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Catania, riqualificazione in vista per la Villa Bellini

Catania, riqualificazione in vista per la Villa Bellini

Catania, riqualificazione in vista per la Villa Bellini

Dopo l'intervento del 2010, durante la sindacatura di Raffaele Stancanelli, che trasformò profondamente lo storico giardino catanese, recuperandone alcune parti prima nascoste, ma che fu anche molto contestato, la Villa Bellini sarà oggetto di un nuovo intervento. Che prevede un grande progetto di riqualificazione, soprattutto delle componenti arbore e naturali, grazie a un finanziamento dell'Unione europea nell'ambito del Pnrr poiché dichiarato di interesse culturale con DDG n°1066 del 15/04/2015 dell’Assessorato dei Beni culturali della Regione Sicilia. La progettista è la stessa dell'epoca, Marina Galeazzi, architetta, insieme alla direttrice dell'Ecologia del Comune di Catania, Lara Riguccio, agronoma.

La Villa Bellini rinnovata grazie al Pnrr

“L’investimento mira a rigenerare e riqualificare i parchi e i giardini italiani di interesse culturale, elevandone gli standard di gestione, manutenzione, sicurezza e accoglienza, nonché ad assicurarne la migliore conservazione nel tempo, in un’ottica di sostenibilità e resilienza mirata a rafforzare l’identità del luogo migliorarne la qualità paesaggistica anche ai fini della qualità della vita e il benessere psicofisico dei cittadini e a migliorare la modalità di fruizione culturale e turistica, contribuendo a generare positive ricadute sullo sviluppo economico del territorio di riferimento e sull’occupazione, con particolare riguardo per quella giovanile”. Nelle premesse del progetto si legge che “gli interventi previsti sono redatti nell’assoluto rispetto del progetto a suo tempo approvato dalla Soprintendenza ai Beni culturali nel 2005, trattandosi essenzialmente di un progetto di conservazione e messa in sicurezza”.

Insomma, una delle poche aree verdi all'interno della città di Catania, le cui origini cinquecentesche sono state via via modificate fino a divenire la grande villa Bellini, sarà nuovamente oggetto di riqualificazione per alcuni motivi principali: a causa del “deterioramento della componente vegetale ampiamente diffuso a causa, principalmente, dell’inefficienza degli impianti di irrigazione” – si legge nel documento. E ancora “l’eccessivo sviluppo dei Ficus, la carenza di lavori del terreno, il dilavamento dei pendii e la mancanza di reintroduzione periodica delle essenze deperite”, e ancora “le alberature giunte al fisiologico fine vita amplificano la percezione di agonia dell’esistente e comportano gravi problemi di sicurezza”.

Manutenzione soprattutto della componente vegetale

Non solo: l'intervento si rende necessario anche per la “manutenzione della componente vegetale, dei manufatti, degli arredi, a lungo effettuata senza piano d’intervento e con poche maestranze, alterando il disegno dei volumi e delle prospettive, recuperabili con urgenti interventi di rigenerazione e riqualificazione dell’identità del giardino, ancora molto radicata a livello immateriale, ma sbiadita nella componente più naturale, più fragile”.

Le piante e gli alberi avranno un QR code con la descrizione

Nel dettaglio, saranno piantumate piante ed alberi che avranno un QR code che le descriva, sarà potenziata la componente smart, anche per quel che riguarda l'irrigazione. “Gli interventi, considerata l’importanza storica dell’area, dovranno essere eseguiti tenendo conto delle tecniche più idonee e condotti da personale di provata qualificazione ed esperienza, capacità e competenza professionale nel contesto del restauro dei giardini, in grado di pianificare le attività e organizzare e gestire i cantieri relativi alla rigenerazione della componente vegetale, quindi in grado di combinare problematiche estetiche e simboliche con questioni agronomico-produttive” - si legge ancora. Motivo per cui è in corso di stipula anche una convenzione tra il Comune di Catania e l’Università etnea per la consulenza sugli aspetti fitosanitari e botanici del patrimonio vegetale esistente.

Come spiega l'assessore all'Ecologia del Comune di Catania, Salvo Tomarchio. “Il progetto è frutto di un lavoro di squadra ed è guidato da due donne, Marina Galeazzi e Lara Riguccio, un architetto e un agronomo, che hanno seguito i lavori insieme all'Università – afferma il rappresentante della giunta Trantino -. Il progetto che ci sta molto a cuore, è importante ai fini del restauro del verde, della sistemazione di alcuni aspetti e della messa in sicurezza della nostra Villa”.

Melania Tanteri

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