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Operazione Pandora, la nota del M5S: “Situazione denunciata da anni”

Operazione Pandora, la nota del M5S: “Situazione denunciata da anni”

Operazione Pandora, la nota del M5S: “Situazione denunciata da anni”

A pochi giorni dal caso che ha coinvolto il comune di Tremestieri Etneo con l'operazione denominata "Pandora" (undici gli indagati, in arresto anche il sindaco Santi Rando), il Movimento Cinque Stelle - con un lungo comunicato - ha preso posizione sulla vicenda.

Tanti gli aspetti evidenziati dal M5S che, con un vero e proprio sfogo sulla gestione amministrativa del comune di Tremestieri Etneo, ha rivelato come queste fossero vicende denunciate da anni da parte del partito.

Operazione Pandora, M5S: "Rando, sgomento tra gli elettori"

Con una lunga nota, il Movimento Cinque Stelle ha sottolineato la propria posizione sulla vicenda. "Con l’esecuzione dell’operazione “Pandora” si delinea un cerchio che da anni il Movimento Cinque Stelle a Tremestieri Etneo cerca di denunciare e contrastare" - afferma il partito. In riferimento all'arresto di Santi Rando, il M5S spiega: "Tra i cittadini elettori che hanno scelto l’ex Sindaco ed i componenti del consiglio comunale si respira un’aria insolita, composta da: sgomento, rabbia, delusione e tradimento attuato proprio da chi anni prima ha chiesto loro, carico di aspettative e belle speranze, un voto ai seggi elettorali. A loro ci rivolgiamo, ed a loro va tutta la nostra comprensione" - sottolinea la nota del M5S.

"Non è il momento di festeggiare - prosegue il comunicato del Movimento Cinque Stelle - di dire “te l’avevo detto”, perché il frutto di queste indagini getta una macchia di ombre e fango sull’intera comunità. È un momento innegabilmente difficile. Viviamo l’oscuro senso di angoscia che avvolge la vita politica e sociale del nostro amato paese e cerchiamo, come tutti, di lottare contro un senso di vergogna. Da quanto emerso dalle inchieste, i protagonisti non sono soltanto politici, ma pure appartenenti alle Forze dell’Ordine ed illustri professionisti legati da loschi intrecci politico-mafiosi volti a condizionare non solo la libera partecipazione elettorale per la scelta del Sindaco, ma pure le procedure di assegnazione che il consiglio comunale dovrebbe deliberare nell’interesse unico del territorio e del cittadino".

Operazione Pandora, la nota del Movimento Cinque Stelle

Successivamente, prosegue ancora la nota: "In questi anni, dal giorno del nostro ingresso in consiglio comunale attraverso la nostra portavoce Simona Pulvirenti, abbiamo sempre avuto un unico interesse, avere cura del territorio che è la nostra casa. È sempre bene comunque aprire ogni sorta di valutazione meritoria tenendo conto che chiunque è innocente fino al giudizio definitivo di un giudice. Pertanto possiamo attenerci solo ai fatti emersi dalle indagini e dalle ordinanze di custodia cautelare. Comunque, in questi anni molteplici sono stati gli indizi e la “puzza di bruciato” si avvertiva già da tempo" - sottolinea il comunicato del partito.

Sull'opposizione del M5S: "Simona Pulvirenti ha dimostrato di essere l'unico consigliere di opposizione e abbiamo combattuto situazioni quantomeno poco chiare. Opporsi a questo rodato sistema è sempre significato un immenso atto di coraggio ed amore per il proprio territorio. Decidere di schierarsi, consapevoli di quanto emerso in questi giorni nell’ordinanza di custodia cautelare sull’ipotetica commistione con la mafia di alcuni elementi dell’inchiesta, è sempre parso come un qualcosa da tributare ed elogiare. Ma non solo. Ricordiamo perfettamente l’apparizione di loschi figuri davanti ai cancelli dei seggi elettorali spartire “santini” e consigliare esplicitamente candidati ad ogni appuntamento elettorale. “È pratica comune, non fateci caso” dicevano. Ma è davvero pratica comune doversi adattare e non combattere questo sistema politico-elettorale? Ed anche lì, abbiamo chiesto l’intervento delle forze dell’ordine per allontanare questi personaggi indubbiamente di comuni differenti dal nostro. Ma non è tutto. Ricordate il 2 ottobre 2020, quando a due giorni dal voto, furono sospese le elezioni che si sarebbero dovute tenere nel nostro comune? L’accusa parlava di elezioni viziate dalla "sussistenza di illeciti di rilevanza penale correlati alle sottoscrizioni ed alle relative autenticazioni delle liste dei candidati di 9 liste su 10" (D.A n. 326/2020). Nove liste, tutte a sostegno del nostro Sindaco dimissionario, ancora una volta protagonista in negativo. Furono giorni difficili - prosegue la nota - perché non furono annullate le elezioni, ma le sospesero. Congelarono, cioè, le liste allora presentate, nonostante l’indagine aperta, dando loro l’opportunità di poter competere all'elezioni comunali e farsi eleggere. L’unica lista da sempre scevra da ogni tipo di indagini e sospetto fu solo quella del Movimento 5 Stelle. Il territorio ha bisogno di ripartire da esempi come questo. La legalità ed il rispetto per le istituzioni e gli incarichi ricoperti, in nome del Popolo Italiano che vogliamo da sempre rappresentare con onore e trasparenza".

Infine, conclude la nota del M5S: "In un momento dove la politica tremestierese appare morta e silente, il Movimento Cinque Stelle è vivo e sano, potendo issare in alto la bandiera della legalità, nell’interesse unico del bene comune".

Da Rando alla sospensione di Sammartino: i dettagli dell'inchiesta

Condotta dai carabinieri del Comando Provinciale di Catania dal febbraio del 2018 al marzo del 2021, nei giorni scorsi è emersa l'operazione denominata "Pandora". Mirata agli affari politici del comune di Tremestieri Etneo, l'inchiesta ha portato all'arresto di numerose figure di spicco del panorama politico e imprenditoriale catanese (undici gli indagati). Tra questi anche Santi Rando (arrestato), sindaco del comune etneo finito nel mirino degli inquirenti. Come noto, tra gli indagati (per corruzione) anche l’ex assessore regionale Luca Sammartino], che si è dimesso e ha ottenuto la sospensione dagli incarichi pubblici per un anno dopo il blitz delle scorse ore.

Svolte anche grazie all'utilizzo di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, le indagini hanno permesso di evidenziare l'esistenza di una grave pluralità di reati commessi nell'ambito della gestione amministrativa del comune di Tremestieri Etneo. Nello specifico, sono stati rilevati contatti diretti tra soggetti amministrativi ed elementi vicini agli esponenti della cosca mafiosa Santapaola-Ercolano. Per i soggetti coinvolti nella vicenda, accuse - a vario titolo - di scambio elettorale politico-mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, corruzione aggravata, istigazione alla corruzione e turbata libertà degli incanti.

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