Per i lavoratori autonomi con redditi in calo, il sostegno economico può fare la differenza tra la continuità dell'attività e la necessità di chiudere la partita Iva. Per questo l'INPS ha riaperto anche nel 2026 le domande per l'ISCRO, l'Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa, destinata ai professionisti che attraversano una fase di difficoltà economica.
Il termine per presentare la richiesta è fissato al 31 ottobre 2026. Restano quindi pochi giorni per verificare i requisiti e inviare la domanda. La misura, diventata strutturale dal 2024, prevede un sostegno economico per sei mesi e si rivolge ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata INPS che rispettano le condizioni previste dalla legge.
L'indennità, tuttavia, non è destinata a tutte le partite Iva. Per accedervi occorre rispettare specifici requisiti reddituali, contributivi e previdenziali. La misura rappresenta un aiuto per chi ha subito una riduzione significativa dei guadagni, ma non risolve le difficoltà strutturali che interessano una parte del lavoro autonomo, soprattutto in territori come la Sicilia.
Bonus ISCRO 2026, chi può presentare la domanda
L'ISCRO è destinata ai liberi professionisti che svolgono abitualmente un'attività di lavoro autonomo e sono iscritti alla Gestione separata INPS. Per ottenere il contributo bisogna avere una partita Iva attiva da almeno tre anni per l'attività che dà diritto all'iscrizione previdenziale. È inoltre necessario aver registrato, nell'anno precedente alla domanda, un reddito da lavoro autonomo inferiore al 70% della media dei redditi dei due anni precedenti a quello di riferimento. Il reddito dell'anno precedente deve anche rispettare il limite massimo previsto per accedere alla prestazione, aggiornato annualmente.
Tra le altre condizioni figurano la regolarità contributiva, l'assenza di una pensione diretta e la mancata iscrizione ad altre forme previdenziali obbligatorie. La prestazione è inoltre incompatibile con alcuni trattamenti e situazioni indicati dall'INPS, tra cui la NASpI, la DIS-COLL e l'Assegno di inclusione.
Non possono richiedere l'ISCRO nel 2026 coloro che hanno già beneficiato della misura nel 2024 o nel 2025. La legge, infatti, impedisce di ottenere nuovamente l'indennità nel biennio successivo all'anno in cui è iniziata la fruizione. Possono invece presentare domanda coloro che non l'hanno richiesta nelle precedenti annualità oppure hanno presentato una richiesta che è stata respinta o la cui prestazione è stata revocata dall'origine.
Come richiedere l'ISCRO e quanto spetta
La domanda per il bonus Partite Iva deve essere presentata entro il 31 ottobre 2026 attraverso i servizi telematici dell'INPS. È possibile utilizzare il Punto d'accesso alle prestazioni non pensionistiche, oppure raggiungere direttamente la pagina dedicata all'ISCRO. La richiesta può essere inoltrata anche attraverso il Contact Center dell'Istituto o rivolgendosi a un patronato.
L'indennità viene riconosciuta per sei mensilità. Il suo importo è calcolato sulla base del 25% della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni precedenti all'anno precedente alla domanda, secondo le regole stabilite dall'INPS. Sono previsti un importo minimo e un tetto massimo, aggiornati annualmente.
Il sostegno non prevede l'accredito di contributi figurativi ai fini pensionistici. Chi riceve l'indennità deve inoltre partecipare ai percorsi di aggiornamento professionale previsti dalla disciplina della misura.
Partite Iva in Sicilia, crescono i liberi professionisti
In Sicilia il numero dei liberi professionisti è in aumento, ma la crescita non coincide necessariamente con un miglioramento delle condizioni economiche della categoria. Secondo i dati dell'Osservatorio del Dipartimento delle Finanze riportati nel testo di partenza, nel 2025 i liberi professionisti con partita Iva erano 38.873, con un incremento dell'11,54% rispetto all'anno precedente.
La crescita più consistente è stata registrata a Enna, dove l'aumento è stato del 20,95%, per un totale di 1.097 partite Iva. Segue Palermo, con un incremento del 15,74% e 9.448 professionisti, mentre a Trapani la crescita è stata del 13,94%, per un totale di 3.540. Catania ha registrato un aumento dell'8,49%, arrivando a 9.099 liberi professionisti.
I dati mostrano un'espansione del lavoro autonomo nell'Isola, ma non spiegano da soli le ragioni del fenomeno. Per comprenderle occorre considerare anche le caratteristiche del mercato del lavoro regionale, la dimensione delle imprese e le opportunità offerte dal lavoro dipendente.
Lavoratori autonomi, il regime forfettario spinge le nuove aperture
Secondo Silvio Sulis, commercialista di Palermo, tra i fattori che contribuiscono all'aumento delle partite Iva c'è il regime forfettario, che offre vantaggi fiscali a chi possiede i requisiti per accedervi. «L'aumento delle Partite Iva è dovuto principalmente al fatto che il regime forfettario rappresenta sicuramente un regime fiscale di vantaggio, viste le agevolazioni previste», spiega il professionista.
In Sicilia, però, pesa anche la difficoltà di trovare un impiego dipendente. «Nella nostra Regione sicuramente l'incremento di liberi professionisti o freelance è favorito dal fatto che qui è difficile trovare aziende disposte ad assumere con contratti di lavoro dipendente», osserva Sulis.
Tra le ragioni indicate dal commercialista ci sono le dimensioni ridotte di molte imprese, spesso microimprese, e l'elevato costo del lavoro. In questo contesto, aprire una partita Iva può diventare una necessità più che una scelta professionale, soprattutto per chi non riesce a trovare un'occupazione stabile. Il numero crescente di professionisti, quindi, non racconta necessariamente una maggiore solidità economica. Per alcuni lavoratori autonomi, infatti, il fatturato può restare basso e le spese necessarie per mantenere attiva l'attività possono assorbire una parte consistente dei ricavi.
Partite Iva senza tutele, il problema della malattia e dei redditi bassi
La difficoltà principale, secondo Sulis, riguarda la limitata protezione sociale di cui dispongono molti lavoratori autonomi. «Quella dei liberi professionisti non è assolutamente una categoria tutelata», sottolinea il commercialista, evidenziando la necessità di maggiori agevolazioni.
La situazione è particolarmente complessa per chi non dispone di entrate regolari. A differenza dei dipendenti, i professionisti non possono contare sulle stesse tutele contrattuali e devono affrontare direttamente i costi legati alla gestione dell'attività, alla previdenza e alle eventuali interruzioni del lavoro.
Anche la malattia può diventare un problema economico, perché le tutele dipendono dalla posizione previdenziale e dalla specifica attività svolta. Non tutti i professionisti, infatti, hanno accesso alle medesime prestazioni e, in molti casi, un periodo di inattività comporta una riduzione immediata dei guadagni. Il risultato è una categoria molto eterogenea, nella quale convivono professionisti con redditi elevati e lavoratori che faticano a sostenere le spese quotidiane.
Bonus una tantum insufficienti, servono misure strutturali
L'ISCRO rappresenta uno strumento di sostegno per chi rispetta i requisiti previsti, ma non può essere considerata una soluzione a tutte le difficoltà del lavoro autonomo. I contributi temporanei possono aiutare chi attraversa una fase di calo del reddito, ma non eliminano i problemi legati alla discontinuità delle entrate, alla mancanza di commesse e alle limitate tutele sociali. In Sicilia, dove la partita Iva può rappresentare per molti una delle poche possibilità di ingresso nel mercato del lavoro, la questione riguarda anche la qualità dell'occupazione e la capacità del sistema economico di offrire alternative stabili.
Per i professionisti che hanno subito una contrazione dei guadagni, la priorità immediata resta verificare i requisiti e presentare la domanda ISCRO entro il 31 ottobre. Sul piano più generale, però, il sostegno ai lavoratori autonomi richiede interventi continuativi, capaci di affrontare non soltanto le emergenze reddituali, ma anche la fragilità economica e previdenziale di una parte della categoria.
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