La riscossione dei tributi entra in una nuova fase, con l'obiettivo di recuperare più efficacemente le somme dovute a Comuni ed enti locali. Al centro delle novità c'è Amco, la società pubblica specializzata nella gestione dei crediti deteriorati, alla quale potranno essere affidate le procedure di riscossione coattiva delle entrate territoriali. Il nuovo meccanismo prevede anche casi in cui il trasferimento delle funzioni diventerà obbligatorio per gli enti che presentano determinate criticità nella gestione dei crediti.
La riforma si inserisce in un quadro caratterizzato da difficoltà strutturali nel recupero delle somme non pagate. Il cosiddetto magazzino fiscale italiano comprende infatti crediti iscritti a ruolo per un valore complessivo vicino a 1.300 miliardi di euro. Si tratta, tuttavia, di una cifra che non corrisponde alle somme effettivamente recuperabili: secondo le stime richiamate nel dibattito sulla riscossione, soltanto una quota limitata, pari a circa il 7%, potrebbe essere concretamente incassata. Fallimenti, assenza di beni aggredibili e decessi rendono infatti difficile, in molti casi, recuperare quanto dovuto.
Riscossione coattiva, perché il recupero dei crediti è difficile
Negli ultimi anni sono state introdotte diverse misure per migliorare l'efficacia della riscossione coattiva e ridurre il volume dei crediti difficilmente recuperabili. È stata istituita anche una commissione con il compito di individuare soluzioni per smaltire il magazzino della riscossione, ma i risultati ottenuti finora non sono stati sufficienti a risolvere il problema.
Nemmeno le diverse definizioni agevolate adottate nel tempo hanno permesso di ridurre in modo significativo l'ammontare delle somme iscritte a ruolo. Alcuni interventi, però, hanno contribuito a rendere più efficaci i controlli e le procedure di recupero.
Tra questi rientra il meccanismo previsto dall'articolo 48-bis del Dpr 602 del 29 settembre 1973, che consente di verificare la presenza di debiti fiscali prima di effettuare determinati pagamenti da parte della Pubblica amministrazione. In presenza delle condizioni previste dalla legge, i pagamenti a favore di contribuenti con debiti iscritti a ruolo per almeno 5.000 euro possono essere sospesi o sottoposti alle procedure di compensazione previste.
Un altro passaggio importante ha riguardato l'ampliamento delle informazioni disponibili per l'Agenzia delle Entrate-Riscossione. L'accesso a determinati dati fiscali, compresi quelli relativi ai rapporti tra cedenti, prestatori, cessionari e committenti, può agevolare l'individuazione di somme e crediti da aggredire attraverso le procedure esecutive presso terzi.
Amco e la riscossione dei tributi di Comuni ed enti locali
La novità riguarda soprattutto la riscossione delle entrate tributarie ed extratributarie degli enti territoriali. Le disposizioni richiamate dalla riforma attribuiscono ad Amco la possibilità di assumere le funzioni di riscossione coattiva dei crediti degli enti locali, secondo modalità che dovranno essere definite con un apposito decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze, previa intesa con la Conferenza Stato-Città.
Amco, acronimo di Asset Management Company, è una società per azioni interamente partecipata dal ministero dell'Economia e delle Finanze per quanto riguarda le azioni ordinarie. Il ministero detiene complessivamente il 99,78% del capitale. La società opera nella gestione e nel recupero dei crediti deteriorati e viene ora individuata come possibile riferimento anche per migliorare il recupero delle entrate degli enti territoriali.
L'affidamento ad Amco, tuttavia, non sarà obbligatorio per tutti i Comuni e gli enti locali. La riforma distingue infatti tra gli enti che potranno scegliere come organizzare la riscossione e quelli che saranno tenuti a trasferire le relative funzioni.
Quando il trasferimento ad Amco diventerà obbligatorio
L'obbligo potrà scattare per gli enti locali che presentano specifiche criticità nella gestione dei crediti. Tra i casi indicati figurano un tasso di smaltimento dei residui inferiore al 35% e la mancata trasmissione dei rendiconti alla Banca dati delle Amministrazioni pubbliche (Bdap) per almeno tre esercizi consecutivi.
La presenza di queste condizioni non comporterà automaticamente il trasferimento: sarà necessario che l'ente venga individuato attraverso un apposito decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze tra quelli tenuti ad affidare ad Amco le funzioni di riscossione coattiva.
Al di fuori delle situazioni in cui scatterà l'obbligo, i Comuni e gli altri enti territoriali potranno continuare a gestire direttamente il recupero dei propri crediti oppure affidarlo ad altri soggetti abilitati, compresa l'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
La disciplina, inoltre, non prevede specifiche sanzioni per l'ente che non proceda al trasferimento obbligatorio. È però prevista una conseguenza sul piano contrattuale: nei casi in cui l'affidamento ad Amco sia obbligatorio, il contratto stipulato con un soggetto diverso sarà nullo.
Chi recupererà materialmente i crediti degli enti locali
L'affidamento delle funzioni ad Amco non significa che la società svolgerà direttamente tutte le attività di riscossione. Il modello previsto contempla infatti il ricorso a operatori esterni, che dovranno essere iscritti all'albo tenuto dal ministero dell'Economia e delle Finanze ai sensi dell'articolo 53 del decreto legislativo 446 del 15 dicembre 1997.
Si tratta dell'albo dei soggetti abilitati all'accertamento e alla riscossione delle entrate degli enti locali. Saranno questi operatori, nel rispetto delle regole applicabili, a occuparsi materialmente delle attività affidate.
Per l'avvio operativo del nuovo sistema sarà comunque necessario attendere il decreto attuativo del ministero dell'Economia e delle Finanze, chiamato a definire gli aspetti applicativi della disciplina.
Riscossione fiscale, verso una maggiore specializzazione
La riforma sembra puntare a una maggiore specializzazione delle attività di recupero dei crediti pubblici, distinguendo più nettamente la riscossione delle entrate erariali da quella relativa ai tributi e alle altre entrate degli enti locali.
L'obiettivo è migliorare l'efficienza delle procedure e rendere più efficace il recupero delle somme dovute. In questo quadro, Amco potrebbe diventare un riferimento per la riscossione coattiva degli enti territoriali, mentre l'Agenzia delle Entrate-Riscossione manterrebbe il proprio ruolo nel recupero dei crediti erariali.
L'effettiva portata della riforma dipenderà però dai decreti attuativi, dalle modalità con cui saranno individuati gli enti obbligati al trasferimento e dalla capacità del nuovo sistema di tradurre le disposizioni normative in risultati concreti. Resta inoltre da verificare se la separazione delle competenze potrà favorire, nel tempo, un'organizzazione più efficiente della riscossione pubblica.
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