Tre interventi in mare e altri 96 migranti arrivati a Lampedusa. Nelle ultime ore di giovedì 8 ottobre, le motovedette hanno soccorso tre gruppi di persone dirette verso l’isola delle Pelagie. Tra i migranti ci sono 15 donne e 6 minori, tutti accompagnati a terra e affidati alle procedure di prima assistenza.
Le operazioni sono state condotte dalle unità della Guardia di finanza, con il supporto di un mezzo navale dell’agenzia europea Frontex. Dopo lo sbarco, i migranti hanno ricevuto assistenza sanitaria e sono stati trasferiti nell’hotspot di contrada Imbriacola, dove le presenze sono salite a 314 persone, secondo quanto riportato nelle cronache locali dell’8 ottobre.
Lampedusa, i soccorsi della Guardia di finanza e di Frontex
I 96 migranti sono arrivati sull’isola in tre gruppi, composti rispettivamente da 17, 63 e 16 persone. Le imbarcazioni sono state intercettate in mare e scortate fino al molo Favarolo, punto di approdo per le operazioni di soccorso. Tra le persone sbarcate figurano cittadini provenienti da diversi Paesi, tra cui Eritrea, Etiopia, Marocco, Pakistan, Somalia e Sudan. A bordo viaggiavano anche donne e bambini, che hanno ricevuto le prime cure dopo l’arrivo a terra.
Il lavoro delle motovedette ha permesso di portare i tre gruppi in sicurezza sull’isola. Una volta completate le operazioni di sbarco, i migranti sono stati accompagnati nella struttura di prima accoglienza, dove vengono svolte le procedure previste per l’identificazione e l’assistenza.
Hotspot di Lampedusa, 314 ospiti dopo gli ultimi arrivi
Con i nuovi sbarchi, il numero delle persone presenti nell’hotspot di contrada Imbriacola è arrivato a 314 ospiti. La struttura accoglie temporaneamente i migranti dopo l’approdo, in attesa delle procedure successive e degli eventuali trasferimenti.
Gli arrivi confermano l’attività di soccorso lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Per le autorità, la gestione degli sbarchi richiede il coordinamento tra le forze impegnate in mare e i servizi presenti sull’isola, soprattutto quando gli approdi si concentrano in poche ore.
La situazione resta legata all’evoluzione degli arrivi e all’organizzazione dei trasferimenti verso altre strutture di accoglienza.
Lascia una risposta