Chi ha subito la cancellazione di un volo a causa del caro carburante ha diritto al risarcimento. Lo ha chiarito il commissario UE ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, con una presa di posizione che sgombra il campo da ogni ambiguità: il rincaro del jet-fuel non rientra tra le circostanze eccezionali che esentano le compagnie aeree dall'obbligo di indennizzare i passeggeri ai sensi del Regolamento CE 261/2004. Un chiarimento atteso da milioni di viaggiatori colpiti dalle cancellazioni di voli e dalla riduzione delle tratte decisa da alcune compagnie per far fronte alla crisi energetica.
Quanto spetta: fino a 600 euro per passeggero in base alla distanza
L'indennizzo previsto dalla normativa comunitaria varia in base alla lunghezza della tratta. Spettano 250 euro per i voli fino a 1.500 km, 400 euro per le tratte tra 1.500 e 3.500 km e 600 euro per i voli che superano i 3.500 km. Il risarcimento si aggiunge al diritto all'assistenza, alla riprotezione su un volo alternativo o al rimborso integrale del biglietto.
Il CEO di RimborsoAlVolo, Giuseppe Conversano, ha precisato quando scatta l'obbligo di indennizzo: se la cancellazione avviene senza un preavviso di almeno due settimane; se comunicata tra due settimane e sette giorni prima della partenza, senza offrire un volo alternativo con partenza non più di due ore prima e arrivo entro quattro ore rispetto all'orario originario; se comunicata meno di sette giorni prima, senza un'alternativa con partenza entro un'ora e arrivo entro due ore dall'orario previsto.
Codacons: attenzione alle assicurazioni viaggio, non coprono tutto
Il Codacons ha accolto positivamente la posizione dell'UE, ma avverte i viaggiatori su un punto spesso sottovalutato: il risarcimento per la cancellazione del volo non copre automaticamente le altre spese sostenute per il viaggio, come hotel, servizi turistici o pacchetti vacanza prenotati in autonomia. Chi non raggiunge la destinazione per colpa della compagnia aerea non ha diritto al rimborso automatico di queste voci, a meno di non aver acquistato una copertura specifica.
L'associazione sconsiglia anche di affidarsi ciecamente alle assicurazioni viaggio, che possono costare fino all'8% del valore complessivo della vacanza, prevedono franchigie, massimali e numerose esclusioni. In particolare, il semplice timore di viaggiare, la paura di imprevisti legati alla situazione geopolitica o un cambio di idea non sono motivazioni valide per ottenere il rimborso. I motivi di rinuncia devono essere documentati e conformi alle condizioni contrattuali della polizza, che vanno lette con attenzione prima dell'acquisto.
Lascia una risposta