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Il calvario dell'autostrada Palermo-Catania

Il calvario dell'autostrada Palermo-Catania

Il calvario dell’autostrada Palermo-Catania

L’autostrada A19 è probabilmente la più importante della Sicilia quale asse strategico per il collegamento delle due più grandi città, Palermo e Catania, e per la rete stradale ed autostradale che vi confluisce. Ma la Palermo-Catania è anche il calvario dei siciliani ed il freno consolidato per lo sviluppo del territorio. In una regione in cui il commercio vede una componente fondamentale nel trasporto su gomma, la mobilità autostradale è emblema della condizione infrastrutturale ed economica della Sicilia. Sulla A19 si viaggia infatti per decine di chilometri a 60 Km/h e di tanto in tanto ci si ferma pure per comode pause nel nulla. Talvolta anche in galleria.

Una storia vecchia

Per una corretta, minima anamnesi, bisogna tornare indietro almeno fino all’anno 2015, quando al cedimento del viadotto Himera nel mese di aprile seguì anche il sequestro del viadotto Cinque Archi appena un mese più tardi. L’autostrada A19, tra fascicoli aperti a carico di ignoti per attentato alla sicurezza dei trasporti, sequestri e interdizioni di tratti autostradali e studi sulla sicurezza del resto dell’infrastruttura, palesò la sua condizione di atavico abbandono e pericolo. Inizia così la crisi per la mobilità siciliana che fino a quel momento lamentavano una elevata usura dei mezzi costretti a percorrere l’autostrada killer delle sospensioni.

Le accuse di Musumeci

A novembre del 2020, l’allora presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci accusò l’Anas di “non avere rispetto per la pazienza dei siciliani”. Anche il viadotto Cannatello era stato considerato a rischio crollo ed un tir ribaltato sul percorso alternativo aveva completamente paralizzato il traffico per i mezzi pesanti. Musumeci aveva puntato il dito sulla “assoluta inadeguatezza dell'Anas” asserendo che era “arrivato il momento che questa lunga stagione di colpevole incuria si chiuda per sempre e che, con urgenza, comincino ad arrivare quelle risposte che lo Stato deve alla Sicilia”. Come l’allora governatore della Sicilia li aveva correttamente inquadrati, erano “problemi infrastrutturali provocati da almeno quarant'anni di mancata manutenzione”.

I cantieri “sonnecchianti”

Marco Falcone, che nel governo Musumeci era assessore alle Infrastrutture, già a luglio del 2020, tra i suoi strali su Anas e governo nazionale aveva fotografato lo stato della A19 in “42 cantieri sonnecchianti e 20 interruzioni abbandonate a loro stesse” Gli anni passano ed il pesante fardello dei siciliani resta sul tavolo del presidente della Regione e viene quindi ereditato dal successore di Musumeci, l’attuale governatore Renato Schifani, che inizia un pressing serrato sull’Anas. Nel frattempo, pochi mesi prima dell’insediamento del nuovo governo regionale, sulla A19 c’era scappato anche il morto con un operaio impegnato in uno dei cantieri sul tratto fra Enna e Caltanissetta.

Svincolo di Enna, l’eterno tratto critico

Ancora alle Infrastrutture, nell’ottobre del 2022 prima di cambiare assessorato per il governo Schifani, l’assessore Falcone sosteneva che destavano “particolare preoccupazione gli interventi di risanamento del viadotto Euno e delle rampe dello svincolo di Enna, a causa dell'evidente lentezza con cui procede l'opera”. I disagi cui faceva riferimento Marco Falcone riguardavano il tratto di A19 in prossimità dello svincolo di Enna. Lo stesso tratto documentato dal Quotidiano di Sicilia con rallentamenti, soste autostradali in carreggiata unica e soste in galleria come mostrato in video.

Il pressing di Schifani su Anas

Nel febbraio del 2023 il nuovo presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, invia una nota all’amministratore delegato dell’Anas, Aldo Isi. Schifani aveva letto il report redatto dall’Assessorato alle infrastrutture in cui si fotografava una A19 con “45 interruzioni, la quasi totalità delle quali senza nessun intervento in atto e senza operai”. Il governatore aveva così definito quello in atto “un preoccupante stato di abbandono e di degrado che dimostra una grave incuria nella gestione della manutenzione dell’infrastruttura”.Nel mese di marzo dello scorso anno, dopo il forte tono di voce usato da Renato Schifani, era stato definito un programma di nuovi investimenti per 250 milioni di euro, la velocizzazione dei cantieri al tempo aperti, la formazione di operai specializzati e un piano di comunicazione per informare i cittadini sulle opere in corso.

Nuovo piano interventi, nuovi finanziamenti

Nel corso di un incontro con l’amministratore delegato Anas Aldo Isi, Schifani aveva incassato l’impegno “a presentare in pochi giorni un documento che accolga le nostre richieste e scandisca, soprattutto, cifre e tempi certi. Pochi giorni più tardi l’ad dell’Anas comunicò l’avvio di un piano complessivo di ammodernamento dell’autostrada con investimenti per oltre un miliardo di euro per la riqualificazione e messa in sicurezza a seguito di un vertice a Roma con il dirigente generale del dipartimento delle Infrastrutture Salvo Lizzio. Dopo anni di deriva, il piano di interventi sulla A19 passava così dalle piccole riparazioni ad una “integrale sostituzione” degli impalcati con nuove strutture in acciaio e cemento armato. Spinte costituite da nuovi finanziamenti. Era stato infatti definito un nuovo accordo quadro, del valore di 250 milioni di euro, che includeva il consolidamento strutturale dei viadotti Cannatello, Morello e Alfio.

Piccoli tratti tornano percorribili

Una accelerazione, pur moderata, sembra palesarsi agli occhi dei siciliani. A maggio riapre un tratto di 4 chilometri di strada, sul lotto Resuttano-Irosa. Piccole conclusioni lavori, rese dopo anni, con l’impressione di una prossima nuova autostrada per i siciliani. Ad agosto arriva poi il momento del viadotto Cinque Archi, che con le sue 35 campate e la sua estensione complessiva pari ad oltre un chilometro e mezzo era chiuso in un senso di marcia dal 2015. Alla data di restituzione alla percorribilità aveva visto la sostituzione delle barriere laterali di sicurezza ed il rifacimento del sistema di smaltimento delle acque piovane e dei giunti di dilatazione. Otto anni. Pochi giorni dopo è stato il turno del fine interventi di manutenzione straordinaria su due viadotti tra gli svincoli di Tremonzelli e Irosa.

Il commissario Schifani per l’autostrada disastro siciliano

A fine ottobre dello scorso anno il presidente della Regione Siciliana ha incontrato a Roma il presidente e l’amministratore delegato di Anas, Edoardo Valente e Aldo Isi, per una riunione sulla prossima definizione del decreto di nomina del presidente Renato Schifani a commissario straordinario dell’autostrada A19 Palermo-Catania. Tra marzo e aprile dell’anno in corso sono stati riaperti al traffico i viadotti tra Tremonzelli e Irosa e quattro viadotti e una galleria tra gli svincoli di Buonfornello e Scillato. Nel frattempo, nel corso di un viaggio tra Palermo e Catania di appena tre ore se tutto va bene, all’altezza del solito svincolo di Enna sulla carreggiata in direzione Catania, la A19 offre ancora ai viaggiatori l’opportunità di fermarsi senza accostare ed apprezzare il meraviglioso paesaggio siciliano.

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