I ministri dell'Agricoltura europei, riuniti oggi in Agrifish, hanno inviato un segnale chiaro alla Commissione europea: servono interventi rapidi per sostenere il settore primario, sempre più schiacciato dall'aumento dei costi di produzione. Combustibili, fertilizzanti, elettricità e altri fattori produttivi legati all'energia stanno gravando sugli agricoltori di tutta Europa, e le risposte non possono più attendere.
Fertilizzanti, carburanti e aiuti finanziari: le richieste dei ministri
Nel corso del Consiglio Agrifish, i ministri hanno chiesto alla Commissione sia misure di sollievo immediato per gli agricoltori, sia soluzioni strutturali a medio termine per garantire l'autonomia strategica dell'UE in materia di fertilizzanti. Sul tavolo anche la richiesta di modifiche alle norme comunitarie per rimuovere gli ostacoli a un maggiore utilizzo di fertilizzanti organici e biogas/biometano, oltre a misure di mercato settoriali, aiuti finanziari e disposizioni commerciali compatibili con le priorità geopolitiche dell'Unione.
I ministri hanno anche discusso del difficile equilibrio tra un quadro normativo comune a livello UE e la necessità di flessibilità nazionale, in particolare riguardo alla degressività e alla limitazione dei pagamenti. È stata accolta positivamente la decisione di affrontare la definizione di agricoltore nell'ambito del Consiglio Agrifish, con particolare attenzione al ricambio generazionale, da promuovere senza penalizzare chi raggiunge l'età pensionabile.
PAC post-2027 e incendi boschivi: un milione di ettari bruciati solo nel 2025
Il dibattito si è poi concentrato sulla Politica Agricola Comune dopo il 2027 e sul suo ruolo nella prevenzione e gestione del rischio di incendi boschivi. Un tema sempre più urgente: nel solo 2025 sono andati in fumo in Europa oltre un milione di ettari, un'area più grande di Cipro. E il fenomeno non è più circoscritto al Sud Europa: gli incendi colpiscono oggi anche le regioni centrali, settentrionali e orientali del continente.
I danni economici annuali sono stimati intorno ai 2,5 miliardi di euro, senza contare le perdite umane, i danni agli ecosistemi, la riduzione della biodiversità e le conseguenze su agricoltura, silvicoltura e infrastrutture.
I ministri hanno sottolineato che il futuro quadro finanziario deve garantire alla PAC la capacità di sostenere la gestione attiva del paesaggio e la silvicoltura sostenibile, bilanciando le misure di ripristino della natura con la rimozione della biomassa combustibile, la ritenzione idrica e la stabilizzazione dei suoli. Con un principio chiaro: la prevenzione degli incendi deve tenere conto delle condizioni regionali e locali, che variano sensibilmente tra gli Stati membri, lasciando a ciascun Paese la flessibilità di adattare le misure alle proprie specificità.
(askanews)
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