Studiare all’università in Sicilia può costare meno, almeno per le famiglie con redditi più bassi. Tra i tre Atenei statali dell’Isola è infatti Messina a garantire la soglia più ampia per l’esenzione dalle tasse universitarie, con una No-Tax area che arriva fino a 28 mila euro di Isee. Seguono Palermo, con 25 mila euro, e Catania, ferma a 22 mila.
Il dato si inserisce nel quadro tracciato dall’ultimo rapporto dell’Ufficio statistica del Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) sulla contribuzione studentesca, relativo all’anno accademico 2024/2025. In Sicilia e Sardegna, complessivamente, paga le tasse poco più della metà degli iscritti agli Atenei statali: il 52,4%. Il restante 47,6% beneficia quindi di un esonero.
Una situazione molto diversa rispetto al Nord-Ovest, dove gli studenti paganti rappresentano il 67,5% del totale e la contribuzione media raggiunge i 1.810 euro. Nelle Isole, invece, per chi paga, la media si ferma a 1.150 euro.
Università siciliane, a Messina si paga meno per chi ha un Isee più basso
La differenza più evidente tra i tre Atenei siciliani riguarda proprio la No-Tax area, cioè la fascia entro la quale, rispettando i requisiti previsti, è possibile ottenere l’esonero totale dal contributo universitario.
L’Università di Messina offre la soglia più favorevole: fino a 28 mila euro di Isee, a condizione di rispettare i requisiti di regolarità e merito. L’Ateneo conferma attualmente questa soglia e prevede inoltre ulteriori agevolazioni per gli studenti. Al secondo posto c’è l’Università di Palermo, con una soglia Isee universitario fissata a 25 mila euro. Più bassa, invece, la soglia dell’Università di Catania, dove la No-Tax area arriva a 22 mila euro. L’Ateneo etneo aveva innalzato proprio a 22 mila euro il limite per l’esonero totale dal contributo onnicomprensivo annuale.
Il confronto restituisce quindi una graduatoria abbastanza chiara: Messina è l’Ateneo siciliano con la No-Tax area più ampia, mentre Catania presenta la soglia più bassa tra i tre.
Tasse universitarie, in Sicilia paga poco più di uno studente su due
Il dato siciliano va letto insieme a quello complessivo delle Isole. Nel 2024/2025, infatti, soltanto il 52,4% degli studenti paga le tasse universitarie. Il motivo principale è legato proprio alla maggiore diffusione degli esoneri, determinata anche dall’accesso più ampio alla No-Tax area. Il rapporto del Mur considera questa misura la principale causa dell’esenzione dalla contribuzione, soprattutto nel Mezzogiorno. La conseguenza è evidente: nelle regioni meridionali e insulari la contribuzione media calcolata sull’intera popolazione studentesca risulta molto più bassa rispetto al Nord.
No-Tax area, la soglia Isee è salita nel corso degli anni
La No-Tax area universitaria è stata introdotta con la legge n. 232 del 2016 e ha prodotto effetti significativi dal 2017/2018, quando la percentuale degli studenti esonerati è quasi raddoppiata rispetto all’anno precedente. La soglia Isee, inizialmente fissata a 13 mila euro, è stata portata a 20 mila euro nell’anno accademico 2020/2021 attraverso il decreto ministeriale n. 234/2020. Dal 2021/2022 il limite è salito ulteriormente a 22 mila euro.
Gli Atenei, tuttavia, possono prevedere condizioni più favorevoli, come dimostra proprio il caso della Sicilia.
Sicilia, quanto pagano gli studenti che non rientrano nell’esenzione
Se si guarda invece agli studenti che sono tenuti a pagare, nell’ultimo triennio la contribuzione è aumentata. Tra il 2022/2023 e il 2024/2025, la contribuzione media pro capite calcolata sul totale degli iscritti è passata da 914 a 959 euro. Ancora più evidente l’incremento considerando soltanto chi effettivamente paga: la media è salita da 1.452 a 1.550 euro.
Nelle Isole, però, il valore riferito agli studenti paganti resta nettamente più basso rispetto al Nord-Ovest: 1.150 euro contro 1.810.
Università in Sicilia, la condizione economica pesa sulla scelta
Il quadro restituito dal rapporto del Mur racconta dunque un sistema nel quale la condizione economica delle famiglie continua ad avere un peso decisivo nell’accesso all’università. La possibilità di rientrare nella No-Tax area può infatti cambiare in maniera sostanziale il costo degli studi. E in Sicilia le differenze tra i tre principali Atenei pubblici sono significative: 28 mila euro di Isee a Messina, 25 mila a Palermo e 22 mila a Catania. La No-Tax area, secondo il Ministero, ha ampliato sensibilmente la platea degli studenti che possono ottenere un esonero dalla contribuzione, andando oltre la precedente impostazione che riguardava soprattutto gli studenti idonei alla borsa di studio regionale per il diritto allo studio.
Per una famiglia siciliana alle prese con il costo crescente della vita e dell’istruzione, la scelta dell’Ateneo può quindi fare la differenza anche sul piano economico: a parità di condizioni reddituali, Messina offre oggi la soglia di esenzione più alta dell’Isola.
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