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UNICT, polo didattico nell’ex ospedale Vittorio Emanuele

UNICT, polo didattico nell’ex ospedale Vittorio Emanuele

UNICT, polo didattico nell’ex ospedale Vittorio Emanuele

Passi avanti verso la riqualificazione di parte dell'ex complesso ospedaliero Vittorio Emanuele di Catania, già oggetto di trasformazione in museo dell'Etna. Nei giorni scorsi, l'Università di Catania ha ufficializzato l'aggiudicazione della gara d'appalto da oltre 19 milioni di euro per realizzare nuove aule studio e spazi destinati alla didattica in tre dei padiglioni che un tempo ospitavano il nosocomio. Le imprese che si insedieranno nel cantiere sono entrambe siciliane. I lavori dovrebbero durare tre anni.

La gara

Il bando per la ristrutturazione degli immobili è stato pubblicato a inizio primavera. Per le imprese del settore c'è stato tempo di presentare le offerte fino a metà maggio. Subito dopo è iniziato l'esame delle buste. Un'operazione che si è conclusa nel giro di due sedute – 16 e 28 maggio – da cui è venuto fuori il nome dell'aggiudicatario dei lavori: si tratta del consorzio stabile Galileo, con sede a Vittoria, nel Ragusano. A operare nel cantiere in via Plebiscito saranno due delle ditte consorziate: la Isa Restauri e Costruzioni di Mistretta (Messina) e la Icogen di Vittoria.

Il consorzio Galileo si è accaparrato l'appalto offrendo il 38,83 per cento di ribasso sulla base d'asta. Una riduzione che porta l'importo dei lavori a 11.974.695 euro, comprensivo di 750mila euro di oneri per la sicurezza. I costi della manodopera, ipotizzati dalla stazione appaltante e inclusi nella base d'asta, si aggirano invece intorno ai 3,9 milioni di euro.

L'offerta presentata dal consorzio Galileo ha superato di poco quella presentata – 37,86 per cento – dalle imprese Icoser ed Euroinfrastrutture, ovvero le due società che si stanno occupando della realizzazione del museo dell'Etna in un'area adiacente a quella in cui sorgerà il polo didattico universitario.

Subappalto

Il bando prevede che i lavori rientranti nella categoria prevalente, ovvero quella riguardante i lavori di restauro e manutenzione di immobili sottoposti a tutela, non possano essere ceduti a subappaltatori in misura maggiore al 40 per cento. “Tenuto conto dell'esigenza di rafforzare il controllo delle attività di cantiere e più in generale dei luoghi di lavoro e di garantire una più intensa tutela delle condizioni di lavoro e della salute e sicurezza dei lavoratori”, si legge nei documenti di gara. Considerata la tipologia di interventi previsti sarà vietato, invece, il cosiddetto subappalto a cascata. “Vista la loro complessità e data l'esigenza di rafforzare il controllo delle attività di cantiere”, ha specificato l'Università.

Il progetto

Il futuro dell'ex ospedale Vittorio Emanuele sarà legata alle attività universitarie. I tre padiglioni oggetto dei lavori aggiudicati ospiteranno 29 aule didattiche per un totale di più di 2400 posti a sedere, dieci uffici e otto aule studio di capienza complessiva di 230 posti. Previsti anche un'area espositiva e spazi ricreativi, al chiuso e all'esterno ma coperte. Oltre un centinaio i servizi igienici che verranno realizzati. Il progetto andrà a integrarsi a un primo “già presentato – si legge in una relazione dell'Ateneo – al fine di convertire quattro edifici dell'ex ospedale in strutture residenziali universitarie”. L'obiettivo della riqualificazione dell'ex Vittorio Emanuele è quello di portare a completamento “un intervento di ricucitura del centro urbano che fino a oggi ha visto del complesso ospedaliero un elemento estraneo isolato rispetto al contesto storico limitrofo”.

Le ditte che si sono aggiudicate i lavori avranno il compito di intervenire anche sul fronte della realizzazione delle opere destinate al trattamento delle acque meteoriche. “All’utilizzo di serbatoi interrati – viene riportato nel progetto – si è preferito procedere con la realizzazione di un biolago fitodepurante, attraverso cioè l’impiego di elementi naturali, principalmente piante e ghiaia, in grado di rendere le acque balneabili. Tale tipo di depurazione, detta fitodepurazione, evita l’utilizzo di preparati chimici come il cloro e, di conseguenza, evita lo sversamento di tali sostanze inquinanti nei sistemi fognari o nei terreni circostanti”.

Ad arricchire l'area dell'ex ospedale Vittorio Emanuele nel prossimo futuro sarà anche l'omonima fermata della metropolitana, il cui completamento dei lavori è stato stoppato dal cedimento della palazzina in via Castromarino.

( Fonte QDS)

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