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Assegno unico, fino a novembre scorso l'Inps ha versato oltre 16 miliardi

Assegno unico, fino a novembre scorso l'Inps ha versato oltre 16 miliardi

Assegno unico, fino a novembre scorso l’Inps ha versato oltre 16 miliardi

ROMA - Nel 2023, fino al novembre scorso, l’Inps ha pagato 16,4 miliardi per l’assegno unico universale. Lo si legge nelle tabelle statistiche dell'Osservatorio, in cui si specifica che la media mensile per i nuclei beneficiari è risultata di 5.9 miliardi di euro.

Le domande per l’assegno unico universale nel 2023, sempre fino a novembre scorso, sono state 706.747. L’importo medio mensile per figlio, che era di 147 euro a novembre 2022, in un anno è salito a 167 euro. Se prendiamo in esame, invece, l’importo medio per richiedente, dai 235 euro erogati a novembre 2022 si passa ai 255 dello stesso mese del 2023.

In Sicilia importo medio erogato pari a 177 euro

Con riferimento alla Sicilia, l’Osservatorio riporta a novembre 2023 un numero complessivo di figli pari a 729.585 ed un importo medio erogato per ciascun figlio pari a 177 euro, a fronte dei 162 dell’anno prima. Un importo superiore a quello erogato nell’Isola si registra solo in Calabria: 183 euro. Agli antipodi troviamo la Valle d’Aosta, con 18.494 figli e un importo medio per figlio pari a 149 euro (136 euro a novembre 2022).

L’Inps spiega la differenziazione territoriale in questi termini: “In termini di importi medi erogati, oltre alle eventuali differenze della numerosità e della composizione dei nuclei famigliari, risulta in buona parte riconducibile alla diversa distribuzione del reddito tra aree geografiche, in quanto la misura del beneficio riconosciuto è funzione (inversa) del livello di Isee, di fatto meno elevato al Sud rispetto al Nord.

Se guardiamo all’anno 2023 (gennaio-2023), la Sicilia spicca come quarta Regione d’Italia per numero di richiedenti: 498.578. Al primo posto la Lombardia con poco più di un milione, seguono Campania (594.373) e Lazio (586.415).

A chi spetta il beneficio

L’assegno unico universale è erogato dall’INPS a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale in presenza di figli a prescindere dalla condizione lavorativa.

Il beneficio spetta per ogni figlio minorenne a carico e per ciascun figlio maggiorenne a carico fino al compimento del ventunesimo anno di età. Si ricorda che per figli a carico, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 230/2021, si intendono quelli facenti parte del nucleo familiare indicato ai fini ISEE nel quale è presente il beneficiario della prestazione: il diritto alla prestazione è esteso ai nonni per i nipoti unicamente in presenza di un formale provvedimento di affido o in ipotesi di collocamento o accasamento etero familiare (equiparata all’affidamento ai sensi della legge 5 maggio 1983, n. 184).

Il richiedente l’AUU, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, deve congiuntamente essere in possesso di requisiti di cittadinanza, di residenza e di soggiorno, così come specificato all’articolo 3 del decreto legislativo n. 230/2021.

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