Sedici anni dopo l’ultima revisione organica, il 118 siciliano cambia regole. Il nuovo assetto non riguarda soltanto i tempi di partenza delle ambulanze, ma ridisegna l’intera catena dell’emergenza: dalla chiamata alla Centrale operativa fino alla gestione del paziente in ospedale, passando per i trasferimenti tra strutture, l’elisoccorso e le procedure per le maxi emergenze.
Il passaggio è contenuto nel decreto assessoriale n. 1072 del 3 settembre 2026, firmato dall’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso e pubblicato il 18 settembre nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. Le nuove “Linee di indirizzo, protocolli e procedure del Sistema di urgenza ed emergenza sanitaria 118” sostituiscono quelle approvate il 30 aprile 2010.
Il provvedimento arriva in una fase delicata per il sistema regionale. Nei mesi scorsi sono emerse criticità nei tempi di gestione delle ambulanze e carenze di personale, mentre la Regione ha annunciato anche un intervento per sbloccare le assunzioni nella Seus 118. Il 15 settembre, inoltre, l’assemblea dei soci ha rinnovato il Consiglio di amministrazione della società, confermando Riccardo Castro alla presidenza.
Nuove regole per il 118 in Sicilia dopo 16 anni
Il nuovo documento, composto da 76 pagine, aggiorna le procedure operative del sistema di emergenza e interviene su una serie di passaggi che devono garantire maggiore uniformità sul territorio regionale. Le nuove disposizioni riguardano la gestione delle chiamate, l’attivazione dei mezzi, l’intervento sul territorio e la destinazione ospedaliera del paziente, ma anche i trasferimenti secondari, l’elisoccorso e le procedure da adottare in caso di maxi emergenze e di eventi di natura nucleare, biologica, chimica o radiologica.
Il sistema viene inoltre inserito in un quadro più integrato con il Nue 112, il numero europeo per le emergenze, il 116117 per le cure non urgenti, le Centrali operative territoriali e la rete dell’assistenza primaria. Tra gli strumenti previsti figurano anche una maggiore interoperabilità digitale, la scheda elettronica di soccorso e l’utilizzo della telemedicina.
Una delle novità riguarda anche la classificazione dei mezzi. Il nuovo assetto distingue il mezzo di soccorso avanzato con medico e infermiere, il mezzo di soccorso infermieristico e il mezzo di soccorso di base, accanto ad automediche, eliambulanze, idroambulanze, moto sanitarie e mezzi a uso speciale.
Ambulanze, partenza entro due minuti
Il punto destinato ad avere l’impatto più immediato sull’organizzazione quotidiana riguarda il tempo di partenza delle ambulanze. Una volta ricevuta l’attivazione dalla Centrale operativa, il mezzo di soccorso dovrà partire entro due minuti. Il limite rende operativo in maniera precisa il principio della partenza immediata già previsto dalle precedenti disposizioni. In caso di codice rosso, il sistema deve privilegiare il mezzo disponibile più vicino e, quando le condizioni lo richiedono, attivare una seconda risorsa maggiormente adeguata alle necessità assistenziali.
La nuova disciplina prevede inoltre che, qualora sul luogo dell’emergenza arrivi inizialmente un mezzo non medicalizzato e successivamente emerga la necessità di un intervento avanzato, la Centrale possa attivare il mezzo più vicino con le competenze necessarie. È prevista anche la possibilità di utilizzare la teleconferenza per coordinare il rendez-vous tra gli equipaggi.
Pronto soccorso, anche il trasferimento del paziente entra nelle nuove regole
La riforma non si ferma alla partenza dell’ambulanza. Un altro nodo riguarda infatti il rapporto tra 118 e pronto soccorso, soprattutto nelle situazioni in cui il mezzo resta in attesa davanti alla struttura ospedaliera. Le nuove disposizioni intervengono anche sulla fase di accettazione e trasferimento del paziente all’interno del pronto soccorso, con l’obiettivo di evitare che le ambulanze rimangano impegnate per periodi troppo lunghi e possano quindi essere sottratte al servizio territoriale.
Secondo quanto riportato sulle nuove procedure, il trasferimento del paziente all’interno del pronto soccorso dovrà essere completato entro 15 minuti. Il tema è particolarmente rilevante nelle aree dove negli ultimi mesi sono state segnalate attese prolungate delle ambulanze. L’obiettivo è ridurre uno dei principali effetti a catena delle difficoltà nei pronto soccorso: quando un’ambulanza rimane bloccata in ospedale, infatti, il mezzo non può tornare immediatamente disponibile per una nuova emergenza.
Catania, Ragusa e Siracusa: le criticità emerse nei controlli
Il nuovo quadro arriva anche dopo le criticità emerse nell’area sud-orientale della Sicilia, che comprende Catania, Ragusa e Siracusa. In questi territori sono state segnalate situazioni nelle quali le ambulanze hanno dovuto attendere davanti ai pronto soccorso prima di poter completare il passaggio del paziente. A questo si è aggiunta la questione della carenza di personale, che rappresenta uno dei problemi più delicati per il funzionamento del sistema.
La Regione ha affrontato il tema anche sul piano organizzativo, coinvolgendo la Seus e i responsabili delle Centrali operative. Parallelamente, il governo regionale ha annunciato un possibile intervento normativo per favorire nuove assunzioni nella società che gestisce il servizio di emergenza-urgenza.
Per la provincia di Siracusa, inserita nel bacino operativo insieme a Catania e Ragusa, la nuova disciplina rappresenta quindi un passaggio particolarmente rilevante. La sfida sarà verificare quanto le nuove procedure riusciranno a tradursi in tempi effettivamente più rapidi e maggiore disponibilità dei mezzi.
Seus 118, confermato Riccardo Castro alla presidenza
Il nuovo regolamento si inserisce anche in una fase di riorganizzazione della Seus 118. Il 15 settembre l’assemblea dei soci ha confermato Riccardo Castro alla presidenza della società. Nel nuovo Consiglio di amministrazione sono entrati Francesca Draià e Giuseppe Gennuso.
Castro ha indicato tra le priorità della nuova fase la valorizzazione delle competenze e dell’esperienza dei professionisti che lavorano nel sistema, sottolineando le condizioni complesse nelle quali il personale del 118 opera quotidianamente. La riorganizzazione delle procedure dovrà quindi confrontarsi con una questione altrettanto concreta: la disponibilità di personale e mezzi sufficienti per applicare le nuove regole.
Il 118 siciliano verso un sistema più integrato
Il decreto del 3 settembre rappresenta dunque un aggiornamento complessivo del modello organizzativo del 118 siciliano dopo 16 anni dalle precedenti linee guida. La nuova disciplina punta a rendere più uniforme la gestione delle emergenze, con tempi definiti per la partenza dei mezzi, maggiore integrazione digitale e un collegamento più stretto tra Centrale operativa, soccorso sul territorio e strutture ospedaliere.
Il passaggio decisivo sarà però quello dell’applicazione concreta. Due minuti per la partenza e 15 minuti per il passaggio in pronto soccorso sono standard misurabili: sarà proprio il monitoraggio dei tempi reali, insieme alla disponibilità di equipaggi e mezzi, a mostrare quanto la nuova organizzazione riuscirà a incidere sul funzionamento quotidiano del servizio.
Lascia una risposta