Collettore fognario Aci Castello: stallo sulla gestione, il Comune chiede consulenza legale

Collettore fognario Aci Castello: stallo sulla gestione, il Comune chiede consulenza legale

Collettore fognario Aci Castello: stallo sulla gestione, il Comune chiede consulenza legale

Lo scontro sul collettore fognario di Aci Castello si fa più aspro. Dopo l'ennesimo tavolo tecnico in Prefettura, le posizioni restano distanti e una soluzione per l'opera — costata già oltre 20 milioni di euro — non è ancora in vista. Il sindaco di Aci Castello, Carmelo Scandurra, ha deciso di portare la questione davanti all'avvocatura comunale, chiedendo una consulenza legale per individuare le iniziative più efficaci per sbloccare l'iter e valutare eventuali profili di responsabilità degli enti coinvolti.

Sie disponibile ma con condizioni: il nodo del "full cost recovery"

La Sie — Società idrica etnea, soggetto chiamato a gestire la condotta — ha ribadito la propria disponibilità in una nota inviata dopo il vertice del 31 marzo in Prefettura, presieduto dal prefetto Pietro Signorello. La società si dice pronta a farsi carico della gestione e della realizzazione delle opere connesse per convogliare i reflui della riviera castellese fino al depuratore di Pantano D'Arci, attraverso il vecchio allacciante di Catania. Ma subordina questa disponibilità all'applicazione del principio di "full cost recovery", previsto dal Codice dell'Ambiente e dalla convenzione aggiornata.

In sostanza, la Sie vuole garanzie economiche prima di prendere in carico l'opera. Una posizione che ha già caratterizzato i tavoli tecnici precedenti e che continua a bloccare l'avvio del servizio, nonostante i lavori siano stati ultimati dalla stazione appaltante e l'impianto sia in fase di collaudo.

Il Comune chiede consulenza legale: valutare responsabilità e sbloccare l'iter

Di fronte all'inerzia prolungata, il Comune di Aci Castello ha trasmesso all'avvocatura comunale tutta la documentazione relativa alla vicenda, chiedendo un'analisi giuridica della situazione. Nella nota firmata dal sindaco Scandurra si legge che «l'attivazione dell'infrastruttura risulta tuttora in fase di stallo, verosimilmente riconducibile alla mancata definizione degli adempimenti di competenza delle diverse amministrazioni coinvolte».

La richiesta ai legali è esplicita: individuare le iniziative stragiudiziali più opportune per sbloccare l'iter, valutare gli eventuali profili di responsabilità imputabili agli enti coinvolti in caso di ulteriore inerzia e attivare con urgenza le azioni più efficaci per arrivare alla messa in esercizio del collettore. «Tale esigenza — conclude la nota — riveste carattere di urgenza, anche per prevenire possibili criticità ambientali ed evitare esposizioni a responsabilità in capo a questo ente».

Un'opera faraonica che rischia di trasformarsi nell'ennesima incompiuta siciliana, mentre i liquami della riviera continuano a cercare una destinazione che, sulla carta, esiste già da tempo.

 

di Giuseppe Bonaccorsi

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