AMAT Palermo in crisi: il direttore va in pensione, il presidente Mistretta in bilico e lavoratori pronti alla mobilitazione

AMAT Palermo in crisi: il direttore va in pensione, il presidente Mistretta in bilico e lavoratori pronti alla mobilitazione

AMAT Palermo in crisi: il direttore va in pensione, il presidente Mistretta in bilico e lavoratori pronti alla mobilitazione

Settimane di fuoco si annunciano in casa AMAT Palermo. L'azienda che gestisce il trasporto pubblico del capoluogo siciliano si trova ad affrontare contemporaneamente tre fronti critici: la prossima uscita del direttore generale Domenico Caminiti, il futuro incerto del presidente Giuseppe Mistretta e una minaccia di mobilitazione da parte dei lavoratori che attendono risposte dal sindaco Roberto Lagalla entro fine aprile.

Il direttore Caminiti lascia a dicembre: si cerca il successore

Nell'ultimo Consiglio di Amministrazione di venerdì, il presidente Mistretta e il direttore generale Caminiti hanno avuto un confronto diretto. Caminiti ha comunicato ufficialmente di avere 170 giorni di ferie da smaltire e che, una volta rientrato, andrà in pensione. La sua uscita è prevista per dicembre 2026. Prima di allora, Mistretta dovrà affidare l'incarico ad interim a uno dei dirigenti in organico per garantire la continuità operativa dell'azienda. Successivamente si dovrà avviare un nuovo concorso per individuare il successore.

Non è la prima volta che Caminiti manifesta malumori: già in un precedente CdA, in cui si discuteva del contratto di servizio — poi conclusosi senza risultati — era emersa una lettera informale dei dirigenti con criticità sul contratto e un disagio per il mancato coinvolgimento nelle decisioni aziendali. In quella circostanza si era già parlato di dimissioni, poi non confermate.

Il futuro di Mistretta in bilico: il CdA decade con il terzo bilancio

La posizione del presidente Giuseppe Mistretta è sempre più fragile. Come confermato dallo stesso sindaco Lagalla in una risposta scritta all'interrogazione del capogruppo M5S Antonino Randazzo, all'approvazione del terzo bilancio AMAT il CdA decade automaticamente.

Nominato presidente nella primavera del 2023 sotto l'egida di Forza Italia, Mistretta si è progressivamente allontanato da quel perimetro politico — soprattutto dopo le elezioni europee — avvicinandosi al sindaco Lagalla, che in passato lo aveva difeso nelle fasi più delicate. Un episodio su tutti: nel settembre 2024, quando il consigliere di CdA Domenico Bonanno aveva chiesto le sue dimissioni, fu proprio il sostegno di alcuni esponenti vicini all'ex assessore Tamajo a blindarne la posizione.

Oggi le indiscrezioni politiche parlano di un corteggiamento meloniano nei confronti di Mistretta. Solo un accordo di coalizione potrebbe consentirgli di restare alla guida della partecipata, uno scenario non semplice ma non impossibile.

Lavoratori pronti alla mobilitazione: Lagalla ha tempo fino a fine aprile

Sulla scrivania di Mistretta c'è anche una grana sindacale di non poco conto. Le organizzazioni dei lavoratori hanno chiesto con urgenza un incontro al sindaco e ai vertici aziendali per discutere del futuro di AMAT. «Da anni tutto cambia per non cambiare nulla — si legge nella nota sindacale —. L'Amministrazione Comunale continua a mantenere un atteggiamento di totale chiusura, bloccando ogni possibilità di investimento su personale e sviluppo, mentre il servizio di trasporto pubblico sprofonda in una crisi sempre più evidente».

Tra i nodi principali segnalati dai sindacati: il piano industriale mai realmente approvato — la Giunta ne ha preso atto senza approvarlo — che dovrà essere riscritto affidandolo a una società di consulenza esterna; e il contratto di servizio, atteso entro il primo trimestre del 2024 e ancora inesistente dopo ripetuti rinvii. Se entro fine aprile Lagalla non concederà l'incontro richiesto, scatterà ufficialmente lo stato di agitazione.

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