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Comprare casa, guida alle agevolazioni

Comprare casa, guida alle agevolazioni

Comprare casa, guida alle agevolazioni

ROMA – È stato esteso anche al 2021 il pacchetto di agevolazioni fiscali previste dallo Stato per incentivare l’acquisto dell’abitazione principale, altresì definita “prima casa”. Ecco le principali.

BONUS PRIMA CASA

Il bonus prima casa prevede un’importante riduzione delle imposte di registro, ipotecaria, catastale e dell’Iva, ove applicata, da versare al momento dell’acquisto. Le agevolazioni variano a seconda dello stato giuridico del venditore, ovvero se privato o Partita Iva. Nel caso di acquisto dell’immobile da privato o da impresa (con vendita esente da Partita Iva), l’imposta di registro sarà pari al 2% e per l’ipotecaria e la catastale bisognerà versare una quota fissa di 50 euro. Se, invece, si acquista da un’impresa, l’Iva viene ridotta dal 10% al 4% e sarà necessario pagare in misura fissa 200 euro per le altre due tasse, ovvero ipotecaria e catastale. Tale cifra è valida anche nel caso di acquisti per successioni o donazioni.

Per accedere al bonus è fondamentale che l’acquirente possegga una serie di specifici requisiti, che possono essere esplicitamente dichiarati anche con atto successivo a quello della compravendita. Innanzitutto l’abitazione deve rientrare in una delle seguenti categorie: A/2 (di tipo civile), A/3 (di tipo economico), A/4 (di tipo popolare) o A/5 (ultra popolare), A/6 (rurale); A/7 (in villini) o A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi). L’agevolazione può essere estesa anche nel caso in cui si comprino pertinenze delle categorie catastali C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (rimesse e autorimesse) e C/7 (tettoie chiuse o aperte) ma è necessario che queste siano destinate in modo durevole per l’abitazione principale e che, a sua volta, quest’ultima sia stata acquistata tramite il suddetto bonus. Del tutto escluse dalla misura, invece, le abitazioni di tipo signorile e in ville ma anche castelli e palazzi di pregio artistico e storico.

La seconda condizione necessaria è che l’immobile sia collocato nel territorio del comune in cui l’aspirante acquirente ha la propria residenza, tranne nel caso di dipendenti delle Forze armate o di Polizia. In caso contrario, entro 18 mesi dall’acquisto si dovrà effettuare il cambio di residenza. Tuttavia, non si tratta di una conditio sine qua non, perché si potrà mantenere il beneficio anche nel caso in cui la casa sia ubicata nello stesso comune in cui il compratore svolge le proprie attività lavorative, di studio o volontariato e anche nel caso in cui si tratti di un cittadino italiano che è migrato all’estero.

Le condizioni relative al bonus prima casa, inoltre, possono essere estese anche ai contribuenti che sono già proprietari di immobili acquistati con le suddette agevolazioni, a patto che la casa di cui si è già in possesso venga rivenduta entro 12 mesi dal nuovo acquisto ed è valida anche nel caso di donazioni o successioni. Nell’atto di acquisto della nuova proprietà in regime agevolato si deve specificare l’impegno a vendere l’immobile già posseduto entro un anno.

In questo particolare caso, il compratore ha diritto a una diminuzione dell’imposta di registro o per l’intero importo o come riduzione dell’Irpef dovuta in base alla prima dichiarazione dei redditi successiva al nuovo acquisto o, ancora n compensazione con altri tributi e contributi dovuti in sede di versamenti unitari con il modello F24. Per usufruire della misura, anche in questo caso, è necessario manifestare tale volontà nell’atto di acquisto della nuova proprietà.

UNDER 35 E GIOVANI COPPIE

Le giovani coppie coniugate con o senza figli e i nuclei familiari monogenitoriali con figli conviventi ma anche i giovani di età inferiore ai 35 anni con un rapporto di lavoro atipico, possono usufruire del fondo prima casa. In particolare per i mutui erogati per l’acquisto o la ristrutturazione per accrescere l’efficienza energetica di abitazioni principali, è possibile ottenere una garanzia statale nella misura del 50%, al fine di facilitare l’accesso al finanziamento, che non dovrà superare i 250 mila euro, per i soggetti che vengono solitamente considerati dagli istituti di credito come soggetti più “a rischio”.

L’immobile prescelto non dovrà rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi) e non dovrà essere considerato di lusso. Per accedervi, i richiedenti devono recarsi nelle filiali delle banche aderenti all’iniziativa presentando l’apposito modulo. Sul sito di Consap è possibile consultare le elenco degli istituti di credito che permettono di accedere al fondo, ad oggi circa 215.

MUTUI A TASSO ZERO PER FAMIGLIE NUMEROSE

Le famiglie con tre o più figli, almeno uno dei quali sia nato tra il 2019 e il 2021, possono richiedere di accedere a un mutuo a tasso zero per l’acquisto della prima casa, della durata minima di 20 anni e per un valore massimo di 200 mila euro. Oltre al prestito agevolato è possibile ottenere una quota del 50% di terreni demaniali agricoli, in forma gratuita, in prossimità dell’abitazione prevista per l’acquisto. La stessa misura è estesa anche alle società costituite da giovani imprenditori agricoli che decidano di riservare ai citati nuclei familiari una quota societaria pari almeno 30%.

redazione

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