A Gela la protesta sulla sanità pubblica prova a superare gli schieramenti politici. Oggi, 3 ottobre, cittadini, amministratori e rappresentanti di diverse forze politiche si ritrovano davanti all’ospedale Vittorio Emanuele per la mobilitazione “Sanità X Tutti”, promossa dal Movimento 5 Stelle. Al loro fianco ci sono anche il Partito democratico e il coordinamento locale del Movimento per l’Autonomia.
La manifestazione arriva dopo oltre cinquanta giorni di presidio davanti all’ospedale e si inserisce in una fase particolarmente delicata per la sanità siciliana. Al centro della protesta ci sono strutture, personale, servizi territoriali e il futuro del nuovo ospedale di Gela, con particolare attenzione all’ipotesi di un Dea di II Livello.
La presenza contemporanea di M5S, Pd e Mpa locale rappresenta un elemento significativo della mobilitazione. Gli autonomisti gelesi, pur appartenendo a una forza che sostiene il governo regionale, hanno infatti annunciato la partecipazione alla manifestazione e condiviso le richieste legate al potenziamento dei servizi sanitari sul territorio.
Ospedale di Gela, la mobilitazione per la sanità pubblica
Il Coordinamento Mpa di Gela chiede strutture adeguate, personale sufficiente e reparti pienamente operativi, insieme al potenziamento dei servizi territoriali e alla riduzione delle liste d’attesa. L’obiettivo indicato dagli autonomisti è quello di garantire ai cittadini la possibilità di curarsi nel proprio territorio, limitando la mobilità sanitaria e i disagi per le famiglie.
La posizione del coordinamento locale si intreccia così con quella del Movimento 5 Stelle, che da settimane porta avanti la protesta sul futuro dell’ospedale Vittorio Emanuele. Anche il Pd ha confermato la propria presenza alla manifestazione di oggi, con il segretario regionale Anthony Barbagallo e la struttura provinciale del partito. Per il Mpa di Gela, inoltre, la sanità pubblica non può essere considerata soltanto una voce di bilancio, ma deve essere accompagnata da risorse e strumenti adeguati sia per i cittadini sia per gli operatori sanitari.
Nuovo ospedale di Gela, resta il nodo del Dea di II Livello
Uno dei punti più discussi riguarda il futuro del nuovo ospedale di Gela e la possibilità di trasformarlo in un Dea di II Livello, cioè una struttura dotata di servizi e specialità in grado di garantire un livello di assistenza più articolato a un bacino territoriale ampio.
Il Movimento 5 Stelle ha contestato il respingimento in Commissione Bilancio degli emendamenti destinati a finanziare il potenziamento dell’ospedale e a sostenere l’ipotesi del Dea di II Livello. Il coordinatore regionale del M5S, Nuccio Di Paola, ha criticato la posizione della Regione e ha sostenuto che le risorse indicate per la nuova struttura non sarebbero sufficienti a garantire la realizzazione del progetto nelle condizioni ipotizzate.
Secondo quanto riferito dallo stesso Di Paola, dirigenti dell’assessorato regionale alla Salute avrebbero evidenziato in Commissione le difficoltà legate all’istituzione di un Dea di II Livello, che comporterebbe una revisione della rete ospedaliera regionale. Si tratta di un nodo che resta al centro del confronto politico e istituzionale.
M5S, Pd e Mpa: fronte comune sulla sanità di Gela
La manifestazione di oggi mette quindi insieme forze politiche che, sul piano regionale, si trovano in posizioni differenti. Il M5S ha promosso la mobilitazione e da settimane sostiene il presidio davanti all’ospedale. Il Pd ha scelto di partecipare alla protesta, mentre il Mpa locale ha annunciato la propria presenza e condiviso le richieste sul rafforzamento della sanità territoriale.
Il tema dell’ospedale di Gela diventa così anche un banco di confronto sulle politiche sanitarie regionali. Il dibattito riguarda non soltanto la realizzazione della nuova struttura, ma anche la disponibilità di personale, l’organizzazione dei reparti e la capacità dei servizi territoriali di rispondere alle esigenze della popolazione.
Nel frattempo, la sanità siciliana deve fare i conti anche con altri problemi, dalle liste d’attesa alla carenza di medicina territoriale. Nei giorni scorsi la Cgil Sicilia ha rilanciato l’allarme sui tempi necessari per ottenere esami diagnostici come Tac, risonanze ed ecografie, indicando nella medicina territoriale una delle principali criticità.
Salute mentale, l’assessorato apre al confronto con le associazioni
Un altro fronte riguarda la salute mentale in Sicilia. Nei giorni scorsi il Movimento regionale delle associazioni per la salute mentale è stato ricevuto all’assessorato regionale alla Salute per affrontare le criticità segnalate da tempo. Il confronto arriva dopo l’iniziativa promossa a luglio all’Ars, quando il Movimento aveva presentato un documento con dieci domande rivolte all’assessorato, chiedendo risposte sulle principali difficoltà del settore. Tra i problemi segnalati ci sono anche i ritardi nella liquidazione delle fatture alle strutture convenzionate e le difficoltà che interessano complessivamente il sistema dell’assistenza alle persone con disagio psichico.
Durante l’incontro, l’assessorato ha manifestato la disponibilità a istituire un tavolo operativo di confronto con le associazioni. L’apertura è stata considerata dal Movimento un segnale concreto dopo un lungo periodo di richieste e interlocuzioni. Per questo motivo, l’organizzazione ha deciso di sospendere la manifestazione davanti a Palazzo d’Orleans prevista per il 13 ottobre, lasciando spazio al nuovo percorso di confronto con gli uffici regionali.
La nuova assessora Garigliano giura all’Ars
Sul piano politico-istituzionale, intanto, la giornata di ieri ha registrato un nuovo passaggio nella composizione della Giunta Schifani. Francesca Garigliano ha prestato giuramento all’Ars come assessora alla Funzione pubblica e alle Autonomie locali, prendendo il posto di Elisa Ingala, dimessasi dopo circa cinque mesi di incarico. La seduta di Sala d’Ercole è durata appena quattordici minuti. Presenti il presidente della Regione Renato Schifani e la presidente dell’Ars Luisa Lantieri, l’Assemblea ha quindi rinviato i lavori al 7 ottobre.
Il giuramento di Garigliano è avvenuto nello stesso giorno in cui Giuseppe Geremia Lombardo ha annunciato le dimissioni dalle commissioni Bilancio e Sanità, dopo essere stato coinvolto nell’inchiesta della Procura di Palermo sulla quale sono ancora in corso gli accertamenti giudiziari.
Il quadro politico siciliano si trova quindi a gestire contemporaneamente il passaggio nella Giunta, le tensioni sulla manovra finanziaria e una serie di questioni aperte sul fronte della sanità. E proprio Gela, oggi, diventa uno dei luoghi principali del confronto sul futuro del servizio sanitario nell’Isola.
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