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Le 50 soluzioni di Risorgimento Sicilia

Le 50 soluzioni di Risorgimento Sicilia

Le 50 soluzioni di Risorgimento Sicilia

CATANIA - Risorgimento Sicilia, l’Unione dei CittadiniPerBene, prosegue la sua attività con il blog di informazione e opinione dove ogni giorno è possibile trovare idee e commenti sulle tante criticità che investono l’Isola. Tuttavia, non si tratta solamente di esporre problemi, cosa che chiunque potrebbe fare, ma di prospettare i rimedi ai mali della Sicilia. In questo caso, le voci diventano più rare, perché a denunciare e protestare siamo tutti bravi, ma quando si tratta di essere propositivi in molti si tirano indietro, perché trovare i giusti contenuti non è facilissimo. Risorgimento Sicilia, anche grazie al nutrito parco di articoli e inchieste messi a disposizione dal Quotidiano di Sicilia, organo di informazione partner nell’attività dell’Unione dei CittadiniPerBene, possiede l’esperienza giusta e ha individuato un ricco ventaglio di proposte per la Sicilia, denominate “Le 50 soluzioni per il Risorgimento della Sicilia”.

Ne diamo qui una prima panoramica, individuando prima di tutto le grandi categorie per richiamare all’interno alcune tra le idee più importanti. In questa prima puntata ci occuperemo dell’assetto amministrativo di Regione e Comuni e delle possibili soluzioni di stimolo all’economia, mentre nella prossima puntata affronteremo i grandi settori del turismo regionale e dell’ambiente, con un’attenzione particolare all’assetto idrogeologico del territorio e alla sicurezza antisismica.

Naturalmente chi volesse approfondire questi temi e partecipare in modo più vicino e attento alle iniziative di Risorgimento Sicilia, può sostenere l'Unione dei CittadiniPerBene iscrivendosi (basta cliccare nel bottone giallo "iscriviti" in alto a destra sulla home page di questo blog). 

 

SOLUZIONI PER L’ASSETTO POLITICO-AMMINISTRATIVO DELLA REGIONE

Il primo male da estirpare è l’inefficienza cronica della Regione Siciliana, madre di ogni  apparato amministrativo che governa l’Isola, origine di ritardi burocratici, vizi storici e danni per i cittadini. Risorgimento Sicilia punta prima di tutto all’istituzione di uno Statuto ordinario e non più Speciale, voluto dai padri fondatori ma svilito nei decenni da una classe politica e dirigente meschina e incapace di attuarne le enormi potenzialità, che avrebbero potuto rivoluzionare questa terra.

Sul piano politico, si va avanti con l’elezione del Presidente della Regione a due turni, la fine della vergognosa equiparazione dei deputati regionali ai senatori, il limite di due mandati, l’eliminazione della franchigia fiscale per i compensi dei deputati. E ancora la semplificazione normativa, con testi unici che rimettano ordine nella giungla delle leggi. Per quanto riguarda il personale, niente indennità supplementari per i dirigenti (in caso di incarichi multipli), un serio Piano aziendale per individuare i profili del personale veramente utili, cassa integrazione per le figure non necessarie alle finalità amministrative così da sfoltire il personale superfluo, responsabilità patrimoniale di dirigenti e manager delle società partecipate, così che possano rispondere direttamente di fronte a scelte errate. Insieme ai Piani anticorruzione, queste misure contribuiscono all’obiettivo principale che è giungere al rilascio dei provvedimenti amministrativi entro 30 giorni, con procedure semplici, totalmente informatizzate e certificate Iso da enti indipendenti.

 

INIZIATIVE PER L’EFFICIENZA NEI COMUNI

L’attività dei sindaci, secondo le soluzioni di Risorgimento Sicilia, non può prescindere dal recupero dell’evasione fiscale, attraverso l’incrocio informatizzato delle banche dati (Catasto, Agenzia Entrate, Comune, accertamenti della Polizia Municipale) e la riscossione di quanto dovuto dalla regolarizzazione degli immobili fantasma che sono già censiti a livello nazionale. Il Piano regolatore generale è un’altra priorità senza la quale non è possibile governare il territorio e consentirne uno sviluppo omogeneo, mentre un’attento bilanciamento tra spesa corrente e investimenti dovrebbe permettere una razionalizzazione delle risorse per consentire anche il pagamento tempestivo dei fornitori della pubblica amministrazione. Un’attenzione particolare poi deve andare al precariato, spesso zavorra per l’ente, da ottimizzare al meglio favorendo la riqualificazione del personale o la destinazione a forme di cassa integrazione.

 

COME SOSTENERE L'ECONOMIA SICILIANA

Secondo una visione economista keynesiana ma sempre attuale, ben attuata in altre regioni europee, è dall’incremento delle infrastrutture che può trarre vantaggio il motore delle attività produttive. Diventa quindi essenziale che la Regione Siciliana sia in grado di cofinanziare i fondi messi a disposizione dall’Unione europea con procedure spedite e senza perdere nemmeno un euro di questi preziosi capitali. Perché i finanziamenti possano essere spesi serve un passaggio preliminare: l’esistenza di progetti cantierabili per la creazione di opere pubbliche. L’amministrazione deve quindi dotarsi di un Ufficio tecnico speciale che si occupi di progettazione, creando appunto un parco progetti di immediata spendibilità in ogni area del vasto territorio siciliano. Questo dovrebbe puntare innanzitutto alle infrastrutture di collegamento viario e ferroviario, di cui la Sicilia ha enorme carenza, e al completamento dei troppi cantieri (specialmente stradali) rimasti in sospeso.

Sul fronte delle attività produttive, l’attività di internazionalizzazione per le imprese siciliane che vogliono intercettare nuovi mercati e buyers all’estero diventa essenziale ma va incoraggiata, pilotata e stimolata dalle istituzioni pubbliche con una task force istituita per questo scopo: esportare il Made in Sicily, ovvero la gran mole di prodotti tipici, artigianali, agricoli, industriali che vengono realizzati nell’Isola e che troverebbero ampio gradimento su altre vetrine internazionali.

Analoghe task force con alte competenze tecniche e operative vanno istituite per l’attrazione di investimenti esteri nell’Isola previa missione ricognitiva laddove vi siano potenzialità e capitali da intercettare, e per guidare la nascita di nuove startup tecnologiche e di spin-off nel settore della ricerca scientifica. Un’attività di guida, insomma, per lanciare ogni forma di imprenditorialità che può contribuire allo sviluppo produttivo dell’Isola, e che non può essere lasciata solo nelle mani dell’iniziativa privata, talvolta impreparata ad affrontare le grandi potenzialità di un mercato globale.  

 

agostino laudani

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