Schifani verso il bis in Sicilia, la Lega si schiera con il presidente

Schifani verso il bis in Sicilia, la Lega si schiera con il presidente

Schifani verso il bis in Sicilia, la Lega si schiera con il presidente

Il quadro politico siciliano comincia a delinearsi con maggiore chiarezza. Dopo Fratelli d’Italia e Forza Italia, anche la Lega apre alla riconferma di Renato Schifani alla guida della Regione Siciliana, rafforzando l’ipotesi di un secondo mandato per l’attuale presidente.

Il segnale arriva dal segretario regionale della Lega, il senatore Nino Germanà, e si inserisce in una sequenza di prese di posizione che vede progressivamente allinearsi i principali partiti della maggioranza. La candidatura di Schifani, dunque, sembra guadagnare terreno all’interno del centrodestra siciliano, nonostante le discussioni e le tensioni che nelle ultime settimane hanno accompagnato il dibattito sulla successione.

Dopo la benedizione del presidente del Senato Ignazio La Russa per Fratelli d’Italia e quella del commissario regionale di Forza Italia Nino Minardo, il fronte favorevole a Schifani si allarga.

Germanà: “Schifani anche per un secondo mandato”

“La posizione della Lega sul governo Schifani è sempre stata chiara e coerente”, ha dichiarato Nino Germanà, segretario regionale della Lega in Sicilia. “La nostra lealtà all’azione dell’esecutivo regionale è stata dimostrata dai fatti, non dalle dichiarazioni”, ha aggiunto il senatore, ribadendo il sostegno della Lega al percorso portato avanti dalla maggioranza. Alla luce di questa posizione, secondo Germanà non sarebbero necessarie ulteriori dichiarazioni formali: “Non c’è bisogno di particolari dichiarazioni per dire che Renato Schifani può guidare la Regione anche per un secondo mandato”.

Una linea che appare condivisa anche dal gruppo della Democrazia Cristiana all’Ars, politicamente vicino alla Lega rappresentata dal vicepresidente della Regione Luca Sammartino.

Anche la Democrazia Cristiana conferma il sostegno

Poche ore dopo arriva infatti la presa di posizione del gruppo siciliano della Democrazia Cristiana. “Il Presidente Schifani è il candidato naturale del centrodestra”, ha affermato il capogruppo della Dc all’Ars Carmelo Pace.

Secondo Pace, nei quattro anni di governo Schifani la Sicilia sarebbe riuscita a migliorare alcuni dei principali indicatori economici. “Ha governato bene e con autorevolezza una regione, la Sicilia, che gli indicatori economici danno in crescita”, ha sottolineato. Da qui la richiesta di proseguire sulla strada già intrapresa: “È opportuno e ragionevole, contando sulla disponibilità del Presidente, proseguire il cammino avviato durante questi quattro anni”. Pace invita quindi il centrodestra siciliano a presentarsi compatto alle prossime elezioni e a sostenere il secondo mandato di Schifani.

Di Paola: “È chiaro che il candidato del centrodestra è Schifani”

Dal fronte dell’opposizione, il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola considera invece singolare il dibattito sulla candidatura. Secondo Di Paola, infatti, non ci sarebbero particolari dubbi sul nome destinato a rappresentare il centrodestra: “È chiaro che il candidato alla Presidenza per il centrodestra è Schifani”. Il vicepresidente dell’Ars ritiene quindi “stranissimo” che siano gli stessi partiti della maggioranza ad alimentare una discussione sulla candidatura. “Quasi come se volessero spostare l’attenzione su altro”, ha osservato.

Il sostegno a Schifani arriva alla vigilia delle manovre finanziarie

La ricomposizione del fronte politico intorno a Schifani arriva in un momento particolarmente delicato per la politica siciliana. Le elezioni regionali sono ancora lontane e la campagna elettorale non è ufficialmente iniziata, ma nei prossimi mesi il governo dovrà affrontare appuntamenti finanziari decisivi.

All’Ars si prepara l’esame della variazione di bilancio da 220 milioni di euro, mentre poco più avanti arriverà la legge di stabilità triennale. A questo si aggiunge una nuova udienza della Corte dei Conti sulla parifica del rendiconto 2024. Dopo la parifica del rendiconto 2023, ottenuta nel luglio scorso, il disavanzo di amministrazione è sceso a circa 900 milioni di euro. Il percorso dei conti pubblici sarà quindi uno dei banchi di prova più importanti per la maggioranza.

Un anno per completare il programma

La Lega, nel frattempo, insiste sulla necessità di dare continuità all'azione del governo. “La nostra regione ha registrato una crescita economica importante, tra le più significative nel confronto con le altre regioni italiane”, ha affermato Germanà. Per il segretario regionale del Carroccio, questo risultato rappresenta un elemento da consolidare. “La Sicilia ha bisogno di continuità, non di avventure o di improvvisazioni”, ha aggiunto, sottolineando però che resta ancora un anno per completare il lavoro. Infrastrutture, investimenti, sviluppo e occupazione sono tra i principali obiettivi indicati dalla Lega. Ma per arrivare alla fine della legislatura con risultati concreti sarà necessario mantenere compatta la maggioranza.

Parifiche e finanziarie, i prossimi mesi saranno decisivi

La partita dei conti pubblici potrebbe avere conseguenze anche sulla prossima legislatura. L'eventuale completamento del percorso di parifica dei rendiconti fino al 2025 potrebbe infatti consentire di liberare importanti risorse attraverso l’avanzo di amministrazione. Per arrivare a questo risultato servirà però una maggioranza coesa, soprattutto nei prossimi quattro mesi: dalla variazione di bilancio fino all’approvazione della finanziaria entro la fine dell’anno.

In questo scenario, uno dei dossier più delicati resta quello del Fondo interventi territoriali, destinato a raccogliere le richieste provenienti dai deputati regionali. Un possibile rinvio alla finanziaria successiva potrebbe rappresentare un elemento di mediazione all’interno del centrodestra. Diversamente, le tensioni sulla distribuzione delle risorse potrebbero riaprire le divisioni nella maggioranza.

Il caso Palermo e la nuova geografia del centrodestra

La ritrovata sintonia sulla ricandidatura di Schifani si intreccia anche con le vicende politiche di Palermo. Gli stessi partiti che oggi sostengono la riconferma del presidente della Regione hanno infatti preso le distanze dal progetto politico Grande Sicilia promosso dal sindaco Roberto Lagalla insieme a Raffaele Lombardo e Gianfranco Micciché. Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Democrazia Cristiana e Noi Moderati hanno quindi progressivamente ridotto il proprio sostegno al sindaco del capoluogo. A fianco di Lagalla rimane, almeno sul piano teorico, il Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo, confluito nel progetto Mpa-Grande Sicilia. Una posizione che sul piano regionale non ha sempre coinciso con quella del governo Schifani.

La pausa estiva sembra però aver prodotto qualche effetto sul quadro politico. Il centrodestra siciliano appare oggi più orientato verso una soluzione unitaria, con i primi tasselli che iniziano a trovare una collocazione precisa. E il nome di Renato Schifani, almeno per ora, sembra essere quello intorno al quale la coalizione sta costruendo la propria strategia per il futuro della Regione.

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