti negli anni. Non è ancora possibile sapere quali nuovi elementi emergeranno, né quale peso potranno avere nelle indagini.

La Procura di Roma aveva chiesto l’archiviazione di due fascicoli, aperti rispettivamente nel 2008 e nel 2022 e poi riuniti, entrambi contro ignoti. La nuova disponibilità francese potrebbe però modificare il quadro investigativo.

Ustica, Lepore chiede al Governo di mantenere alta l’attenzione

La novità diplomatica è arrivata mentre da Bologna è partito un nuovo appello alle istituzioni. Il sindaco Matteo Lepore ha scritto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiedendo un aggiornamento sulle iniziative del Governo per reperire, conservare e rendere consultabile la documentazione ancora disponibile sulla strage. Lepore ha richiamato anche il recente ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale di Bologna, che sollecita l’Amministrazione a mantenere il confronto con il Governo su diversi aspetti ancora aperti: dalla ricostruzione delle serie archivistiche del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti relative al periodo 1969-1984 all’attività del Comitato consultivo sui versamenti archivistici.

Un altro punto riguarda proprio la collaborazione degli Stati esteri che potrebbero conservare documentazione utile alle indagini. “Con questa lettera – ha scritto Lepore – desidero chiedere un aggiornamento sullo stato di avanzamento di queste attività e, per quanto di competenza, sulle iniziative che il governo intende adottare per favorire il reperimento, la conservazione e la consultabilità della documentazione ancora esistente, oltre a rafforzare la collaborazione internazionale”. Il sindaco ha inoltre ribadito che Bologna continuerà a custodire la memoria delle vittime attraverso il Museo per la memoria di Ustica e il lavoro dell’Associazione dei parenti delle vittime.

Daria Bonfietti: “Accedere ai documenti francesi è fondamentale”

Tra le prime a commentare la disponibilità di Parigi è stata Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica. Bonfietti ha sottolineato l’importanza di poter finalmente accedere ai documenti oggetto delle vecchie rogatorie e ha ricordato di aver chiesto alla presidente del Consiglio di sollecitare il presidente francese Emmanuel Macron durante il loro incontro di giugno.

La presidente dell’associazione ha accolto con soddisfazione anche l’ipotesi che la Procura possa rinunciare all’archiviazione. Secondo Bonfietti, ora sarà necessario verificare quale documentazione verrà effettivamente trasmessa e quali elementi potrà contenere.

I familiari delle vittime: “Un passo verso la verità”

La notizia è stata accolta con attenzione anche da Anthony De Lisi, fratello di Elvira e zio di Alessandra, due delle vittime. De Lisi ha definito la disponibilità francese un fatto positivo, pur arrivato dopo molti anni. Il suo interesse, ha spiegato, è soprattutto rivolto alla ricostruzione dello scenario militare e strategico nel quale si inserì la tragedia. La sua posizione riprende una delle questioni centrali del caso: capire cosa accadde quella notte nei cieli del Mediterraneo, quali attività militari fossero in corso e quali informazioni fossero disponibili alle autorità italiane. De Lisi ha inoltre collegato la nuova collaborazione francese all’eventuale decisione della Procura di proseguire l’inchiesta, considerandole entrambe possibili tappe nel percorso verso una ricostruzione più completa dei fatti.

Ustica, Tricarico: “Servono prudenza e verifica delle carte”

Sulla disponibilità francese è intervenuto anche Leonardo Tricarico, generale ed ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare. Tricarico ha definito la notizia positiva se potrà contribuire a evitare l’archiviazione, ma ha invitato alla prudenza. Senza conoscere il contenuto dei documenti, infatti, secondo l’ex vertice dell’Aeronautica è difficile stabilire quale contributo potranno dare al prosieguo delle indagini.

Il punto centrale, per Tricarico, sarà quindi esaminare le carte e ricostruire la loro provenienza, verificando passo dopo passo la documentazione che arriverà da Parigi. La cautela viene motivata anche dal lungo confronto sulla collaborazione francese, che in passato non aveva portato alla disponibilità degli atti richiesti dagli investigatori italiani.

Strage di Ustica, l’udienza del 30 settembre

Ora l’attenzione è rivolta all’udienza di mercoledì 30 settembre, davanti al giudice per le indagini preliminari di Roma. La Procura, alla luce della nuova situazione, sarebbe pronta a ritirare la richiesta di archiviazione. La decisione rappresenterebbe un passaggio importante perché consentirebbe di valutare nuovi accertamenti alla luce della documentazione che la Francia si è dichiarata disponibile a trasmettere.

Il caso Ustica torna così a incrociare inchiesta giudiziaria, archivi e collaborazione internazionale. Dopo più di quattro decenni, il nodo resta quello di ricostruire con nuovi documenti ciò che accadde la sera del 27 giugno 1980.

La disponibilità annunciata da Parigi non significa ancora che siano state trovate nuove prove decisive. Il loro contenuto dovrà essere acquisito, esaminato e valutato dagli investigatori. Ma proprio per questo, l’apertura degli archivi francesi potrebbe offrire alla Procura nuovi elementi da verificare e riportare l’inchiesta al centro di un percorso giudiziario che sembrava avviato verso la conclusione.

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