Per un rider, ogni aumento alla pompa si trasforma direttamente in una riduzione del guadagno. Benzina e gasolio sono infatti parte del costo quotidiano di un lavoro che si svolge per strada, spesso per molte ore e con il proprio mezzo. A Palermo, adesso, il problema si somma a una questione che da mesi resta senza una soluzione definitiva: il rinnovo del contratto.
Il quadro raccontato al QdS.it da un rider palermitano, che chiameremo Marco, è quello di un'attività diventata sempre più difficile da sostenere. Le consegne sono diminuite, la concorrenza tra fattorini è aumentata e il costo per lavorare è cresciuto. «Le consegne diminuiscono e il contratto ancora non se ne vede. Ogni giorno facciamo chilometri e chilometri a vuoto», racconta. Secondo la sua esperienza, il rincaro del carburante significa circa 10 euro di spesa in più al giorno, che possono arrivare a circa 200 euro al mese.
Rider e caro carburanti, i costi aumentano
«Prima con 10 euro sapevo che riuscivo a farmi una giornata, adesso devo mettere 17-20 euro di carburante al giorno», spiega Marco. Una differenza che pesa su un'attività già caratterizzata da entrate variabili. Il rider racconta di guadagni giornalieri intorno ai 40 euro, dai quali bisogna sottrarre carburante, tasse e altri costi legati al mezzo. La situazione descritta a Palermo si inserisce in un problema più ampio. Una ricerca nazionale Nidil Cgil presentata nel 2026 ha rilevato che molti rider lavorano anche sei o sette giorni alla settimana, per 8-10 ore al giorno, con compensi che in diversi casi si collocano tra 2 e 4 euro lordi a consegna.
Nel frattempo, anche il numero dei fattorini presenti sulle strade viene indicato dai lavoratori come uno dei fattori che incidono sulla quantità di consegne disponibili. «A Palermo rispetto ad anni fa siamo il doppio e quindi le consegne mancano», racconta Marco. Il risultato, secondo la sua testimonianza, è una corsa al lavoro sempre più lunga per riuscire a raggiungere un reddito sufficiente.
Il nodo del contratto per i rider
Il caro carburanti si inserisce così in una trattativa sindacale già complessa. Il contratto resta il nodo centrale e le diverse organizzazioni hanno posizioni differenti sulla qualificazione del rapporto di lavoro. Gianluca Mancini di Ugl Rider spiega al QdS.it che l'aumento dei costi arriva proprio mentre il confronto sul rinnovo è in una fase avanzata. «Andare a chiedere ulteriori soldi in questo momento è molto complicato», osserva. La scadenza indicata dal sindacalista è il 20 ottobre. Se entro quella data non dovesse arrivare un accordo, l'Ugl Rider valuta di chiedere un compenso specifico per il carburante.
Nel frattempo, le piattaforme hanno modificato alcune condizioni economiche. Il tema delle retribuzioni è però tutt'altro che chiuso. Nell'agosto 2026, in un procedimento che riguarda Foodinho-Glovo, il pm di Milano ha sostenuto che gli aumenti introdotti non sarebbero sufficienti e che una parte del tempo di attività dei rider non verrebbe remunerata. Si tratta di valutazioni contenute in un parere della Procura nell'ambito del procedimento giudiziario, non di una decisione definitiva sul merito della vicenda.
Rider, carburante e sicurezza sulla strada
C'è poi un altro aspetto che riguarda direttamente chi lavora sulle strade: la sicurezza. A Palermo la morte di un rider in un incidente al Foro Italico ha riportato l'attenzione sui rischi affrontati quotidianamente dai fattorini. Marco sottolinea come la necessità di effettuare più consegne possa aumentare la pressione durante il lavoro. «Non ha senso andare di fretta col rischio di fare incidenti», racconta. Una riflessione che si lega anche al problema dei tempi di attesa e delle modalità con cui vengono calcolati i compensi.
Il tema della sicurezza è diventato centrale anche nel resto d'Italia. Nel corso dell'estate i rider hanno protestato, tra le altre cose, contro il rischio di perdere reddito quando le condizioni climatiche impediscono di lavorare nelle ore più calde. A Milano, a luglio, una mobilitazione di Nidil Cgil ha chiesto alle piattaforme una copertura economica per le ore di fermo.
Nidil Cgil: «Impatto economico devastante»
Francesco Brugnone, di Nidil Cgil Palermo, considera il caro carburanti un ulteriore peso per una categoria che già sostiene direttamente i costi del mezzo. «L'impatto economico è devastante», afferma al QdS.it. Secondo Brugnone, non tutte le piattaforme hanno applicato allo stesso modo le modifiche introdotte sui compensi e, per ottenere un reddito sufficiente, alcuni rider sono costretti a lavorare per molte ore e per gran parte della settimana. La Cgil chiede inoltre un diverso inquadramento del rapporto di lavoro. La posizione dell'organizzazione è quella del riconoscimento della natura subordinata dell'attività, con un contratto specifico e un orario sostenibile.
È un tema che si ritrova anche nel dibattito nazionale. A marzo la Cgil aveva promosso una mobilitazione in oltre 30 città italiane chiedendo maggiori salari, tutele e l'applicazione del contratto nazionale Merci e Logistica.
Le piattaforme e il futuro del food delivery
Sul tavolo restano quindi più questioni: carburante, compensi, contratto, sicurezza e numero dei rider. Il confronto è diventato ancora più delicato dopo le indagini della Procura di Milano che hanno coinvolto alcune grandi piattaforme. Nel caso Glovo, nell'agosto scorso il pm ha contestato, tra gli altri aspetti, la mancata remunerazione di una parte del tempo lavorato e ha sostenuto la necessità di un rapporto di lavoro subordinato. Anche queste sono valutazioni nell'ambito di un procedimento giudiziario e non equivalgono a una decisione definitiva.
A Palermo, intanto, i rider aspettano risposte concrete. Se il contratto non dovesse arrivare entro la scadenza indicata dai sindacati, la questione del caro carburante potrebbe diventare uno dei nuovi punti della mobilitazione. Per chi ogni giorno sale in sella a uno scooter o a una moto, il problema resta molto concreto: più chilometri, più carburante e costi crescenti significano meno soldi alla fine della giornata.
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