Cittadella giudiziaria di Catania, costi verso i 40 milioni: servono nuove risorse per il cantiere

Cittadella giudiziaria di Catania, costi verso i 40 milioni: servono nuove risorse per il cantiere

Cittadella giudiziaria di Catania, costi verso i 40 milioni: servono nuove risorse per il cantiere

La costruzione della nuova cittadella giudiziaria di Catania continua a richiedere risorse aggiuntive. Quello che inizialmente era stato progettato con una base d'asta di poco superiore ai 31 milioni di euro potrebbe arrivare a costare quasi 40 milioni. Un aumento significativo rispetto alle previsioni iniziali, dovuto alle varianti progettuali e agli adeguamenti dei prezzi delle materie prime. E la spesa potrebbe non essere ancora definitiva.

Il cantiere si trova in viale Africa, nell'area che un tempo ospitava l'ex palazzo delle Poste. Una scelta urbanistica che, fin dall'inizio, ha suscitato anche qualche perplessità tra i cittadini. Per molti sarebbe stato preferibile realizzare una piazza, restituendo alla città uno scorcio sul mare in una zona in cui l'accesso alla costa è di fatto limitato, nonostante la vicinanza alla strada.

La decisione di costruire qui il nuovo edificio fu sostenuta con convinzione dal governo regionale guidato da Nello Musumeci. La struttura ospiterà gli uffici della giustizia civile e ha incontrato il favore di molti operatori del settore, anche rispetto all'ipotesi alternativa di realizzare l'opera nel quartiere periferico di Librino.

Oggi, però, l'attenzione si concentra soprattutto sui costi. Secondo i documenti della Regione e alla luce delle ultime decisioni dell'Assemblea regionale siciliana, la spesa per la cittadella giudiziaria potrebbe avvicinarsi ai 40 milioni di euro. Una cifra ben superiore a quella prevista quando venne avviata la procedura di gara.

Cittadella giudiziaria di Catania, altri 8,5 milioni per l'aumento dei prezzi

Con una determina pubblicata ieri e firmata dall'ingegnere capo del Genio civile di Catania, Gaetano Laudani, la Regione ha riconosciuto alla società Ingegneria Costruzioni Colombrita, aggiudicataria dell'appalto cinque anni fa, una somma aggiuntiva per compensare l'aumento dei prezzi delle materie prime.

Si tratta di risorse destinate al cosiddetto adeguamento dei prezzi, previsto dalla normativa per far fronte ai maggiori costi sostenuti dalle imprese durante l'esecuzione dei lavori. Il provvedimento richiama, in particolare, l'articolo 26 del decreto legge 50 del 2022, conosciuto come decreto Aiuti.

L'iter per ottenere il riconoscimento delle somme è iniziato in primavera. La stima delle risorse necessarie a coprire gli aumenti è stata quantificata in 8.587.128,94 euro. Un ulteriore impegno economico che si aggiunge agli incrementi già registrati nel corso degli anni e che contribuisce ad allontanare il costo finale dell'opera dalle previsioni iniziali.

Le varianti progettuali hanno fatto crescere il costo dell'opera

L'aumento della spesa non è legato soltanto al rincaro dei materiali. Nel corso dell'esecuzione dei lavori, infatti, si è reso necessario intervenire più volte sul progetto iniziale, con l'approvazione di opere aggiuntive rispetto a quelle previste dal contratto originario. Il progetto era stato selezionato attraverso un concorso di idee, ma durante l'avanzamento del cantiere sono emerse ulteriori necessità che hanno richiesto interventi integrativi.

Finora sono state approvate due varianti, entrambe con effetti sull'importo complessivo dell'appalto. Il contratto iniziale tra la Regione e Ingegneria Costruzioni Colombrita ammontava a 25.495.713,93 euro. La cifra era stata determinata applicando il ribasso del 18,333% alla base d'asta di 31.004.723,17 euro. Nell'estate del 2023, dopo l'autorizzazione del responsabile unico del procedimento (Rup) alla redazione della prima perizia di variante, l'importo è salito a 27.152.297,78 euro. Un nuovo incremento è arrivato nella primavera del 2025, con l'approvazione della seconda perizia. In questo caso, il valore dei lavori è aumentato fino a 29.300.626,45 euro.

A queste somme si aggiungono le risorse per compensare il rincaro dei materiali. Non è ancora certo che venga utilizzato l'intero plafond autorizzato, ma, se le previsioni economiche saranno confermate, gli importi riconoscibili all'impresa, al netto dell'Iva, potrebbero avvicinarsi ai 38 milioni di euro.

Terza variante, dall'Ars altri 1,6 milioni di euro

Il quadro economico potrebbe però essere destinato a cambiare ancora. Con l'approvazione della manovra finanziaria, l'Assemblea regionale siciliana ha infatti dato il via libera a un ulteriore stanziamento per il cantiere di viale Africa. Un emendamento presentato dal deputato regionale di Fratelli d'Italia Dario Daidone ha previsto 1,6 milioni di euro aggiuntivi per sostenere le spese legate a una terza variante progettuale. Al momento non sono stati ancora resi noti nel dettaglio gli interventi che dovranno essere realizzati. Resta quindi da capire quali ulteriori opere saranno necessarie e quale sarà il loro impatto sul costo complessivo della cittadella giudiziaria.

Il dato che emerge, intanto, è quello di un investimento pubblico cresciuto progressivamente rispetto alle previsioni della gara iniziale. E con una terza variante ancora da definire, il conto finale per la nuova cittadella giudiziaria di Catania resta da stabilire.

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