Rifiuti in Sicilia, tensione tra Regione e Srr: scontro sulla discarica di Gela e gestione degli impianti

Rifiuti in Sicilia, tensione tra Regione e Srr: scontro sulla discarica di Gela e gestione degli impianti

Rifiuti in Sicilia, tensione tra Regione e Srr: scontro sulla discarica di Gela e gestione degli impianti

L’estate siciliana potrebbe aprirsi con un clima particolarmente acceso sul fronte della gestione dei rifiuti. Al momento non si registrano emergenze igienico-sanitarie, ma aumentano le tensioni tra la Regione Siciliana e alcuni enti territoriali che gestiscono il ciclo dello smaltimento nell’Isola. Al centro del confronto ci sono la situazione della discarica di Gela, le recenti diffide regionali e le contestazioni sugli assetti societari delle Srr, le società di regolamentazione del servizio rifiuti operative nei diversi ambiti territoriali.

Discarica di Gela, indagini e polemiche sulla gestione

Le criticità erano emerse già nelle scorse settimane con l’indagine che coinvolge i vertici della Srr Impianti, la società che gestisce la discarica di contrada Timpazzo a Gela. Tra gli indagati figura l’amministratrice Giovanna Picone, ingegnera e consulente della Presidenza della Regione, accusata di presunte irregolarità nella gestione dei conferimenti. Secondo l’ipotesi investigativa, una parte dei rifiuti sarebbe stata smaltita senza essere sottoposta ai previsti trattamenti all’interno dell’impianto di trattamento meccanico-biologico (Tmb). Le accuse sono ancora al vaglio degli inquirenti, ma il caso ha già acceso il dibattito sulla gestione del settore.

Regione contro la chiusura dell’impianto di Timpazzo

Negli ultimi giorni lo scontro si è ulteriormente intensificato dopo la decisione di sospendere temporaneamente le attività dell’impianto di Timpazzo per interventi di manutenzione. Secondo il Dipartimento regionale Acqua e Rifiuti, la comunicazione sarebbe arrivata senza un adeguato preavviso, costringendo numerosi Comuni a individuare rapidamente soluzioni alternative per il conferimento dei rifiuti indifferenziati. La Regione ha quindi inviato una diffida formale, coinvolgendo anche le Prefetture di Caltanissetta, Agrigento e Catania.

La nota della Regione: “Nessuna responsabilità per eventuali emergenze”

Particolarmente duro il contenuto della comunicazione firmata dal dirigente generale Arturo Vallone. Nella nota il Dipartimento prende le distanze da eventuali conseguenze derivanti dalla sospensione delle attività dell’impianto, evidenziando come la struttura, pur realizzata con fondi pubblici, venga gestita attraverso una società di scopo con modalità considerate di tipo privatistico. La sospensione improvvisa del servizio potrebbe determinare disagi rilevanti e configurare anche possibili profili di responsabilità legati all’interruzione di pubblico servizio.

Contestata la disparità di trattamento tra i Comuni conferitori

Tra gli aspetti evidenziati nella diffida figura anche la gestione differenziata delle comunicazioni inviate ai Comuni che conferiscono i rifiuti presso l’impianto. Il Dipartimento regionale contesta infatti una presunta disparità di trattamento tra gli enti soci della Srr Caltanissetta Provincia Sud e quelli che utilizzano la discarica come semplici conferitori. Per la Regione siciliana, un servizio pubblico deve garantire criteri di imparzialità, parità di trattamento e non discriminazione, principi che sarebbero stati compromessi dalle modalità adottate nella gestione della comunicazione.

Srr e gestione in house: la Regione chiede chiarimenti

Parallelamente al caso Gela resta aperto un altro fronte che riguarda diverse Srr siciliane.

L’assessorato regionale ha convocato nei giorni scorsi una riunione per approfondire la gestione in house degli impianti pubblici da parte di alcune società d’ambito, tra cui:

  • Srr Caltanissetta Provincia Sud;
  • Srr Agrigento Provincia Est;
  • Srr Agrigento Provincia Ovest;
  • Srr Enna Provincia;
  • Srr Kalat Ambiente.

L’attenzione si concentra sulle partecipazioni detenute nelle società che gestiscono direttamente gli impianti di trattamento e smaltimento.

Nel mirino il rispetto del decreto sui servizi pubblici locali

Le contestazioni regionali fanno riferimento al decreto legislativo 201 del 2022, che disciplina il riordino dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Secondo l’interpretazione degli uffici regionali, gli enti d’ambito non potrebbero detenere direttamente o indirettamente partecipazioni nelle società che erogano i servizi pubblici, salvo il rispetto di specifiche procedure previste dalla normativa. La Regione ha quindi chiesto alle Srr interessate di fornire chiarimenti sugli assetti societari e sulle misure adottate per adeguarsi alle disposizioni vigenti.

Possibile segnalazione all’Anac

La posizione dell’amministrazione regionale appare particolarmente rigida. Tra le ipotesi al vaglio vi sarebbe anche una possibile segnalazione all’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac). Secondo quanto emerge dal confronto in corso, la soluzione ritenuta più conforme alla normativa sarebbe quella di affidare le quote delle società di gestione direttamente ai singoli Comuni appartenenti agli ambiti territoriali, anziché alle Srr in quanto tali.

Una questione che potrebbe avere effetti rilevanti sull’organizzazione del sistema dei rifiuti in Sicilia e che rischia di aprire un nuovo capitolo di confronto istituzionale proprio alla vigilia dei mesi più delicati per la gestione dell’emergenza estiva.

risuser

Articoli simili

Lascia una risposta

Chiusi
Chiusi

Inserisci il tuo username o il tuo indirizzo email. Riceverai via email un link per creare una nuova password.

Chiusi

Chiusi
Preferenze Privacy
Preferenze Privacy