Dopo il via libera alla convenzione per lo stadio Renzo Barbera, il Consiglio comunale di Palermo ha approvato anche il nuovo Piano economico finanziario (PEF) della Tari per il servizio di gestione dei rifiuti urbani. Il provvedimento, che determina le risorse necessarie per garantire il servizio affidato alla Rap, ha acceso il confronto politico tra maggioranza e opposizioni.
In Aula erano presenti 25 consiglieri: il documento è stato approvato con 20 voti favorevoli e 5 contrari. Hanno partecipato alla seduta gli assessori Pietro Alongi (Ambiente), Brigida Alaimo (Bilancio) e Alessandro Anello (Turismo), oltre al presidente della Rap Giuseppe Todaro e al direttore generale Massimo Collesano.
Tari Palermo 2026, approvato il nuovo PEF
Il PEF Tari rappresenta il piano economico definito secondo i criteri fissati da Arera, l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, e serve a coprire i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Grazie all'utilizzo di parte del gettito derivante dalla tassa di soggiorno, l'Amministrazione comunale è riuscita a contenere l'incremento dei costi. L'aumento è stato ridotto a circa 4,7 milioni di euro, mentre il valore complessivo del piano si attesta intorno ai 144 milioni di euro. Secondo il ricalcolo effettuato per il 2026, il corrispettivo complessivo del servizio è stato rideterminato in 148,6 milioni di euro.
Quanto aumenta la Tari a Palermo
Sul piano pratico, il nuovo PEF comporterà un aumento medio di circa 10 euro per famiglia. L'obiettivo dichiarato dall'Amministrazione è quello di garantire la continuità del servizio di igiene urbana limitando, per quanto possibile, l'impatto economico sui contribuenti attraverso l'impiego di risorse aggiuntive provenienti dalla tassa di soggiorno.
Le opposizioni: "Si pagano le inefficienze del sistema"
I gruppi consiliari di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Progetto Civico, Contro Corrente e Gruppo Misto hanno espresso voto contrario, criticando duramente il provvedimento approvato dalla maggioranza che sostiene il sindaco Roberto Lagalla. In una nota congiunta, le opposizioni definiscono "inaccettabile" chiedere ai cittadini nuovi sacrifici economici senza un corrispondente miglioramento del servizio di raccolta dei rifiuti. "Con questo provvedimento – affermano – l'Amministrazione comunale ha deciso di aumentare il gettito Tari di circa 8 milioni di euro. Negli ultimi anni gli incrementi complessivi hanno ormai raggiunto quasi 30 milioni di euro, senza che i cittadini abbiano beneficiato di un servizio tale da giustificare questi continui rincari".
Le critiche sul servizio di raccolta rifiuti
Secondo le forze di opposizione, famiglie e imprese continuano a pagare di più mentre la città resta alle prese con criticità ormai croniche. Nel documento vengono citati strade sporche, spazzamento insufficiente, raccolta irregolare e numerose situazioni di degrado urbano diffuse in diversi quartieri della città.
Le opposizioni contestano inoltre il mancato via libera al Regolamento comunale sui rifiuti e l'assenza degli ispettori ambientali, ritenuti strumenti fondamentali per rafforzare i controlli, contrastare l'abbandono illecito dei rifiuti e migliorare il decoro urbano. "La maggioranza – conclude la nota – ha scelto ancora una volta di far ricadere sui cittadini il costo delle inefficienze del sistema, anziché intervenire in modo deciso sull'organizzazione e sulla qualità del servizio".
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