Assistenza alunni con disabilità in Sicilia, sbloccati 3 milioni per i servizi SIAM

Assistenza alunni con disabilità in Sicilia, sbloccati 3 milioni per i servizi SIAM

Assistenza alunni con disabilità in Sicilia, sbloccati 3 milioni per i servizi SIAM

La scuola è iniziata, ma per alcuni studenti con disabilità il diritto a frequentare le lezioni passa ancora dalla disponibilità di un assistente. È su questo fronte che la Regione Siciliana ha sbloccato 3 milioni di euro per garantire i Servizi Integrativi Aggiuntivi e Migliorativi (SIAM), destinati agli alunni con disabilità delle scuole superiori. Il provvedimento, firmato il 15 settembre 2026 dal Dipartimento della Famiglia e delle Politiche sociali, assegna le risorse alle Città metropolitane e ai Liberi Consorzi comunali.

La misura arriva dopo le proteste dei lavoratori e le segnalazioni delle famiglie, che nelle prime settimane dell'anno scolastico hanno denunciato i ritardi nell'avvio dell'assistenza. A Palermo, in particolare, erano rimasti scoperti oltre 300 studenti, mentre il problema aveva interessato più di mille alunni in tutta la Sicilia.

Tre milioni per sbloccare l'assistenza nelle scuole

La somma stanziata rappresenta una prima tranche delle risorse necessarie a garantire la continuità dei servizi. A Palermo sono stati destinati 513.384,32 euro, una cifra che consentirà di coprire l'assistenza igienico-personale per 179 alunni con disabilità.

La quota più consistente è stata assegnata alla Città metropolitana di Messina, con 1.003.824,09 euro destinati a 350 studenti. Le risorse vengono ripartite sulla base del numero degli alunni individuati come beneficiari del servizio.

Il decreto prevede inoltre un ulteriore passaggio. Un milione di euro sarà liquidato con un successivo provvedimento, dopo che le Città metropolitane e i Liberi Consorzi avranno trasmesso i dati aggiornati relativi all'anno scolastico 2026-2027 e al numero degli studenti che necessitano dei servizi SIAM.

Non è la prima volta che la Regione deve intervenire per evitare interruzioni. Anche nel precedente anno scolastico gli enti territoriali avevano segnalato difficoltà nel garantire la prosecuzione dei servizi a causa dell'insufficienza delle risorse. Nel 2025, un provvedimento regionale aveva destinato 4 milioni di euro alle Città metropolitane e ai Liberi Consorzi per gli alunni con disabilità delle scuole superiori.

La protesta dei lavoratori: “Non si può arrivare al primo giorno senza fondi”

Lo sblocco dei finanziamenti è arrivato mentre a Palermo era in corso la mobilitazione dei lavoratori dello Slai Cobas, riuniti davanti alla sede dell'Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro in via Trinacria. Una delegazione è stata ricevuta dai dirigenti regionali e ha preso atto del provvedimento appena adottato. Per l'avvio effettivo dell'assistenza nelle scuole saranno comunque necessari i tempi tecnici legati alla gestione delle risorse e all'organizzazione del servizio. “La situazione continua a essere grave – ha spiegato Giorgia Geraci, assistente igienico-personale e delegata dello Slai Cobas – perché è una questione che si ripete ogni anno colpendo gli studenti con disabilità e anche i lavoratori del settore SIAM”.

Secondo la lavoratrice, i ritardi hanno avuto conseguenze dirette sulla frequenza scolastica. “La campanella è suonata, ma non per tutti gli studenti: molti ragazzi diversamente abili sono stati costretti a rimanere a casa, negandogli il diritto allo studio”, ha affermato, sottolineando come le famiglie abbiano contribuito a mantenere alta l'attenzione sul problema.

La protesta, però, non si ferma allo sblocco dei fondi. “Ogni anno è la stessa storia – ha aggiunto Geraci –. Non si può arrivare al primo giorno di scuola senza i fondi stanziati. Non è accettabile, non è umano”.

Il servizio è essenziale anche per le famiglie

Dietro il problema dei finanziamenti c'è una questione che va oltre la gestione amministrativa del servizio: per molti ragazzi l'assistenza igienico-personale è una condizione necessaria per poter frequentare la scuola. L'assenza dell'assistente può infatti rendere impossibile, o estremamente difficile, la permanenza in classe per l'intera giornata. E quando il servizio manca, il peso ricade spesso direttamente sulle famiglie, costrette in alcuni casi a intervenire personalmente per garantire ai figli l'assistenza necessaria.

È una situazione già raccontata da QdS.it attraverso la storia di un bambino di 9 anni rimasto senza assistenza per un periodo prolungato, con i genitori costretti a recarsi a scuola per evitare che perdesse le lezioni. “È un disagio per le famiglie che senza l'assistente igienico-personale non possono mandare i figli a scuola e di conseguenza non possono andare a lavorare”, ha sottolineato Giuseppe Gaudesi, assistente igienico-personale.

Il lavoro degli operatori riguarda in particolare le esigenze quotidiane degli studenti con disabilità che frequentano le scuole superiori di Palermo. “Le esigenze fisiologiche per loro sono tante e quindi senza di noi diventa difficoltoso o impossibile andare a scuola e poter rimanere tutte le ore”, ha spiegato Gaudesi.

La richiesta: continuità per gli studenti e stabilità per i lavoratori

Lo sblocco dei 3 milioni consente di affrontare l'emergenza più immediata, ma lascia aperta la questione della continuità del servizio e della condizione occupazionale degli assistenti. La richiesta dei lavoratori SIAM è quindi duplice: da una parte garantire agli studenti con disabilità la possibilità di frequentare la scuola senza interruzioni, dall'altra assicurare maggiore stabilità a chi svolge quotidianamente il servizio. “La campanella, quando suona, deve suonare per tutti e non solo per i cosiddetti studenti normodotati”, è il messaggio rilanciato dai lavoratori, che chiedono garanzie anche sul futuro occupazionale e la stabilizzazione del personale.

Il nuovo stanziamento regionale rappresenta dunque una risposta all'emergenza di queste settimane. Ma il fatto che, anche all'inizio dell'anno scolastico 2026-2027, si sia riproposto il problema dei finanziamenti mostra quanto la continuità dell'assistenza resti un tema aperto per la scuola siciliana e per le famiglie degli studenti con disabilità.

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