La rottamazione quinquies 2026 entra nella fase delle prossime scadenze e, per chi ha debiti con Regioni e Comuni, il calendario è ormai definito. La novità più importante riguarda i tributi locali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione: le domande potranno essere presentate dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, ma soltanto per gli enti che hanno scelto di aderire alla misura entro il termine del 31 luglio.
Il quadro, però, è tutt’altro che semplice. Accanto alla rottamazione nazionale dei debiti erariali c’è infatti quella estesa agli enti territoriali, mentre la Sicilia ha introdotto una propria definizione agevolata per alcuni tributi regionali. Sono misure diverse, con requisiti e scadenze differenti, che rischiano di creare confusione tra i contribuenti.
Rottamazione quinquies 2026, cosa prevede
La misura originaria è stata introdotta dalla Legge di bilancio 2026, la legge n. 199 del 30 dicembre 2025. La rottamazione riguarda determinati carichi affidati all'agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
Per i debiti erariali rientrano, in particolare, quelli derivanti dal mancato pagamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dai controlli automatici e formali, oltre ai contributi previdenziali dovuti all’Inps, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento. Il vantaggio consiste nella possibilità di estinguere i carichi senza pagare interessi e sanzioni, oltre agli interessi di mora e ad alcune somme aggiuntive previste dalla normativa.
La domanda per questa prima forma di rottamazione, però, è già scaduta: il termine era fissato al 30 aprile 2026. Anche il pagamento della rata unica o della prima rata era previsto entro il 31 luglio. Per chi ha scelto il pagamento rateale, la prossima scadenza è invece il 30 settembre 2026.
Rottamazione quinquies degli enti locali, chi può aderire
Il quadro è cambiato con il decreto fiscale, poi convertito nella legge n. 88 del 2026. La normativa ha esteso la rottamazione quinquies anche ai debiti tributari e non tributari degli enti territoriali, affidati all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2023.
Sono compresi i carichi affidati da Regioni ed enti locali, con l’esclusione dei debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti. La misura, però, non vale automaticamente per tutti i Comuni e tutte le Regioni. Ogni ente interessato doveva adottare un proprio provvedimento e trasmetterlo ad Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 31 luglio 2026.
Questo significa che un contribuente non può dare per scontato che una cartella relativa a un tributo comunale possa essere rottamata: bisogna prima verificare se l’ente creditore ha aderito alla procedura.
Rottamazione tributi locali, le nuove scadenze
Per gli enti territoriali che hanno aderito, il calendario è stato modificato dalla legge n. 113 del 2026. La prima data da segnare è il 15 ottobre 2026. Entro quel giorno Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà rendere disponibili nell’area riservata i dati necessari a individuare i carichi che possono essere definiti. Nella stessa data saranno pubblicate le modalità per presentare la domanda.
Le richieste potranno essere trasmesse dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, esclusivamente con modalità telematiche. Successivamente, entro il 28 febbraio 2027, l’agente della riscossione comunicherà ai contribuenti l’importo dovuto e il piano delle eventuali rate. Il pagamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure in un massimo di 54 rate bimestrali. In caso di rateizzazione, sulle somme dovute matureranno interessi del 3% annuo a partire dal 1° aprile 2027.
Tributi locali in Sicilia, cosa cambia per i Comuni
Per i contribuenti siciliani bisogna quindi distinguere la rottamazione dei carichi affidati all’AdER dalla definizione agevolata regionale. La prima riguarda i debiti degli enti territoriali che hanno aderito alla procedura nazionale. La seconda è invece una misura approvata direttamente dalla Regione Siciliana per i propri tributi e alcune entrate patrimoniali.
È proprio questa sovrapposizione di strumenti a rendere necessario controllare con attenzione chi è il creditore, quale tributo è dovuto e a quale procedura può essere ricondotto il debito.
Sicilia, definizione agevolata dei tributi regionali fino al 31 ottobre
La Regione Siciliana ha approvato nel 2026 una propria definizione agevolata dei tributi e delle entrate regionali. La misura consente di regolarizzare determinate posizioni pagando quanto dovuto senza interessi e sanzioni. Il termine per aderire è fissato al 31 ottobre 2026. Tra le entrate interessate ci sono anche le tasse automobilistiche, cioè il bollo auto. L’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino ha firmato il decreto attuativo che ha reso operativa la misura. Per regolarizzare il bollo è possibile rivolgersi agli sportelli Aci.
La definizione riguarda inoltre altre entrate regionali, comprese alcune tasse sulle concessioni e diverse entrate patrimoniali, come fitti e redditi di immobili regionali, canoni per terreni demaniali e pascoli e alcune concessioni relative al demanio idrico.
Rottamazione quinquies, attenzione a non confondere le misure
Il punto centrale, quindi, è che non esiste una sola rottamazione quinquies valida per tutti i debiti. La misura nazionale per i carichi erariali ha già avuto la propria scadenza per la presentazione delle domande. Quella estesa agli enti territoriali riguarda invece soltanto Regioni ed enti locali che hanno adottato il provvedimento previsto dalla legge. A questa si aggiungono le eventuali definizioni agevolate regionali o comunali, che possono avere regole autonome.
Per chi ha una cartella o un debito con un ente pubblico diventa quindi fondamentale verificare la natura del carico prima di procedere. Un debito relativo a un tributo comunale, per esempio, non segue necessariamente le stesse regole di un'imposta erariale.
Rottamazione quinquies enti territoriali, cosa succede adesso
Per la procedura nazionale destinata agli enti territoriali il prossimo appuntamento è dunque il 15 ottobre 2026, quando Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà mettere a disposizione dei contribuenti le informazioni sui carichi definibili e le modalità per presentare la domanda.
Dal giorno successivo, 16 ottobre, si aprirà la finestra per le richieste, che resterà disponibile fino al 15 dicembre. In Sicilia, invece, c'è anche un'altra scadenza molto più ravvicinata: il 31 ottobre 2026, termine entro il quale è possibile utilizzare la definizione agevolata regionale, compresa quella relativa al bollo auto.
Il consiglio per i contribuenti è quindi di non considerare le diverse “rottamazioni” come un'unica procedura. Le scadenze cambiano in base al tipo di debito e all’ente creditore e un controllo preventivo può evitare di perdere un'agevolazione prevista dalla legge.
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