Caso Armao, Schifani ascoltato dall’Antimafia: audizione secretata all’Ars

Caso Armao, Schifani ascoltato dall’Antimafia: audizione secretata all’Ars

Caso Armao, Schifani ascoltato dall’Antimafia: audizione secretata all’Ars

Quasi tre ore di confronto a porte chiuse per fare luce sui rapporti tra gli incarichi fiduciari e i controlli all’interno dell’amministrazione regionale siciliana. Il presidente della Regione, Renato Schifani, è stato ascoltato ieri, 15 ottobre, dalla Commissione Antimafia dell’Ars nell’ambito dell’istruttoria avviata dopo l’inchiesta che coinvolge l’ex vicepresidente regionale Gaetano Armao, per il quale la Procura di Palermo ha chiesto una misura cautelare.

L’audizione si è svolta in forma secretata e il contenuto degli interventi non è stato reso pubblico. La seduta è stata presieduta da Antonello Cracolici: dopo la relazione iniziale del presidente della Commissione e quella di Schifani, sono intervenuti i deputati di maggioranza e opposizione. Il governatore ha quindi risposto ad alcune domande.

L’istruttoria non si fermerà al presidente della Regione. Nelle prossime settimane la Commissione prevede di ascoltare anche assessori, dirigenti regionali e il responsabile anticorruzione, per approfondire il funzionamento degli incarichi fiduciari e dei sistemi di controllo interni alla macchina amministrativa.

Caso Armao, le accuse e la versione dell’ex consulente di Schifani

L’inchiesta della Procura di Palermo ipotizza un sistema di corruzione legato anche alle autorizzazioni ambientali e agli interessi di alcuni imprenditori. Tra le persone coinvolte c’è Gaetano Armao, avvocato ed ex presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali, che fino alle dimissioni del 2 ottobre ricopriva anche il ruolo di consigliere giuridico di Schifani.

I magistrati hanno chiesto una misura cautelare nei suoi confronti e per altri indagati. La richiesta della Procura non equivale a una condanna e le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie.

Armao, durante l’interrogatorio preventivo davanti al giudice per le indagini preliminari, ha respinto le accuse. Ha sostenuto che le somme di denaro che gli vengono contestate sarebbero riconducibili a pagamenti per consulenze o prestiti da parte dell’avvocato Pierluigi Matta, suo amico. L’ex consulente ha inoltre dichiarato di voler dimostrare l’infondatezza delle contestazioni. La vicenda ha aperto un fronte politico per il governo regionale, soprattutto per le domande sul ruolo svolto da Armao e sui meccanismi di controllo degli incarichi assegnati dalla Regione.

Schifani e Forza Italia, resta aperto il confronto sulla ricandidatura

L’inchiesta giudiziaria si intreccia con le tensioni interne a Forza Italia in Sicilia. Dopo le richieste di rinnovamento avanzate dal commissario regionale Nino Minardo, il presidente Schifani aveva manifestato irritazione e ventilato l’ipotesi delle dimissioni. Il confronto con il segretario nazionale Antonio Tajani, avvenuto a Roma il 13 ottobre, ha però allontanato lo scenario di una crisi immediata. Al termine dell’incontro, Tajani ha confermato la fiducia nel governatore e l’apprezzamento per il lavoro svolto, invitandolo a proseguire l’attività di governo. Sulla ricandidatura alle regionali del 2027, però, non è arrivata una conferma ufficiale.

Il giorno successivo Schifani ha ribadito di voler portare a termine il mandato, previsto fino all’autunno del 2027, e ha definito prematuro il dibattito sul secondo mandato. Ha inoltre invitato Minardo a concentrarsi sul lavoro del partito in Sicilia, mentre il commissario regionale ha insistito sulla necessità di aprire Forza Italia a nuove energie in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. La frattura politica, dunque, non risulta risolta. Resta da capire se il confronto interno al partito porterà a una nuova intesa sulla guida della Regione o se le tensioni proseguiranno nei prossimi mesi.

La Vardera parla di accordi sulle candidature, Vicari smentisce

Nel dibattito è intervenuto anche Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, secondo cui lo scontro tra Schifani e i vertici di Forza Italia sarebbe legato anche alla discussione sulle future candidature. La Vardera ha sostenuto che il governatore avrebbe ottenuto garanzie su possibili seggi parlamentari per sé e per Simona Vicari, oltre a uno spazio per l’assessore alla Salute Marcello Caruso.

Si tratta di affermazioni attribuite a La Vardera e non di accordi confermati ufficialmente. Vicari ha infatti respinto la ricostruzione, dichiarando di non essere interessata a tornare alla politica attiva e di non avere candidature da annunciare né ambizioni elettorali. La polemica mostra quanto l’inchiesta giudiziaria abbia allargato il confronto oltre il piano amministrativo, coinvolgendo gli equilibri interni al partito e le prospettive delle elezioni regionali.

Antimafia all’Ars, attese nuove audizioni sui controlli regionali

L’audizione di Schifani rappresenta il primo passaggio di un percorso di approfondimento che riguarda non soltanto il caso Armao, ma anche il funzionamento dei controlli e delle procedure nell’amministrazione regionale. La Commissione intende ascoltare altri esponenti del governo siciliano e dirigenti dei dipartimenti interessati, per ricostruire le modalità con cui vengono assegnati gli incarichi fiduciari e verificati i rapporti tra gli uffici pubblici e i soggetti esterni.

Nel frattempo, il presidente della Regione ha assicurato che proseguirà il proprio mandato e ha annunciato maggiore attenzione alle procedure per le future nomine, anche attraverso il possibile coinvolgimento degli organismi anticorruzione. Le prossime audizioni saranno decisive per chiarire il quadro amministrativo e politico, mentre sul fronte giudiziario restano da definire gli sviluppi dell’inchiesta e le decisioni del giudice sulle richieste cautelari.

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