Il Bonus Cultura cambia volto dal 2026. Il Governo ha introdotto una profonda revisione della misura che per anni ha accompagnato i diciottenni italiani, superando definitivamente il modello di 18App. Al suo posto arriva la Carta Valore Cultura, uno strumento con criteri di accesso più stringenti e un sistema di controlli rafforzato.
Bonus Cultura 2026: cos’è la Carta Valore Cultura
La nuova Carta Valore Cultura sostituirà il doppio bonus basato su Isee e merito previsto per il 2025, un meccanismo che aveva ridotto sensibilmente il numero dei beneficiari. Dal 2026 il bonus sarà destinato esclusivamente a chi consegue il diploma di scuola secondaria entro i 19 anni, premiando così i percorsi scolastici senza ripetenze.
L’obiettivo dichiarato è quello di concentrare le risorse su una platea più ristretta, garantendo al tempo stesso una maggiore efficacia della misura.
Requisiti per ottenere il Bonus Cultura 2026
Per accedere alla Carta Valore Cultura sarà necessario rispettare due requisiti fondamentali:
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conseguire il diploma di scuola superiore;
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avere meno di 19 anni, condizione che nella maggior parte dei casi implica l’assenza di bocciature.
Si tratta quindi di un bonus legato esclusivamente al percorso scolastico e non più alla situazione economica familiare.
Importo del Bonus Cultura: quanto vale nel 2026
L’importo ufficiale della Carta Valore Cultura non è ancora stato fissato. La Legge di Bilancio rinvia la definizione a un decreto ministeriale attuativo, che dovrà essere emanato entro il 30 novembre 2026.
Tuttavia, lo stanziamento complessivo previsto è pari a 180 milioni di euro. Considerando il numero di studenti che ogni anno terminano le scuole superiori senza ripetenze, la stima porta a un valore di circa 500 euro per beneficiario, in linea con la vecchia 18App. Si tratta però di una cifra indicativa, destinata a essere confermata o modificata dal provvedimento attuativo.
Controlli rafforzati contro le truffe
Uno dei punti centrali della riforma riguarda il rafforzamento dei controlli antifrode. In passato, la diffusione di truffe informatiche aveva permesso a organizzazioni criminali di sottrarre i bonus attraverso il furto delle identità digitali dei ragazzi, con la complicità di alcuni esercizi commerciali.
Secondo i dati della Guardia di Finanza, le frodi legate a 18App avrebbero causato un danno di circa 21 milioni di euro. Con la Carta Valore Cultura, il Ministero della Cultura introdurrà verifiche semestrali sugli importi erogati, con comunicazioni dirette alla Ragioneria generale dello Stato.
Questo sistema consentirà anche di raccogliere dati più precisi sull’utilizzo del bonus e sul suo reale impatto sull’industria culturale.
Perché il Governo ha cambiato il Bonus Cultura
La nuova revisione del bonus nasce anche dalle critiche del settore culturale, che aveva segnalato un calo degli introiti dopo l’introduzione delle regole più restrittive nel 2025. Nonostante l’aumento delle domande, la riduzione della platea aveva inciso negativamente su librerie, cinema e altri operatori culturali.
I numeri parlano chiaro:
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Carta Giovani: da 96 mila richieste nel 2024 a 223 mila nel 2025;
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Carta del Merito: da 21 mila richieste nel 2024 a 40 mila nel 2025.
Con la Carta Valore Cultura, il Governo punta ora a un equilibrio tra sostegno ai giovani, tutela delle risorse pubbliche e rilancio dei consumi culturali.
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