La Commissione Bilancio dell’Ars è diventata nelle ultime settimane uno dei principali terreni di confronto politico all’interno del Parlamento siciliano. Prima la composizione dell’organismo, con la protesta di Controcorrente e l’ingresso di Ismaele La Vardera dopo le dimissioni di Cateno De Luca. Poi l’esame delle variazioni di bilancio, con una manovra da oltre 600 milioni di euro al centro del lavoro parlamentare.
Ora torna anche un tema che riguarda il modo in cui le commissioni lavorano: quanto devono essere pubblici e conoscibili i loro lavori? La domanda non è nuova e riguarda in particolare la possibilità di seguire attraverso una diretta streaming le sedute delle commissioni non secretate.
Il confronto sulla trasparenza all’Ars era già emerso nei mesi scorsi, anche a proposito delle modalità di presentazione degli emendamenti, della pubblicazione dei verbali delle audizioni e della possibilità per cittadini e giornalisti di seguire più facilmente l’attività parlamentare.
Commissioni Ars e trasparenza, il precedente dell’emendamento fake
A riaccendere il dibattito era stato anche il caso dell’ormai noto “emendamento fake” di Ismaele La Vardera, arrivato all’interno della legge di stabilità con una copertura finanziaria e successivamente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Già allora Adriano Varrica, deputato del Movimento 5 Stelle, aveva sollevato dubbi sulle modalità di lavoro dell’Assemblea. Tra le questioni indicate c’era la possibilità che alcuni emendamenti venissero caricati direttamente sui tablet dei deputati durante i lavori d’Aula, rendendo più complicato un esame approfondito prima del voto.
Un secondo tema riguardava invece le commissioni parlamentari e la difficoltà, per chi non partecipa direttamente ai lavori, di seguire in tempo reale il confronto tra deputati e soggetti auditi. Varrica aveva inoltre richiamato l’attenzione sui tempi di pubblicazione dei verbali delle audizioni. Una questione che incide sulla possibilità di collegare quanto emerso nelle commissioni con gli altri strumenti dell’attività parlamentare. Da qui era nata anche la discussione sulle commissioni a porte aperte, cioè sulla possibilità di trasmettere in streaming le sedute non soggette a particolari vincoli.
Dirette streaming delle commissioni Ars, la posizione di Galvagno
Sul tema era intervenuto nei mesi scorsi anche il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, esprimendo una posizione contraria all'ipotesi di rendere sistematicamente visibili online i lavori delle commissioni. Il presidente aveva sottolineato il rischio che la presenza delle telecamere potesse modificare il comportamento dei deputati e il modo di intervenire durante le sedute. Il ragionamento di Galvagno era legato soprattutto alla necessità di garantire una certa libertà di confronto all’interno delle commissioni. La questione, quindi, non riguarda soltanto la possibilità tecnica di accendere una telecamera. Sul tavolo ci sono due esigenze che nel dibattito politico vengono presentate come da bilanciare: da una parte pubblicità e trasparenza dei lavori parlamentari, dall’altra le condizioni nelle quali i deputati possono discutere ed esaminare i provvedimenti.
Il tema generale della trasparenza amministrativa prevede del resto forme di conoscibilità dell'attività pubblica, pur con limiti e bilanciamenti legati anche alla tutela dei dati personali e delle altre esigenze previste dall'ordinamento.
La Vardera e la richiesta di maggiore controllo sui lavori dell’Ars
La Vardera aveva già affrontato la questione della vigilanza sulle commissioni dopo il caso dell’emendamento inserito nella finanziaria. Il deputato aveva chiesto di rafforzare i meccanismi di controllo sui provvedimenti con effetti finanziari, sostenendo la necessità di rendere più rigoroso e trasparente l'esame degli atti parlamentari.
Una richiesta che oggi assume un significato ulteriore perché La Vardera è entrato direttamente nella Commissione Bilancio. Il passaggio è arrivato il 22 settembre, quando Cateno De Luca ha lasciato il proprio posto nell'organismo consentendo a Controcorrente di ottenere la rappresentanza richiesta. Il gruppo guidato da La Vardera è quindi passato dalla protesta esterna alla partecipazione diretta ai lavori della commissione chiamata a occuparsi dei conti regionali.
Commissione Bilancio Ars, torna la richiesta dello streaming
È proprio da questo nuovo scenario che riparte la richiesta di trasmettere in streaming le sedute della Commissione Bilancio. La Vardera ha rilanciato il tema sostenendo che i cittadini dovrebbero poter vedere direttamente cosa accade nell'organismo parlamentare chiamato a esaminare le principali decisioni finanziarie della Regione. La questione si inserisce in una fase particolarmente delicata per l'Ars. A settembre il Parlamento regionale ha affrontato il tema delle variazioni di bilancio e della relativa tempistica, mentre il lavoro della Commissione Bilancio è stato accompagnato dalle tensioni sulla sua composizione.
La risposta del presidente Galvagno resta legata alla posizione già espressa nei mesi precedenti: trasparenza e pubblicità devono essere bilanciate con le esigenze di funzionamento dell'Assemblea e con una maggiore libertà dei parlamentari nella conduzione dei lavori.
È su questo punto che La Vardera ha concentrato la propria critica, ponendo una domanda politica destinata a riaprire il confronto: se la trasparenza viene considerata un valore dell'attività parlamentare, fino a che punto può essere limitata per garantire la libertà di discussione dei deputati?
Trasparenza all’Ars, il confronto resta aperto
Il dibattito, dunque, non riguarda soltanto la diretta streaming della Commissione Bilancio. Sullo sfondo c'è una questione più ampia: quanto deve essere immediatamente accessibile ai cittadini l'attività delle commissioni parlamentari? Il tema è particolarmente rilevante per la II Commissione, perché al suo interno vengono esaminati provvedimenti che incidono direttamente sulla programmazione e sull'utilizzo delle risorse finanziarie della Regione. La vicenda delle ultime settimane ha riportato il tema al centro dell'attenzione dopo una fase nella quale il confronto era stato soprattutto legato alla composizione della commissione. Oggi La Vardera ne fa parte e il gruppo Controcorrente ha annunciato anche l'intenzione di rendere maggiormente conoscibili i documenti contabili dell'attività parlamentare.
La domanda sulla trasparenza, quindi, resta sul tavolo dell'Ars. Da una parte la richiesta di rendere più visibili i lavori delle commissioni, dall'altra la posizione della presidenza sull'esigenza di preservare modalità di confronto che non siano condizionate dalla presenza costante delle telecamere.
Il confronto proseguirà anche sul terreno delle modifiche al Regolamento interno dell'Ars, il cui iter in commissione si è chiuso nei giorni scorsi e che dovrà ora passare all'esame dell'Aula.
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