Barriere architettoniche in Sicilia, nessun capoluogo ha completato il Peba: il report

Barriere architettoniche in Sicilia, nessun capoluogo ha completato il Peba: il report

Barriere architettoniche in Sicilia, nessun capoluogo ha completato il Peba: il report

In Sicilia il diritto all'accessibilità continua a scontrarsi con ritardi e ostacoli. A fotografare la situazione è l'ultimo report dell'associazione Luca Coscioni, dedicato allo stato di attuazione del Peba, il Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche. L'indagine evidenzia un quadro particolarmente critico nell'Isola, dove nessuno dei nove capoluoghi di provincia ha completato lo strumento previsto dalla normativa nazionale.

Il dato conferma una realtà che molte persone con disabilità vivono quotidianamente tra marciapiedi inaccessibili, edifici pubblici privi di percorsi adeguati e servizi ancora lontani dal principio dell'accessibilità universale.

Cos'è il Peba e perché è fondamentale

Il Peba (Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche) è uno strumento di pianificazione obbligatorio per i Comuni italiani. Nato con la normativa del 1986 e successivamente esteso agli spazi urbani nel 1992, ha l'obiettivo di censire gli ostacoli presenti negli edifici e negli spazi pubblici, programmando gli interventi necessari per eliminarli.

A quasi quarant'anni dalla sua introduzione, il Piano dovrebbe rappresentare uno degli strumenti principali per garantire il diritto alla mobilità e all'accessibilità delle persone con disabilità. Tuttavia, in molte realtà italiane la sua attuazione procede ancora a rilento e la Sicilia rappresenta il caso più emblematico.

La Sicilia è la regione più in ritardo sul Peba

Secondo l'indagine dell'associazione Luca Coscioni, nessuno dei nove capoluoghi siciliani ha portato a termine il Peba, nonostante si tratti di un obbligo previsto dalla legge. La situazione appare particolarmente critica in Trapani, Siracusa, Enna e Ragusa, dove non risultano informazioni aggiornate sullo stato di avanzamento del Piano. A Caltanissetta il percorso amministrativo si è fermato dopo l'approvazione di una delibera di Giunta nel 2021, senza ulteriori sviluppi ufficiali.

Uno scenario analogo riguarda Agrigento, dove nello stesso anno era arrivato il via libera amministrativo e successivamente era stato attivato un portale per raccogliere le segnalazioni dei cittadini. Da allora, però, non risultano ulteriori aggiornamenti né riscontri sull'effettiva evoluzione del progetto.

Messina e Palermo, qualche passo avanti ma il percorso resta incompleto

Tra i capoluoghi siciliani, Messina e Palermo mostrano alcuni segnali di avanzamento, anche se il percorso verso l'approvazione definitiva del Piano non può ancora dirsi concluso.

A Messina il via libera amministrativo è arrivato nel 2024, ma al momento non sono disponibili informazioni sullo stato di attuazione.

A Palermo, invece, è stata approvata la prima fase di redazione del Peba e sono state individuate diverse aree e servizi considerati prioritari per garantire il diritto all'accessibilità universale. L'approvazione delle fasi successive era prevista nel 2025, ma, secondo quanto rilevato dall'associazione, l'iter risulta ancora fermo.

Catania, il Tar nomina un commissario per il Peba

La situazione più delicata riguarda Catania. Nel 2025 il Tribunale amministrativo regionale (Tar), accogliendo un ricorso presentato dall'associazione Luca Coscioni, ha condannato il Comune per non aver avviato la redazione del Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche, disponendo la nomina di un commissario incaricato di dare seguito agli adempimenti previsti. Un provvedimento che evidenzia il ritardo accumulato dall'amministrazione nell'attuazione di uno strumento considerato essenziale per garantire l'accessibilità degli spazi pubblici.

Il confronto con il resto d'Italia

Il quadro siciliano è particolarmente critico, ma si inserisce in una situazione nazionale che presenta ancora numerose difficoltà. Secondo il report, solo 45 dei 118 Comuni capoluogo italiani, pari al 38% del totale, hanno approvato il Peba con una delibera comunale. Si tratta di un dato che evidenzia come il percorso verso città realmente accessibili sia ancora lontano dagli obiettivi fissati dalla normativa e dai principi promossi a livello europeo.

La mancata adozione del Piano limita infatti la possibilità di programmare interventi strutturali su marciapiedi, edifici pubblici, ascensori, attraversamenti pedonali e percorsi urbani, con ricadute che non riguardano soltanto le persone con disabilità, ma anche anziani, famiglie con passeggini e cittadini con ridotta mobilità.

La piena attuazione del Peba rappresenta uno dei passaggi fondamentali per costruire città più inclusive. In Sicilia, però, il percorso appare ancora lungo e il report dell'associazione Luca Coscioni fotografa una realtà che attende risposte concrete da parte delle amministrazioni locali.

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