Frana di Niscemi, cittadini in piazza: “Servono sicurezza e risposte”

Frana di Niscemi, cittadini in piazza: “Servono sicurezza e risposte”

Frana di Niscemi, cittadini in piazza: “Servono sicurezza e risposte”

A nove mesi dalla frana che ha colpito Niscemi, la paura non è passata. Domenica 25 ottobre cittadini, sfollati e comitati sono tornati in piazza per chiedere garanzie sulla sicurezza del territorio, controlli costanti e informazioni chiare sui rischi. Il timore è che il movimento franoso possa avanzare ancora, soprattutto con l’arrivo delle piogge.

La manifestazione ha riportato al centro dell’attenzione le preoccupazioni di chi vive vicino alla zona interdetta e di chi ha dovuto lasciare la propria casa. I residenti chiedono risposte da parte degli organismi competenti e sistemi di allerta e prevenzione in grado di proteggere la popolazione. La protesta arriva mentre sono stati annunciati nuovi interventi per la messa in sicurezza del versante, ma restano forti le richieste di informazioni e rassicurazioni.

Frana di Niscemi, la paura dei residenti e degli sfollati

«A nove mesi dalla frana non sappiamo niente, abbiamo paura che la frana possa avanzare ancora. Dove sono i sistemi di allerta e prevenzione?». È la domanda sollevata dai manifestanti, preoccupati anche per il rischio che l’attenzione sulla situazione di Niscemi diminuisca con il passare del tempo. «Vogliamo vivere e investire a Niscemi, ma a quali condizioni? Chi è rientrato nelle abitazioni a ridosso della zona interdetta non può andare avanti con la paura che il trauma si ripeta. Vogliamo rassicurazioni da organismi qualificati. Vogliamo controlli e verifiche», afferma Lucrezia Cinquerrui.

Sulla stessa linea Marzia Pinto, che richiama l’attenzione sulle misure adottate finora per proteggere il fronte franoso. «Non ci possiamo accontentare di un telone messo sul fronte frana per le piogge. La terra continua a muoversi e noi abbiamo paura», sottolinea.

Le richieste dei cittadini riguardano soprattutto la messa in sicurezza del territorio, la trasparenza sulle condizioni del versante e la disponibilità di informazioni aggiornate. Per chi vive nelle aree più vicine alla frana, sapere quali siano i rischi e quali misure siano previste è fondamentale per tornare a guardare al futuro con maggiore serenità.

Il corteo a Niscemi costeggia la zona rossa

Il corteo è partito da largo Spasimo, a pochi metri dalla strada provinciale 10, chiusa dopo il cedimento provocato dalla frana di gennaio. I manifestanti hanno raggiunto il centro cittadino costeggiando la zona rossa, dove l’accesso resta interdetto.

La frana del gennaio 2026 ha provocato gravi danni e costretto numerose famiglie ad abbandonare le proprie abitazioni. Il dissesto ha interessato un ampio tratto del margine urbano e ha reso necessari interventi di emergenza e misure di protezione.

La situazione continua a richiedere attenzione tecnica e istituzionale. Il Dipartimento della Protezione civile ha pubblicato aggiornamenti sull’area interessata e sulle fasce di sicurezza, mentre le autorità proseguono le attività legate alla gestione dell’emergenza e agli interventi strutturali.

Frana di Niscemi, approvato il progetto della galleria drenante

Nel frattempo, sono stati compiuti alcuni passi sul fronte della messa in sicurezza. L’11 ottobre il commissario straordinario Fabio Ciciliano ha approvato il documento di fattibilità delle alternative progettuali per intervenire sul corpo centrale della frana.

La soluzione individuata prevede una galleria drenante profonda lunga 1.500 metri, con una spesa stimata di 32 milioni di euro. L’opera dovrà contribuire a controllare le acque sotterranee e a ridurre la pressione nel terreno, migliorando le condizioni di stabilità del versante.

Il piano comprende anche la riprofilatura dei pendii, la chiusura delle lesioni e interventi per regolare le acque superficiali. Si tratta di un progetto che dovrà essere sviluppato nelle successive fasi tecniche e operative: l’approvazione del documento di fattibilità non equivale, quindi, alla conclusione dei lavori.

 

Per gli abitanti, tuttavia, resta centrale la necessità di conoscere tempi, modalità e risultati attesi degli interventi. La richiesta è che alle decisioni progettuali seguano azioni concrete, accompagnate da un monitoraggio costante e da comunicazioni comprensibili sulle condizioni del territorio.

Rilancio economico di Niscemi, Urso: serve una legge per la zona franca urbana

Accanto alla sicurezza, c’è il problema del futuro economico della città. Nei giorni scorsi un gruppo di professionisti di Niscemi ha scritto al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, chiedendo misure per sostenere le attività produttive e favorire la ripresa dopo la frana.

Nella risposta, Urso ha spiegato che l’istituzione di una zona franca urbana richiede l’approvazione di una specifica disposizione legislativa da parte del Parlamento. L’obiettivo è creare condizioni favorevoli per le imprese e contribuire al rilancio del tessuto economico locale. «Bisognerà individuare la perimetrazione della zona, definire le agevolazioni e assicurare la copertura finanziaria», ha precisato il ministro. Le richieste dei professionisti sono state trasmesse agli uffici competenti per ulteriori approfondimenti.

Urso ha inoltre ribadito che il Governo segue le esigenze del territorio e si impegna a valutare misure per affrontare le criticità legate al dissesto idrogeologico.

Per Niscemi, dunque, le sfide sono due e strettamente collegate: mettere in sicurezza il territorio e sostenere la ripartenza economica. I cittadini chiedono che le risposte arrivino in tempi concreti, perché la possibilità di tornare a vivere e investire nella propria città dipende anche dalla fiducia nelle istituzioni e dalla certezza degli interventi.

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