Migranti a Lampedusa, 118 arrivi mentre resta il dramma del naufragio

Migranti a Lampedusa, 118 arrivi mentre resta il dramma del naufragio

Migranti a Lampedusa, 118 arrivi mentre resta il dramma del naufragio

Lampedusa torna al centro delle rotte del Mediterraneo centrale con 118 migranti arrivati nelle ultime ore tra l’isola e il vicino isolotto di Lampione. Quattro imbarcazioni sono state soccorse dalle motovedette della Guardia costiera, di Frontex e dalla nave dell’Ong Nadir. Altri quattro tunisini, partiti da Sfax, sono stati invece rintracciati a Lampione.

I gruppi arrivati sull'isola sono stati trasferiti all'hotspot di contrada Imbriacola, dove, secondo le informazioni diffuse dopo gli ultimi sbarchi, erano presenti 258 persone. Gli arrivi si inseriscono in una fase ancora segnata dalla pressione sulle rotte verso la Sicilia e, soprattutto, dalle conseguenze dell'ennesimo naufragio nel Mediterraneo centrale.

Lampedusa, nuovi sbarchi da Tunisia e Libia

I 118 migranti sono arrivati attraverso più traversate. Tra le persone sbarcate ci sono cittadini di Costa d'Avorio, Camerun, Guinea, Mali e Senegal, oltre a eritrei, sudanesi, somali e altre nazionalità. Secondo quanto riferito dai migranti, le partenze sono avvenute da Sfax, in Tunisia, e da diverse località della Libia, tra cui Gas Garabulli, Zuwarah e Zawiya. Le somme pagate per le traversate, sempre secondo le testimonianze raccolte dopo gli arrivi, sarebbero comprese tra 300 e 2 mila euro. Tra le persone sbarcate ci sono anche donne e minori. Dopo i controlli iniziali, tutti sono stati accompagnati nella struttura di contrada Imbriacola.

Il naufragio nel Mediterraneo: due morti e sei dispersi

Pochi giorni prima, il Mediterraneo centrale era stato teatro di un altro naufragio. La nave veloce Aurora di Sea-Watch ha soccorso 28 persone e recuperato due corpi, uno dei quali, secondo quanto riferito dall'Ong e dai superstiti, apparteneva a un bambino. Cinque persone sono state trovate su un gommone quasi completamente sgonfio, mentre altre 23 avevano raggiunto la piattaforma petrolifera Hasdrubal, al largo delle coste tunisine, cercando di mettersi in salvo.

Secondo Sea-Watch, dalle testimonianze raccolte a bordo dell'Aurora risultavano inoltre sei persone disperse, tra cui tre bambini. L'Ong ha riferito che due donne avrebbero raccontato di aver perso i propri figli durante il naufragio. La nave Aurora ha poi fatto rotta verso Lampedusa, indicata dalle autorità italiane come luogo sicuro per lo sbarco delle persone soccorse.

Sea-Watch: “Autorità avvisate ore prima”

È proprio sulla gestione dei soccorsi che si concentra la denuncia di Sea-Watch. Secondo la ricostruzione dell'Ong, Alarm Phone avrebbe segnalato alle autorità la presenza del gommone già diverse ore prima del naufragio. Sea-Watch sostiene inoltre che l'aereo di Frontex Eagle6 avrebbe sorvolato la zona nella serata del 28 settembre.

Si tratta della ricostruzione fornita dall'organizzazione, che chiede di verificare quanto accaduto e le eventuali responsabilità nella gestione dell'emergenza. Sea-Watch ha parlato di un possibile mancato intervento delle autorità e ha chiesto un sistema europeo di ricerca e soccorso gestito direttamente dagli Stati. La dinamica completa dell'operazione e delle segnalazioni resta quindi un elemento da ricostruire sulla base delle informazioni delle autorità competenti e delle diverse testimonianze.

Lampedusa, sbarchi e soccorsi continuano

Il nuovo arrivo di 118 migranti a Lampedusa riporta così l'attenzione sulle rotte che collegano Tunisia e Libia alla Sicilia. Da una parte gli sbarchi, con gruppi intercettati o soccorsi in mare; dall'altra le emergenze durante le traversate, che continuano a produrre vittime e dispersi. Il naufragio del 29 settembre ha lasciato due vittime accertate e, secondo Sea-Watch, sei persone ancora disperse. Tra queste, l'Ong indica tre bambini.

A pochi giorni di distanza, Lampedusa torna quindi a essere il punto di arrivo di nuove traversate, mentre nel Mediterraneo resta aperta la questione della sicurezza dei viaggi e della risposta alle segnalazioni di imbarcazioni in difficoltà.

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