Prima i carburanti, adesso anche le bollette. Mentre l'Italia fa i conti con il peso della crisi energetica scatenata dalle tensioni internazionali, Eni annuncia sconti su luce e gas, seguendo la strada già tracciata da Ip e Q8 sul fronte di benzina e gasolio. La notizia raggiunge Giorgia Meloni a Praga, dove la presidente del Consiglio è in visita di Stato ufficiale, e la premier non nasconde la soddisfazione. Dal palco ceco lancia un appello diretto a "tutti gli altri attori principali" del settore energetico affinché facciano la loro parte per alleggerire i bilanci di famiglie e imprese in una fase che definisce "particolarmente complessa".
L'asse Italia-Cechia sugli ETS e il nodo energia
L'incontro con il primo ministro ceco Andrej Babis non è solo di facciata. Oltre alla firma del Piano d'azione 2026-2030, i due paesi hanno deciso di presentarsi uniti al prossimo Consiglio europeo con un pacchetto di proposte concrete sul sistema di tassazione del carbonio (ETS), che Meloni accusa da tempo di "gonfiare artificialmente i prezzi" e creare squilibri nel mercato energetico.
Le richieste sul tavolo sono precise: proteggere i settori più esposti alla concorrenza internazionale, limitare la trasmissione dei costi di carbonio sui prezzi dell'elettricità, rafforzare la trasparenza nel mercato delle quote ETS e — punto politicamente più rilevante — rinviare l'entrata in vigore di ETS 2, la direttiva che potrebbe colpire ulteriormente famiglie e piccole imprese. "Speriamo di poter costruire convergenze ampie", dice la premier, lasciando intendere che il lavoro diplomatico è già iniziato.
Nucleare: Italia e Cechia verso una partnership industriale
Tra i temi affrontati a Praga spunta anche il nucleare di nuova generazione. Meloni e Babis hanno aperto alla possibilità di una collaborazione tecnica e industriale sui piccoli reattori modulari (SMR), tecnologia su cui la Repubblica Ceca sta investendo con convinzione. L'Italia, dopo decenni di stop, ha appena ripreso il percorso verso il nucleare civile. "Penso che questo sia un ambito nel quale insieme possiamo lavorare molto bene", ha detto la premier.
Il nodo del bilancio europeo e la flessibilità da 14 miliardi
Sul fronte del bilancio UE, Meloni avverte: nessun taglio a politiche agricole e coesione. Se si deve ridurre da qualche parte, il governo punta il dito sulle "spese di funzionamento" delle istituzioni europee, "cresciute parecchio negli ultimi anni".
Resta aperta invece la partita della clausola di salvaguardia nazionale, che permetterebbe all'Italia di utilizzare fino a 14 miliardi di flessibilità su energia e difesa. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, presente a Praga, non si sbottona ma lascia intuire che una decisione potrebbe essere vicina. Venerdì il Consiglio dei ministri è atteso a presentare il Documento programmatico di finanza pubblica: potrebbe essere quella l'occasione per scoprire le carte.
(askanews)
Lascia una risposta