Fare la spesa, pagare le bollette e sostenere le spese quotidiane pesa sempre in modo diverso sui bilanci delle famiglie italiane. In Sicilia, nel 2025, la spesa media mensile è diminuita, mentre a livello nazionale è rimasta quasi invariata. Secondo i dati Istat, le famiglie dell’Isola hanno speso in media 2.304,98 euro al mese, contro i 2.366,38 euro del 2024. La riduzione è di 61,40 euro mensili, pari al 2,6%.
Il confronto con il resto del Paese evidenzia una distanza significativa. La spesa media nazionale ha raggiunto circa 2.782 euro al mese, con un aumento dell’1% rispetto all’anno precedente. In Sicilia, invece, il valore medio è più basso di 477 euro al mese rispetto a quello italiano.
Spesa delle famiglie siciliane, i dati Istat del 2025
Il rapporto Istat sulle spese per consumi delle famiglie nel 2025 prende in considerazione le principali voci di spesa dei nuclei residenti in Italia. Nel calcolo rientrano alimentari e bevande analcoliche, abitazione e utenze, abbigliamento, trasporti, salute, istruzione, tempo libero, ristoranti e alberghi, oltre a numerosi altri beni e servizi.
La spesa media mensile è un indicatore generale: non descrive la situazione di ogni singola famiglia, perché le uscite cambiano in base al numero dei componenti, al reddito e alle necessità quotidiane. Il dato permette, però, di confrontare i livelli di consumo tra territori e di osservare come cambiano nel tempo.
Nel 2025 la media delle Isole è stata di 2.338,13 euro al mese, appena 33 euro in più rispetto alla Sicilia. Nel Sud il valore è sceso a 2.215,48 euro. L’Isola registra quindi una spesa superiore alla media meridionale, ma resta nettamente sotto quella nazionale.
Sicilia tra le regioni con la spesa più bassa
Nel confronto regionale, la Sicilia si colloca al quart’ultimo posto per spesa media mensile delle famiglie. I valori più bassi si registrano in Puglia, con 1.974,56 euro, e in Calabria, con 2.041,97 euro. Segue la Campania, con 2.282,33 euro. La media siciliana, pari a 2.304,98 euro, è quindi di circa 23 euro superiore a quella campana. La Basilicata si colloca poco più in alto, a 2.323,45 euro, mentre la Sardegna raggiunge 2.430,83 euro.
Il divario diventa più ampio nel confronto con le regioni in cui le famiglie spendono di più. In Trentino-Alto Adige, la spesa media mensile arriva a 3.444,26 euro: oltre 1.100 euro in più rispetto alla Sicilia. In Emilia-Romagna si attesta a 3.159,06 euro, mentre in Lombardia raggiunge 3.066,39 euro.
Oltre 5.700 euro di differenza in un anno rispetto alla media italiana
La distanza tra Sicilia e Italia emerge anche su base annuale. Moltiplicando la spesa mensile per dodici mesi, una famiglia siciliana arriva a circa 27.660 euro l’anno. La media nazionale supera invece i 33.380 euro. La differenza è di circa 5.700 euro all’anno. Si tratta di un confronto tra valori medi, che non indica quanto spenda ogni singolo nucleo familiare, ma restituisce la dimensione del divario tra l’Isola e il dato nazionale.
A livello italiano, l’aumento della spesa complessiva è stato contenuto. È cresciuta, invece, la spesa per prodotti alimentari e bevande analcoliche: dai 533 euro mensili del 2024 ai 552 euro del 2025, con un incremento del 3,6%. Il cibo assorbe così il 19,8% della spesa media familiare, contro il 19,3% dell’anno precedente.
Nel Mezzogiorno il cibo pesa di più sul bilancio familiare
Il rapporto Istat evidenzia differenze territoriali anche nella composizione delle spese. Nel Sud, alimentari e bevande analcoliche rappresentano il 25,4% della spesa complessiva; nelle Isole la quota è del 24,1%. La media nazionale si ferma al 19,8%. Questo significa che nelle aree meridionali una parte maggiore del bilancio familiare viene destinata ai beni essenziali. La quota riservata al cibo è invece più contenuta nel Nord-Ovest, dove si attesta al 17,7%.
Anche le abitudini di acquisto mostrano le difficoltà di una parte delle famiglie. Nel 2025, in Italia, il 29,4% dei nuclei ha dichiarato di aver ridotto la spesa alimentare, diminuendo la quantità o la qualità dei prodotti acquistati. Per abbigliamento e calzature, la quota di famiglie che ha cercato di risparmiare è salita al 52,1% nel Mezzogiorno.
Il calo della spesa in Sicilia va letto con cautela
La riduzione registrata nell’Isola non basta, da sola, a dimostrare un cambiamento strutturale nei consumi. Come precisato nel testo di partenza, la variazione della spesa siciliana non risulta statisticamente significativa secondo i criteri utilizzati dall’Istat.
Il dato resta comunque utile per comprendere il quadro economico delle famiglie. Nel 2025 la spesa media siciliana è diminuita, mentre quella nazionale è rimasta sostanzialmente stabile. La distanza rispetto all’Italia supera i 470 euro al mese e il confronto con le regioni più costose evidenzia differenze ancora più ampie.
La fotografia dei consumi mostra quindi una Sicilia in cui la spesa media delle famiglie resta lontana dai livelli di diverse regioni del Centro-Nord, mentre nel Mezzogiorno una quota più elevata del bilancio continua a essere assorbita dai beni essenziali.
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