Il TAR di Palermo ha respinto l'istanza cautelare presentata dalla Mondello Immobiliare Italo Belga, la società che per quasi un secolo ha gestito alcune delle spiagge più frequentate del litorale palermitano. I giudici amministrativi hanno ritenuto insussistenti le condizioni per sospendere gli effetti del decreto regionale con cui era stata revocata la concessione demaniale.
La vicenda affonda le radici nella denuncia dell'onorevole Ismaele La Vardera, deputato regionale, che aveva portato alla luce rapporti di lavoro intrattenuti con familiari di soggetti coinvolti in procedimenti di mafia. Il caso era poi approdato alla commissione regionale Antimafia, fino al provvedimento di decadenza emesso dall'Assessorato al Territorio il 26 febbraio, che aveva dichiarato decadute le concessioni demaniali. Già nei mesi precedenti, a novembre, la Regione aveva formalmente avviato il procedimento.
Il nodo delle proroghe e il contrasto con le norme europee
Nell'ordinanza del TAR emerge un elemento di rilievo che va oltre il merito specifico della vicenda: la questione delle proroghe delle concessioni balneari e la loro incompatibilità con il diritto europeo. La società aveva rivendicato la titolarità delle concessioni in forza di una proroga fino al 30 settembre 2027, basandosi su un decreto nazionale e una circolare dell'Assessorato.
I giudici, però, hanno ricordato che la giurisprudenza amministrativa si è pronunciata più volte sull'obbligo per tribunali e pubblica amministrazione di disapplicare le normative che prevedono proroghe generalizzate delle concessioni demaniali marittime, in quanto in contrasto con le direttive comunitarie. Le uniche eccezioni ammesse riguardano proroghe tecniche strettamente motivate e legate all'avvio imminente di procedure selettive — condizioni che il tribunale non ha ravvisato nel caso in esame.
Infiltrazioni mafiose e appalti esterni: i rilievi sull'Italo Belga
L'ordinanza affronta anche il merito delle ragioni che hanno spinto la Regione a revocare le autorizzazioni, con particolare riferimento ai rapporti tra la Italo Belga e alcune società esterne incaricate di servizi connessi alla concessione, finite nel mirino della commissione Antimafia.
Al centro dei rilievi c'è la G.M. Edil, società nei confronti della quale la Prefettura ha adottato un provvedimento di prevenzione collaborativa — misura che presuppone l'esistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa riconducibili ad agevolazioni occasionali — applicata nella misura massima. Secondo quanto emerso, dall'amministratore delegato della stessa Italo Belga, a partire dal 2022 alla G.M. Edil erano state affidate attività precedentemente svolte da personale interno, in un'operazione di esternalizzazione sistematica e ripetuta. I giudici hanno inoltre rilevato che gli incarichi affidati alla società andavano ben oltre i limiti dell'autorizzazione rilasciata nel 2022, che riguardava esclusivamente la pulizia della spiaggia.
Mondello Immobiliare Italo Belga: il ricorso al CGA è già annunciato
La società ha già anticipato le prossime mosse: verrà presentato ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa. Una battaglia legale che si preannuncia lunga, mentre il futuro della gestione di uno dei litorali più iconici di Palermo rimane incerto.
Di Simone Olivelli
1 Commenti
Mafia in zona industriale carini ruba uova, hacheracellulari, apre immondizia, app trovate aperte... Per estorsione..
Ruba coralli..