Il sostegno alle imprese siciliane che stanno affrontando il caro carburanti entra nella fase operativa. La Commissione Attività produttive dell’Assemblea regionale siciliana ha dato il via libera ai due decreti che stabiliscono criteri e modalità per assegnare gli aiuti a agricoltura e pesca.
Si tratta di una misura prevista dalla legge regionale 13 del 2026, che mette complessivamente a disposizione dei due comparti 15 milioni di euro. Il passaggio all’Ars consente ora alla Regione di procedere con l’erogazione dei contributi.
L’intervento arriva in una fase nella quale l’aumento dei costi energetici continua a pesare sulle imprese che utilizzano carburante per le attività produttive. Per la Sicilia il problema è particolarmente rilevante nei settori agricolo e della pesca, dove il consumo di gasolio incide direttamente sui costi di produzione.
Caro carburanti, 5 milioni per le imprese della pesca
Una parte delle risorse è destinata al comparto della pesca professionale. Il decreto prevede uno stanziamento di 5 milioni di euro per le imprese armatrici di imbarcazioni da pesca professionale. Sono comprese anche le imprese della pesca artigianale e della piccola pesca, purché le unità siano iscritte nei registri degli uffici marittimi della Regione.
Gli aiuti saranno gestiti dal dipartimento regionale della Pesca mediterranea e saranno erogati secondo il regime de minimis. Il contributo regionale avrà inoltre carattere aggiuntivo rispetto agli interventi già avviati attraverso il Programma nazionale Feampa 2021-2027.
Per il settore della pesca si tratta di una misura che si aggiunge a un altro intervento già attivato dalla Regione. A settembre è stato infatti pubblicato un bando da oltre 17 milioni di euro complessivi, di cui 12,1 milioni provenienti dal Feampa e altri 5 milioni dal bilancio regionale, con domande previste tra il 1° e il 10 ottobre 2026.
Agricoltura, contributi fino al 70% del maggior costo
Gli altri 10 milioni di euro sono destinati alle aziende agricole siciliane e alle imprese conto terziste che svolgono attività agro-meccaniche. Il contributo potrà coprire fino al 70% del maggior costo sostenuto per l’acquisto di gasolio agevolato nel periodo compreso tra il 1° marzo e il 30 giugno 2026. L'importo riconosciuto a ciascuna impresa non potrà comunque superare 50 mila euro. Anche per questo intervento si applicherà il regime de minimis.
Per presentare le richieste bisognerà attendere l’avviso pubblico del dipartimento regionale dell’Agricoltura, che definirà nel dettaglio modalità, termini e documentazione necessaria.
Schifani: “Possiamo procedere verso l’erogazione”
Il via libera della Commissione consente ora alla Regione di passare alla fase successiva. Il presidente Renato Schifani ha sottolineato che, con il parere favorevole dell’Ars, è possibile procedere verso l’erogazione degli aiuti. L'obiettivo dichiarato dalla Regione è sostenere due comparti considerati strategici per l'economia siciliana e compensare almeno una parte dell'impatto prodotto dall'aumento dei prezzi dei carburanti legato alla crisi in Medio Oriente.
Anche l’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino ha definito lo stanziamento un primo intervento per attenuare le difficoltà affrontate dalle imprese agricole e della pesca. L’assessore ha inoltre richiamato la necessità di ulteriori interventi a livello nazionale, anche in relazione ai maggiori costi sostenuti dalle imprese siciliane.
Caro carburanti, cosa cambia per le imprese siciliane
Con l’approvazione dei decreti attuativi si completa un passaggio necessario per rendere operative le misure previste dalla legge regionale. Il quadro dei contributi è quindi definito: 5 milioni alla pesca e 10 milioni all’agricoltura. Per le aziende agricole sarà determinante il prossimo avviso regionale, perché sarà quello a stabilire concretamente le modalità per presentare le domande e ottenere il rimborso previsto sui maggiori costi del gasolio.
Per la pesca, invece, il nuovo intervento regionale si inserisce in un sistema di aiuti che comprende già le risorse del Feampa. Il sostegno non elimina il problema dell'aumento dei costi energetici, ma punta a ridurne l'impatto sui bilanci delle imprese. Ora l'attenzione si sposta sui tempi degli avvisi e sull'effettiva erogazione delle risorse.
di Marco Cavallaro
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