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Fare alternanza Scuola-Lavoro, non fotocopie

Fare alternanza Scuola-Lavoro, non fotocopie

Fare alternanza Scuola-Lavoro, non fotocopie

In questi giorni alunni del Fronte gioventù comunista hanno protestato contro l’accordo tra il ministero dell’Istruzione e la grande azienda di ristorazione McDonald’s per l’alternanza scuola-lavoro. Temono lo sfruttamento degli alunni da parte della multinazionale.

In alcune piccole realtà, come gli studi professionali, in effetti, l’alternanza scuola-lavoro si è trasformata in un’enorme delusione: alunni messi a fare fotocopie o ordinare archivi ben lontani dall’apprendere situazioni lavorative, come invece prevede la legge 107 del 2015.

Alternanza Scuola-Lavoro

Alternanza Scuola-Lavoro

Tutto questo nonostante nello spazio del sito del Miur dedicato si evidenzi che l'alternanza scuola-lavoro consiste nella realizzazione di “percorsi progettati, attuati, verificati e valutati, sotto la responsabilità dell'istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite convenzioni con le imprese, o con le rispettive associazioni di rappresentanza, o con le camere di commercio, industria, artigianato e agric

oltura, o con gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa”.

Evidentemente nelle scuole i docenti coinvolti non stanno svolgendo l’apposito controllo per evitare che gli approfittatori di turno trasformino quella che doveva essere un’opportunità in una delusione. E succede così che sono sempre gli alunni a pagare le inefficienze degli adulti.

Non trasformiamo una buona iniziativa in un’occasione ghiotta per approfittatori e corrotti, che propongono alle scuole progetti vuoti pur di attingere alla cifra stanziata dal ministero per questa finalità, 100 milioni di euro all’anno.

Le aziende serie, invece, prenderanno in considerazione l’opportunità prospettata dalla nuova legge di bilancio, ovvero la possibilità di assumere da gennaio 2017 al 31 dicembre 2018, studenti che hanno svolto periodi di alternanza con un incentivo consistente nell’esonero per tre anni dei complessivi contributi previdenziali, fino a un massimo di 3.250 euro su base annua.

Lucia Russo

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