Chi trasferisce la residenza in Sicilia può ottenere fino al 60% dell’IRPEF

Chi trasferisce la residenza in Sicilia può ottenere fino al 60% dell’IRPEF

Chi trasferisce la residenza in Sicilia può ottenere fino al 60% dell’IRPEF

Trasferirsi in Sicilia dall’estero può significare, per i nuovi residenti che rispettano le condizioni previste, recuperare una parte dell’IRPEF versata. La misura regionale è ormai operativa e riguarda chi sceglie di stabilire nell’Isola la propria residenza e il domicilio fiscale nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028.

Il contributo è previsto dalla legge di Stabilità regionale 2026 e le modalità per richiederlo sono state definite ad agosto con il decreto dirigenziale n. 1017 del 5 agosto 2026. La Regione ha chiarito che il beneficio può arrivare al 50% della quota di IRPEF spettante alla Regione, con una percentuale che sale al 60% in presenza delle condizioni previste per i Comuni siciliani con meno di 5 mila abitanti.

Il contributo può essere riconosciuto per tre annualità, con un tetto massimo di 100 mila euro l’anno. Non si tratta quindi di uno sconto applicato direttamente sulla dichiarazione dei redditi: prima l’imposta deve essere regolarmente versata e soltanto successivamente il beneficiario può chiedere alla Regione il contributo.

Rimborso IRPEF Sicilia, come funziona

La misura è pensata per incentivare il trasferimento nell’Isola di persone che arrivano dall’estero, compresi gli italiani che decidono di rientrare e i cittadini stranieri che scelgono la Sicilia come nuova residenza. Per accedere al beneficio è necessario trasferire la residenza e il domicilio fiscale in Sicilia tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028. Entro dodici mesi dal trasferimento occorre inoltre acquistare un immobile nell’Isola oppure realizzare su un immobile di proprietà interventi di recupero, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione. Il meccanismo è quindi articolato in più passaggi: il contribuente continua a versare normalmente l’IRPEF dovuta, presenta la dichiarazione dei redditi e, successivamente, può presentare alla Regione la domanda per ottenere il contributo.

Un aspetto da chiarire è particolarmente importante: il 50% non viene calcolato sull’intera IRPEF nazionale, ma sulla quota di imposta di spettanza della Regione Siciliana. È su questa base che viene determinato il contributo regionale.

Quanto spetta con il rimborso IRPEF in Sicilia

La percentuale ordinaria è pari al 50% della quota di IRPEF spettante alla Regione e integralmente versata dal beneficiario. La percentuale sale al 60% quando ricorrono le condizioni previste dalla legge per chi trasferisce il domicilio fiscale in un Comune siciliano con meno di 5 mila abitanti e acquista un immobile oppure realizza gli interventi edilizi richiesti. Il contributo è riconosciuto per tre anni, fino a un massimo di 100 mila euro per ciascuna annualità.

La Regione ha fornito anche un esempio sul funzionamento finanziario della misura: su 100 mila euro di IRPEF versata dai beneficiari, 50 mila possono tornare al contribuente sotto forma di contributo, mentre 29 mila vanno allo Stato e 21 mila restano alla Regione come nuove entrate.

Quando si può presentare la domanda

Per chi ha trasferito la residenza in Sicilia durante il 2026, la prima finestra per presentare la richiesta è prevista dal 1° settembre al 31 dicembre 2027. La domanda può essere presentata soltanto dopo la dichiarazione dei redditi relativa al 2026. Questo perché il contributo viene calcolato sulla base dell’IRPEF effettivamente dovuta e versata.

Il meccanismo sarà analogo negli anni successivi: chi trasferirà la residenza nel 2027 potrà presentare la richiesta nel periodo previsto nel 2028, dopo aver dichiarato i redditi dell'anno di riferimento. Il contributo potrà essere erogato tramite bonifico bancario oppure, su scelta del beneficiario, attraverso un credito d’imposta utilizzabile in compensazione.

Requisiti per ottenere il rimborso IRPEF Sicilia

Per accedere alla misura occorre rispettare una serie di condizioni. Il primo requisito è il trasferimento dall’estero: il beneficiario deve stabilire in Sicilia la propria residenza e il domicilio fiscale nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028. È poi necessario intervenire sull'immobile. Entro dodici mesi dal trasferimento bisogna acquistare un immobile in Sicilia oppure effettuare su una proprietà già posseduta interventi di recupero, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione.

Il possesso dell'immobile e gli altri requisiti devono essere mantenuti per il periodo stabilito dalla disciplina regionale. In caso di perdita dei requisiti, il beneficio può essere revocato secondo quanto previsto dalle disposizioni applicative.

Chi può richiedere il contributo

La misura è rivolta alle persone fisiche che arrivano dall’estero e trasferiscono la propria residenza e il domicilio fiscale in Sicilia. L'obiettivo dichiarato dalla Regione è favorire il ritorno degli italiani emigrati e attirare nuovi residenti dall’estero, con particolare attenzione al ripopolamento dei territori e al rientro di professionalità.

Sul tipo di reddito prodotto è necessaria una lettura puntuale della disciplina applicativa. La comunicazione regionale di aprile aveva indicato espressamente anche lavoratori autonomi, imprenditori e nomadi digitali tra i potenziali destinatari, mentre le disposizioni attuative pubblicate successivamente definiscono il beneficio sulla base dell’IRPEF effettivamente dovuta e versata. Per questo, soprattutto per chi produce redditi diversi dal lavoro dipendente o dalla pensione, è opportuno verificare la propria posizione sulla base del decreto attuativo e della documentazione richiesta prima di presentare la domanda.

Rimborso IRPEF Sicilia, cosa succede nei Comuni sotto i 5 mila abitanti

La misura prevede un incentivo maggiore per chi sceglie un Comune siciliano con meno di 5 mila abitanti. In presenza delle condizioni previste dalla legge, il contributo sale infatti dal 50% al 60%. Anche in questo caso resta fermo il limite massimo di 100 mila euro per ciascuna annualità e la durata triennale dell’agevolazione.

La scelta punta anche a collegare l’incentivo fiscale al recupero del patrimonio immobiliare e al contrasto dello spopolamento dei piccoli Comuni.

Il contributo non è una detrazione IRPEF

Un altro punto fondamentale riguarda la natura dell’agevolazione. Il rimborso siciliano non è una detrazione né una deduzione IRPEF. Il contribuente versa normalmente l’imposta dovuta allo Stato e, in un momento successivo, presenta la richiesta alla Regione per ottenere il contributo spettante. Solo dopo la dichiarazione dei redditi è infatti possibile determinare l’importo effettivo sulla base dell’imposta dovuta e versata. La misura non è inoltre cumulabile con altre agevolazioni fiscali statali o regionali previste per l’attrazione di nuovi residenti, come stabilito dalla disciplina regionale.

Per chi sta valutando un trasferimento dall’estero, dunque, il rimborso IRPEF Sicilia rappresenta un'agevolazione da valutare insieme agli altri regimi fiscali disponibili, verificando in anticipo requisiti, vincoli e compatibilità.

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