Assegno sociale 2026: importo fino a 770 euro, requisiti e chi ha diritto a riceverlo

Assegno sociale 2026: importo fino a 770 euro, requisiti e chi ha diritto a riceverlo

Assegno sociale 2026: importo fino a 770 euro, requisiti e chi ha diritto a riceverlo

Per chi si avvicina ai 67 anni senza aver maturato i contributi necessari per la pensione di vecchiaia, esiste uno strumento di tutela economica specifico: l'Assegno Sociale. Non si tratta di una pensione in senso stretto, ma di una prestazione assistenziale erogata dall'INPS a chi si trova in condizioni economiche difficili nella fase più avanzata della vita.

Come funziona l'assegno sociale 2026: importo e maggiorazioni

Nel 2026 l'importo base dell'Assegno Sociale è pari a 546,24 euro al mese. La cifra può aumentare al compimento dei 70 anni, grazie alle maggiorazioni previste dalla normativa, arrivando fino a 770 euro mensili. Si tratta di un sostegno pensato per garantire un minimo di sicurezza economica a chi, in questa fase della vita, ha difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro.

Requisiti per l'assegno sociale: età e limiti di reddito

I requisiti fondamentali per accedere all'Assegno Sociale sono due: l'età anagrafica e il reddito. Per il 2026 l'età minima è fissata a 67 anni, soglia che salirà a 67 anni e 1 mese nel 2027 e a 67 anni e 3 mesi nel 2028. Sul fronte reddituale, il limite annuo da rispettare è di 7.101,12 euro per i non coniugati, mentre per le coppie il tetto raddoppia a 14.202,24 euro.

Errore INPS: 15mila pensionati devono restituire fino a 1.000 euro ad aprile

Aprile è anche il mese dei conguagli fiscali sulle pensioni, e quest'anno per circa 15mila italiani il cedolino riserva una sorpresa tutt'altro che gradita: una trattenuta fino a 1.000 euro, conseguenza di un errore commesso dall'INPS nel corso del 2025.

L'istituto aveva applicato per tutto l'anno scorso una detrazione fiscale non spettante ai pensionati: un beneficio riservato ai lavoratori dipendenti con redditi tra 20mila e 40mila euro annui, riconosciuto per errore anche a circa 20mila pensionati che non ne avevano diritto. Il risultato è che per tutto il 2025 questi soggetti hanno ricevuto assegni mensili leggermente più alti del dovuto, con una differenza accumulata che può arrivare fino a 1.000 euro.

Ogni anno l'INPS effettua una verifica retrospettiva delle ritenute IRPEF applicate nell'anno precedente: se le trattenute risultano eccessive scatta un rimborso, se invece sono state erogate somme non dovute si procede al recupero. Quest'anno il recupero colpisce chi ha beneficiato di quella detrazione indebita, con la trattenuta che comparirà direttamente nel cedolino di aprile 2026.

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