Accise carburanti, stop allo sconto dal 4 luglio: aumentano i prezzi di benzina e diesel

Accise carburanti, stop allo sconto dal 4 luglio: aumentano i prezzi di benzina e diesel

Accise carburanti, stop allo sconto dal 4 luglio: aumentano i prezzi di benzina e diesel

Con la scadenza dello sconto sulle accise, da domani 4 luglio aumenteranno i prezzi di benzina e diesel. Oggi, 3 luglio, è infatti l’ultimo giorno in cui i carburanti beneficiano del taglio fiscale introdotto dal Governo per fronteggiare le tensioni sui mercati energetici legate al conflitto in Medio Oriente. La decisione di non prorogare la misura arriva dopo il calo delle quotazioni internazionali del petrolio registrato nelle ultime settimane e tiene conto anche dell’impatto significativo che il provvedimento ha avuto sui conti pubblici.

Stop allo sconto sulle accise: cosa cambia dal 4 luglio

L’ultimo decreto governativo, approvato lo scorso 6 giugno, aveva previsto una riduzione delle accise pari a 5 centesimi al litro su benzina e diesel. Considerando anche l’Iva, il beneficio complessivo per gli automobilisti era arrivato a circa 6 centesimi al litro. Con la fine dell’agevolazione fiscale, i prezzi dei carburanti torneranno ai livelli ordinari, determinando un aumento immediato dei costi per chi utilizza l’auto quotidianamente.

Benzina e diesel più cari: quanto costerà fare il pieno

Secondo le stime elaborate dal Codacons, la fine dello sconto comporterà un aggravio medio di circa 3 euro per ogni pieno di carburante.

Nel dettaglio:

  • il diesel salirà mediamente a 1,94 euro al litro sulla rete ordinaria e a 2,02 euro al litro in autostrada;
  • la benzina raggiungerà circa 1,86 euro al litro sulla rete ordinaria e 1,95 euro al litro lungo la rete autostradale.

Un incremento che si farà sentire soprattutto per chi percorre molti chilometri ogni settimana.

Prezzi in aumento nonostante il calo del petrolio

A rendere ancora più evidente la questione è l’andamento delle quotazioni internazionali del greggio. Negli ultimi trenta giorni il prezzo del Brent, riferimento per il mercato europeo, è passato da circa 95 dollari al barile a 70,8 dollari, registrando una diminuzione superiore al 25%. Nonostante questo calo, i prezzi alla pompa hanno registrato una riduzione molto più contenuta. Nello stesso periodo , infatti, benzina e diesel si sono ridotti mediamente di appena il 6%, una differenza che continua ad alimentare il dibattito sul funzionamento del mercato dei carburanti.

Associazioni dei consumatori: serve una riforma strutturale

Le associazioni dei consumatori chiedono da tempo un intervento più ampio sul sistema di tassazione dei carburanti. Secondo Assoutenti, la fine dello sconto sulle accise rischia di generare un effetto a catena sui prezzi al dettaglio e sull’inflazione. Il presidente Gabriele Melluso sottolinea come l’elevata pressione fiscale sui carburanti rappresenti un problema strutturale e non emergenziale. L’associazione propone quindi una revisione stabile delle accise, con l’obiettivo di alleggerire il peso fiscale su benzina e diesel senza ricorrere a interventi temporanei legati a crisi internazionali o oscillazioni dei mercati energetici.

Accise carburanti, cresce il peso sui consumatori

Con la fine dello sconto, gli automobilisti italiani tornano a confrontarsi con prezzi più elevati alla pompa. Una situazione che arriva in un periodo caratterizzato da forti rincari nel costo della vita e che rischia di incidere ulteriormente sui bilanci delle famiglie e delle imprese.

Il tema delle accise carburanti resta quindi centrale nel dibattito economico, mentre consumatori e associazioni chiedono misure permanenti per contenere il costo di benzina e diesel nel lungo periodo.

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