Il progetto del termovalorizzatore di Catania deve fare i conti con un nuovo ostacolo: la presenza dei gasdotti che attraversano l’area interessata dai lavori. Per superare le interferenze con le infrastrutture esistenti, Snam ha presentato alla Regione Siciliana una proposta che prevede interventi per quasi un milione di euro e tempi di realizzazione stimati in 20 mesi.
La soluzione comporta anche una conseguenza rilevante per i cittadini: durante le operazioni sarà necessario interrompere temporaneamente il funzionamento dei metanodotti, con la conseguente sospensione dell’erogazione del gas alle utenze collegate.
La richiesta della società che gestisce la rete del gas arriva mentre il termovalorizzatore, destinato alla zona industriale etnea, è ancora al vaglio della Commissione tecnica specialistica (Cts) per le valutazioni ambientali. La stessa commissione è finita sotto i riflettori per l’inchiesta giudiziaria per corruzione che ha coinvolto Gaetano Armao, presidente fino all’inizio di agosto. Le criticità legate alla presenza dei metanodotti erano emerse già nei mesi scorsi. La novità riguarda adesso le condizioni indicate da Snam per consentire la realizzazione dell’impianto e risolvere le interferenze con le proprie infrastrutture.
Termovalorizzatore di Catania, Snam conferma le interferenze con i gasdotti
In una lettera firmata da Massimo Mariani, direttore del Distretto Sicilia, Snam conferma che il progetto presentato alla Regione interferisce con i metanodotti presenti nell’area. «Dall’esame degli elaborati progettuali depositati sul portale valutazioni ambientali della Regione Siciliana e dalle successive integrazioni documentali, è confermato che le opere in progetto interferiscono con i metanodotti», si legge nella comunicazione.
La società evidenzia quindi la necessità di modificare alcune infrastrutture e realizzare opere di protezione per garantire la compatibilità tra i gasdotti e il futuro impianto. Il termovalorizzatore dovrebbe trattare 300mila tonnellate di rifiuti all’anno provenienti dalla parte centro-orientale della Sicilia. Snam ricorda inoltre che i terreni attraversati dalle condotte sono soggetti a servitù a suo favore. Per risolvere il problema, propone di realizzare direttamente gli interventi necessari, ma con tutti i costi a carico del soggetto proponente e realizzatore dell’opera. La società ha allegato alla lettera anche alcune tavole tecniche che illustrano la situazione attuale e le modifiche proposte. Per disciplinare le attività, Snam chiede alla Regione di stipulare una convenzione che definisca i rapporti tra le parti. Le opere dovranno essere inserite nel progetto complessivo sottoposto all’approvazione dell’autorità competente.
I costi dei lavori, preventivo da 984mila euro più Iva
La questione economica rappresenta uno dei punti centrali della proposta. Snam ha elaborato una prima stima delle spese necessarie per eliminare le interferenze, quantificando l’importo in 984mila euro, oltre all’Iva nella misura dovuta. Nel dettaglio, circa 9mila euro riguardano la progettazione, mentre la parte restante è destinata alla realizzazione degli interventi.
Il piano economico distingue due principali voci di spesa. Circa 27mila euro sono previsti per coprire gli oneri legati alla dismissione dei beni necessari alla risoluzione delle interferenze. Oltre 957mila euro serviranno invece a coprire parte del valore delle nuove opere, con l’obiettivo dichiarato di evitare maggiori aggravi sul sistema tariffario.
Il preventivo non comprende però tutte le possibili spese aggiuntive. Restano infatti a carico del soggetto tenuto al pagamento le indennità per le occupazioni temporanee necessarie durante i lavori e gli oneri connessi alla costituzione dei titoli richiesti per intervenire sulle aree interessate.
La cifra complessiva potrebbe quindi richiedere ulteriori risorse, in funzione delle condizioni operative e degli eventuali costi aggiuntivi.
Venti mesi di lavori e pagamento anticipato: le condizioni di Snam
Oltre ai costi, la Regione dovrà fare i conti con i tempi necessari per completare gli interventi. Secondo la stima di Snam, serviranno 20 mesi per risolvere tutte le interferenze tra il progetto del termovalorizzatore e i metanodotti. Il periodo decorrerà soltanto dopo che saranno disponibili tutti gli elementi necessari per avviare le opere: i materiali, le autorizzazioni pubbliche, i titoli relativi alle aree interessate e il pagamento delle indennità previste.
La società chiede inoltre che le somme dovute siano versate prima dell’avvio dei lavori. Un passaggio che lega la possibilità di procedere alla disponibilità delle risorse e al completamento degli adempimenti amministrativi. Una volta raggiunto l’accordo, dovranno essere rispettate anche precise prescrizioni relative alla sicurezza e alla gestione delle infrastrutture.
Sopra i metanodotti non potranno essere realizzati depositi di materiali o parcheggi, neppure temporanei. Dovrà inoltre essere garantito in ogni momento l’accesso del personale e dei mezzi di Snam, così da consentire gli interventi di manutenzione eventualmente necessari. Le fasce di terreno soggette a servitù dovranno rimanere a uso agricolo, senza pavimentazioni e senza essere utilizzate per depositare materiali o mezzi.
Sospensione del gas durante i lavori, possibili disagi per le utenze
L’aspetto più delicato riguarda le conseguenze degli interventi sulla distribuzione del gas. Nella comunicazione, Snam chiarisce che l’inserimento delle varianti richiederà l’interruzione dei metanodotti, con la conseguente sospensione dell’erogazione alle utenze collegate. La società precisa che i tempi delle operazioni dovranno essere concordati anche in base alle condizioni di esercizio della rete, così da ridurre al minimo i disagi per gli utenti.
Non è quindi soltanto una questione di costi e durata dei lavori. La modifica delle infrastrutture esistenti richiede anche una pianificazione accurata delle interruzioni, per limitare le conseguenze sulle forniture. Il progetto del termovalorizzatore di Catania deve dunque affrontare un ulteriore passaggio tecnico ed economico. Prima di procedere sarà necessario definire gli accordi con Snam, individuare le risorse per coprire le spese e organizzare gli interventi nel rispetto delle condizioni di sicurezza.
Il nodo resta quello di conciliare la realizzazione dell’impianto con la tutela delle infrastrutture esistenti e la continuità del servizio, riducendo per quanto possibile i disagi per cittadini e attività economiche.
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