Regione Siciliana, caos contratti: 972 lavoratori bloccati, svolta per gli ex Pip

Regione Siciliana, caos contratti: 972 lavoratori bloccati, svolta per gli ex Pip

Regione Siciliana, caos contratti: 972 lavoratori bloccati, svolta per gli ex Pip

Quasi mille lavoratori in attesa di una firma, trasferte a vuoto verso Palermo e dubbi sulle procedure amministrative. È stata una giornata di disagi per il personale della Regione Siciliana, con 972 lavoratori coinvolti nel blocco delle assunzioni e delle progressioni di carriera. Al centro della vicenda, il caricamento del Rendiconto regionale nella banca dati della pubblica amministrazione, un passaggio necessario per completare l'iter.

La questione ha provocato le proteste dei deputati regionali Mario Giambona, del Partito Democratico, e Vincenzo Figuccia, della Lega. Il primo ha sollevato dubbi sulla mancata pubblicazione della delibera di giunta che avrebbe approvato il documento contabile. L'assessorato regionale all'Economia ha invece ricondotto il blocco a una criticità informatica, assicurando che gli uffici erano al lavoro per risolverla.

Mentre si attendeva una soluzione per le nuove assunzioni e gli avanzamenti professionali, da Palazzo d'Orleans è arrivato anche un annuncio sul futuro degli ex Pip ed ex Keller: l'obiettivo è portare a 36 ore settimanali il loro orario di lavoro, attraverso una norma da inserire nella prossima manovra regionale.

Regione Siciliana, 972 lavoratori bloccati per il Rendiconto

A contestare la gestione della vicenda è stato Mario Giambona, vice capogruppo del Pd all'Ars, secondo il quale sul sito istituzionale della Regione non risultava pubblicata la delibera di giunta che avrebbe approvato il Rendiconto. «Oggi, a causa di questo documento che nessuno riesce a trovare, sono bloccati 972 lavoratori», ha dichiarato il deputato regionale. Nel dettaglio, si tratta di 138 neoassunti impossibilitati a firmare il contratto e di altri 834 dipendenti in attesa della progressione di carriera.

Giambona ha criticato la gestione amministrativa della procedura, sottolineando le conseguenze per chi attendeva da tempo la conclusione dell'iter. Alcuni lavoratori, ha riferito, avevano preso giorni di ferie per raggiungere Palermo e sottoscrivere il contratto, mentre altri aspettavano da anni, in alcuni casi da decenni, un avanzamento professionale. Per il deputato del Pd, il caso rischia di compromettere la credibilità dell'amministrazione regionale. Da qui la richiesta di chiarimenti e di un intervento rapido per superare l'impasse.

Problemi informatici, la spiegazione dell'assessorato all'Economia

La Regione ha fornito una spiegazione diversa rispetto ai dubbi sollevati dall'opposizione. In una nota diffusa da Palazzo d'Orleans, l'assessorato all'Economia ha attribuito la sospensione della firma dei contratti a un problema informatico nel caricamento dei dati del Rendiconto regionale sulla Bdap, la Banca dati delle amministrazioni pubbliche.

L'inserimento dei dati rappresenta un adempimento necessario per completare la procedura e consentire lo sblocco delle assunzioni. Gli uffici della Ragioneria generale, secondo quanto comunicato dall'assessorato, erano già impegnati nella risoluzione della criticità.

L'obiettivo dichiarato era ripristinare le procedure nel più breve tempo possibile. La spiegazione tecnica, tuttavia, non ha placato le polemiche sulle modalità con cui è stata gestita la comunicazione ai lavoratori convocati per la firma.

Rendiconto 2025, i dubbi sulle possibili rettifiche

Alla difficoltà informatica si sono aggiunti gli interrogativi sulla mancata pubblicazione del documento. Giambona ha ipotizzato che il Rendiconto 2025, di cui la Regione aveva annunciato l'approvazione, potesse essere oggetto di rettifiche. Si tratta di un dubbio sollevato dal deputato, che non equivale a una conferma dell'esistenza di modifiche al documento contabile. Resta quindi centrale la necessità di chiarire le ragioni del ritardo e di rendere disponibili gli atti utili a ricostruire l'accaduto. «Sono in gioco il futuro di quasi mille lavoratori e la credibilità di un'intera amministrazione», ha affermato Giambona, chiedendo che le responsabilità organizzative non ricadano sul personale coinvolto.

Giambona e Figuccia: «Inaccettabile il disagio per i lavoratori»

Sulla vicenda è intervenuto anche Vincenzo Figuccia, deputato regionale della Lega, che ha criticato i disagi affrontati dai dipendenti arrivati a Palermo da diverse province siciliane. Secondo Figuccia, il problema informatico legato alla piattaforma Bdap avrebbe dovuto essere affrontato in modo da evitare viaggi inutili e attese. Una comunicazione tempestiva, ha sostenuto, avrebbe permesso ai lavoratori di organizzarsi senza raggiungere il capoluogo per poi tornare a casa senza aver firmato il contratto.

Il deputato ha chiesto agli uffici competenti di intervenire rapidamente per consentire la firma dei contratti entro il 31 ottobre, scadenza indicata nel suo intervento. Tra le soluzioni prospettate, ha accolto positivamente la possibilità di consentire la sottoscrizione dei contratti nelle rispettive sedi provinciali, evitando così ulteriori spostamenti verso Palermo.

Ex Pip ed ex Keller, verso il passaggio a 36 ore settimanali

Mentre restava aperta la questione dei 972 lavoratori, la Regione ha annunciato un passo avanti per gli ex Pip ed ex Keller. Il presidente Renato Schifani ha incontrato nel tardo pomeriggio i rappresentanti sindacali dei 1.836 lavoratori del bacino, insieme all'assessore all'Economia Alessandro Dagnino e al segretario generale Ignazio Tozzo. Al centro dell'incontro, il percorso per portare l'orario di lavoro a 36 ore settimanali, con l'obiettivo di superare una condizione di precarietà che si trascina da molti anni.

Schifani ha ricordato l'impegno assunto dal suo governo per affrontare il precariato regionale e ha parlato di una svolta per i lavoratori interessati. Il percorso, secondo il presidente, dovrà accompagnarsi a un impiego più razionale del personale all'interno dell'amministrazione.

L'assessore Dagnino ha evidenziato il peso economico dell'operazione: circa 39 milioni di euro all'anno. Le risorse, ha spiegato, dovranno essere sostenute dalla disponibilità finanziaria della Regione e accompagnate da un'effettiva esigenza di personale nei diversi settori, a partire da quello dei beni culturali.

Marianna Caronia: «Una battaglia di giustizia sociale»

A rivendicare il risultato è stata anche Marianna Caronia, deputata regionale di Noi Moderati, che da tempo sostiene la stabilizzazione degli ex Pip ed ex Keller. Per Caronia, l'inserimento nella prossima manovra regionale della norma destinata a portare l'orario a 36 ore rappresenta un passaggio importante per garantire maggiori certezze economiche a centinaia di famiglie siciliane.

La deputata ha definito quella per la stabilizzazione una battaglia di giustizia sociale e legalità, legata al riconoscimento dei diritti e della dignità dei lavoratori. L'obiettivo è superare una condizione di precarietà che, per molti dipendenti, dura da circa 25-30 anni.

La misura dovrà ora seguire il percorso previsto dalla manovra regionale e ottenere le necessarie conferme sul piano normativo e finanziario.

Ex Pip, dalla tensione in maggioranza alla soluzione nella manovra

La questione degli ex Pip aveva già provocato tensioni all'interno della maggioranza regionale. Prima della discussione all'Ars sulla variazione di bilancio, Caronia aveva annunciato l'autosospensione di Noi Moderati dalla maggioranza, dopo che la proposta di stabilizzazione non aveva trovato il sostegno atteso in Commissione Bilancio.

La posizione assunta dalla deputata, sostenuta dal partito, ha contribuito a riportare il tema al centro del confronto politico. La successiva approvazione della norma nella variazione di bilancio ha consentito di individuare la copertura finanziaria per il percorso di stabilizzazione. Il nuovo obiettivo è arrivare, dal prossimo anno, al passaggio a 36 ore settimanali per i lavoratori interessati, finora impiegati per 25 ore.

Due questioni diverse, ma entrambe decisive per il personale regionale: da una parte, il blocco temporaneo delle assunzioni e delle progressioni di carriera, con la richiesta di chiarimenti e tempi certi; dall'altra, il percorso per superare il precariato degli ex Pip ed ex Keller. Per entrambe le vicende, saranno determinanti l'attuazione degli impegni annunciati e il rispetto delle scadenze previste.

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