Con il nuovo anno accademico, in Sicilia torna al centro del dibattito il caro affitti per gli studenti universitari fuori sede. Il costo di una stanza può arrivare a 350 euro al mese, a cui si aggiungono bollette, spese alimentari e trasporti. Per molti giovani, frequentare l'università lontano da casa diventa così una sfida economica, aggravata dalle borse di studio insufficienti e dalla carenza di posti letto nelle residenze universitarie.
A Palermo la questione è tornata al centro dell'attenzione con il sit-in organizzato a Palazzo d'Orleans. Gli studenti hanno chiesto alla Regione Siciliana maggiori investimenti e interventi concreti per il diritto allo studio, affinché le difficoltà economiche non diventino un ostacolo all'accesso all'università.
Caro affitti e spese universitarie, famiglie sempre più in difficoltà
A raccontare le difficoltà degli universitari è Giovanna Billitteri, coordinatrice dell'Udu di Palermo, intervenuta ai microfoni di Qds.it. Il costo degli alloggi e delle spese quotidiane mette sotto pressione gli studenti e le loro famiglie, costrette a fare i conti con risorse limitate e necessità sempre più onerose. «Gli studenti e le studentesse arrancano per arrivare a fine anno quasi come un lavoratore o una lavoratrice precari, perché si tratta di dover capire dove andare a investire i propri soldi», spiega Billitteri.
Il sostegno economico dei genitori non sempre basta a coprire affitto, bollette, trasporti e spese alimentari. Per alcuni giovani, studiare lontano da casa diventa una scelta difficile da sostenere nel tempo, con il rischio di dover rinunciare alla frequenza delle lezioni o, nei casi più gravi, interrompere il percorso universitario.
Anche il sistema delle borse di studio presenta delle criticità. Secondo la coordinatrice dell'Udu, i contributi non sempre sono sufficienti a coprire le necessità degli studenti e possono arrivare quando le spese sono già state sostenute. «A volte non basta, perché il suo valore è alla stregua di un rimborso spese e arriva oltre i mesi in cui uno studente o una studentessa dovrebbero usufruirne», sottolinea Billitteri.
Stanze in affitto fino a 350 euro al mese
Il mercato degli affitti a Palermo rappresenta una delle principali difficoltà per chi sceglie di frequentare l'università fuori dalla propria città. Anche una stanza considerata relativamente economica può comportare ulteriori costi per utenze e spese condominiali, facendo aumentare il budget necessario per vivere durante l'anno accademico.
«Parliamo di un affitto che nel migliore dei casi è di 250 euro, se riesce a comprendere luce, gas e spese condominiali, ma molto spesso non include tutto questo», afferma la coordinatrice dell'Udu.
Il prezzo di una camera può quindi raggiungere 300 o 350 euro al mese, senza contare le altre spese necessarie per vivere e studiare. A rendere più complicata la ricerca contribuisce anche la difficoltà di trovare alloggi vicini alle sedi universitarie, soprattutto per chi frequenta facoltà situate in zone diverse della città.
«Ci vogliono anche 350 euro a camera e penso a tutti quei condomini o case che si trovano in zona centro storico, con gli studenti che hanno la stanza distante dalla facoltà di Giurisprudenza o da quella di Scienze politiche», evidenzia Billitteri.
Il caro affitti pesa sui bilanci familiari e condiziona le scelte dei giovani, che devono valutare non soltanto il corso di laurea da frequentare, ma anche la possibilità di sostenere economicamente il trasferimento. Una difficoltà che rischia di accentuare le differenze tra chi può contare sul sostegno della famiglia e chi dispone di risorse più limitate.
Alloggi universitari insufficienti e ritardi nelle graduatorie
Il problema non riguarda soltanto il mercato privato. Le residenze universitarie non hanno posti letto sufficienti per soddisfare tutte le richieste e molti studenti sono costretti a rivolgersi al mercato degli affitti, dove i prezzi possono risultare difficili da sostenere.
Nel corso delle mobilitazioni, l'Udu ha richiamato l'attenzione anche sulla precarietà degli studenti lavoratori, sui tirocini non retribuiti e sulle difficoltà nell'accesso alle borse di studio e agli alloggi universitari. «Le azioni messe in campo durante le iniziative di protesta hanno riguardato non solo il caro affitti, ma anche la precarietà degli studenti e delle studentesse lavoratori e lavoratrici, dei tirocini non retribuiti o non gratuiti, del diritto allo studio mancato riguardo alle borse di studio e agli alloggi», spiega Billitteri. A complicare il quadro ci sono anche i ritardi nelle graduatorie per gli alloggi. Secondo quanto riferito dalla coordinatrice, le procedure sono state rinviate di una settimana a causa della mancanza di personale.
Il rinvio può creare ulteriori difficoltà per chi deve organizzare il trasferimento e sostenere le prime spese dell'anno accademico. A essere coinvolto è anche il riconoscimento dello status di fuori sede, importante per accedere ad alcuni benefici legati al diritto allo studio. «Per questo motivo l'Udu ha fatto una mozione per non far perdere questo status», precisa Billitteri.
Diritto allo studio, l'Udu chiede più interventi alla Regione
Dalla protesta di Palermo arriva una richiesta precisa: rafforzare gli interventi a sostegno degli universitari e aumentare gli investimenti destinati a borse di studio, residenze e servizi. L'obiettivo è rendere più accessibile il percorso accademico anche per chi proviene da famiglie con redditi limitati.
Per l'Udu, garantire il diritto allo studio significa offrire agli studenti la possibilità di frequentare l'università senza essere costretti a rinunciare per ragioni economiche. Servono quindi alloggi a prezzi accessibili, contributi adeguati e tempi certi nell'erogazione delle borse di studio.
Il confronto con la Regione Siciliana e con gli organismi universitari resta fondamentale per individuare soluzioni strutturali, capaci di rispondere alle esigenze degli studenti nel lungo periodo. La disponibilità di posti letto e il sostegno economico sono elementi centrali per ridurre le difficoltà e garantire maggiori opportunità di formazione.
Il caro affitti non è soltanto una questione abitativa, ma riguarda l'accesso all'istruzione e le possibilità di crescita dei giovani. Senza un sostegno adeguato, le condizioni economiche delle famiglie rischiano di continuare a influenzare le scelte universitarie, limitando le opportunità di chi vuole studiare lontano da casa.
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