Per la prima volta nella storia dell’Unione europea, isole e comunità costiere avranno una strategia dedicata. La Commissione europea ha infatti adottato due iniziative complementari che riconoscono ufficialmente le sfide strutturali di questi territori, dall’isolamento geografico alla dipendenza energetica, fino ai problemi legati allo spopolamento e ai cambiamenti climatici. Si tratta di un piano che coinvolge oltre 112 milioni di cittadini europei. Circa il 21% della popolazione dell’Ue vive lungo le coste, mentre oltre 17 milioni di persone risiedono nelle isole europee, comprese Malta, Irlanda e Cipro. L’obiettivo è trasformare questi territori in laboratori di innovazione, sostenibilità e sviluppo, superando un approccio frammentato che finora aveva affrontato singolarmente temi come trasporti, ambiente o energia.
Sicilia, il costo dell’insularità pesa fino al 7% del Pil
Tra gli aspetti più rilevanti della nuova Strategia Ue per le isole c’è il riconoscimento ufficiale del cosiddetto costo dell’insularità. Secondo il documento della Commissione europea, basato su studi dell’Ocse, in Sicilia l’insularità può incidere fino al 7% del Pil pro capite, con conseguenze dirette sulla competitività economica, sulla mobilità e sull’accesso ai servizi essenziali. Un dato accolto positivamente dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha definito il provvedimento «un risultato di straordinaria rilevanza politica e istituzionale».
La Commissione evidenzia inoltre che:
- i costi di trasporto possono superare del 300% quelli delle aree continentali;
- la spesa pubblica pro capite risulta più alta dal 30 al 50%;
- i prezzi delle abitazioni possono essere superiori dal 75 al 130%.
Situazioni che, in alcuni casi, vengono aggravate dal fenomeno della doppia insularità, che interessa soprattutto le isole minori.
I quattro pilastri della strategia europea per le isole
La nuova strategia si sviluppa attorno a quattro direttrici fondamentali.
Sviluppo economico e competitività
L’obiettivo è favorire la diversificazione economica, sostenere l’imprenditorialità locale e promuovere un turismo sostenibile, riducendo i divari infrastrutturali e digitali che penalizzano le isole.
Transizione energetica e decarbonizzazione
Grande attenzione viene riservata alle energie rinnovabili, con investimenti in solare, eolico offshore e tecnologie marine. Le isole, spesso dipendenti dai combustibili fossili, potranno diventare modelli europei di transizione energetica.
Contrasto allo spopolamento
La Commissione punta a rafforzare servizi essenziali come sanità, istruzione e politiche abitative, con l’obiettivo di trattenere i giovani e invertire il declino demografico.
Sicurezza e resilienza
Il piano prevede strumenti per affrontare emergenze climatiche, rischi naturali e minacce alla sicurezza marittima, rafforzando la capacità di risposta dei territori più vulnerabili.
Comunità costiere al centro della strategia europea
Accanto alle isole, Bruxelles dedica una specifica attenzione alle comunità costiere, dove vivono circa 95 milioni di cittadini europei.
Le priorità individuate sono tre:
- Prosperità economica, attraverso lo sviluppo dell’economia blu, del pescaturismo e delle energie rinnovabili offshore;
- Resilienza climatica, con nuovi sistemi di monitoraggio e strumenti per la gestione dei rischi;
- Vivibilità, migliorando l’accesso agli alloggi, ai servizi e valorizzando l’identità culturale marittima.
Tra le misure previste figurano il futuro Ocean Act, il sostegno alla bioeconomia blu e nuovi sistemi di certificazione dei crediti di carbonio.
Nessun nuovo fondo europeo: ecco le risorse disponibili
Uno degli aspetti più discussi riguarda il finanziamento delle misure. La Strategia europea per le isole non introduce nuovi fondi dedicati, ma utilizza risorse già previste dalla programmazione europea 2021-2027.
Complessivamente sono già stati destinati 12,5 miliardi di euro agli investimenti nelle isole europee. Di questi, 1,6 miliardi sono stati riorientati verso cinque priorità strategiche:
- competitività e decarbonizzazione;
- sicurezza e difesa;
- edilizia abitativa accessibile;
- resilienza idrica;
- transizione energetica.
Il successo della strategia dipenderà quindi dalla capacità di Stati e Regioni di utilizzare in modo efficace gli strumenti finanziari già disponibili.
Un passo storico per Sicilia e territori insulari
La nuova strategia rappresenta un passaggio senza precedenti nella politica europea. Per la prima volta l’Unione riconosce l’insularità come una condizione strutturale permanente, che necessita di politiche dedicate e strumenti specifici. Restano però alcune incognite, a partire dall’assenza di nuove risorse economiche e dalla necessità di trasformare gli obiettivi in interventi concreti. Per la Sicilia, tuttavia, il riconoscimento ufficiale del peso economico dell’insularità segna un importante punto di svolta e potrebbe aprire una nuova fase nelle politiche europee dedicate ai territori insulari e costieri.
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