Il problema della sanità pubblica in Sicilia non è più soltanto quello della carenza di medici. A preoccupare è anche la difficoltà di trattenere quelli già formati e inseriti negli ospedali. Il nuovo studio del Centro Studi Anaao Assomed sulla demografia medica nel periodo 2015-2025 fotografa un Servizio sanitario alle prese con un ricambio generazionale ancora incompleto e con una crescita delle uscite volontarie. A livello nazionale, il 2025 ha segnato per la prima volta nel decennio il sorpasso delle dimissioni sui pensionamenti.
In Sicilia il quadro presenta diverse criticità. I medici ospedalieri in servizio sono passati dai 9.394 del 2015 ai 9.171 del 2024. Nel frattempo, però, l’età media si è ridotta, soprattutto tra le donne: 4,4 anni in meno, da 53,1 a 48,7 anni. Per gli uomini il calo è stato di 3,2 anni, da 56,2 a 53 anni.
Il dato racconta quindi due fenomeni che procedono insieme: da una parte un organico regionale che resta sostanzialmente stabile, ma leggermente inferiore a dieci anni prima; dall’altra un ricambio generazionale che ha portato nei reparti professionisti più giovani.
Medici in Sicilia, aumentano le dimissioni volontarie
Il dato che desta maggiore preoccupazione riguarda le dimissioni volontarie. In Sicilia erano 63 nel 2015, pari allo 0,7 per cento del personale, e hanno raggiunto quota 203 nel 2018. Nel 2024 erano scese a 117, ma nel 2025 sono risalite a 479. Il confronto con i pensionamenti rende il quadro ancora più significativo. Nel 2015 erano 273, mentre nel 2020 avevano raggiunto il picco di 628. Nel 2024 sono stati 537 e nel 2025 323.
Il sorpasso delle dimissioni sui pensionamenti non riguarda soltanto la Sicilia. Secondo lo studio Anaao, nel 2025 a livello nazionale 3.767 medici hanno lasciato volontariamente il Servizio sanitario, contro 2.876 pensionamenti. Le dimissioni sono aumentate del 150 per cento in un solo anno, raggiungendo il 3,5 per cento dei medici in servizio.
È questo il dato che cambia la lettura della crisi: non si tratta soltanto di sostituire i medici che arrivano alla pensione, ma di capire perché una parte crescente dei professionisti scelga di lasciare il sistema pubblico prima della fine della carriera.
Assunzioni, il Decreto Calabria ha favorito il ricambio generazionale
Sul fronte delle assunzioni a tempo indeterminato, la Sicilia è passata dalle appena 13 del 2015 alle 951 del 2023. Nel 2024 il numero è sceso a 617, per poi risalire a 751 nel 2025. Anche le assunzioni a tempo determinato hanno seguito un andamento variabile. Erano 1.151 nel 2015 e hanno raggiunto il massimo di 1.700 nel 2017, prima di scendere a 770 nel 2024.
Il Decreto Calabria ha avuto un ruolo importante nel favorire l'ingresso dei giovani medici. L'Anaao ricorda che, a livello nazionale, dal 2018 al 2025 sono entrati nel Servizio sanitario quasi 10 mila medici attraverso questo strumento, che consente agli specializzandi di essere assunti già durante il percorso di formazione. Secondo il sindacato, proprio questa misura ha contribuito ad attenuare la carenza di specialisti e ad avviare quel ricambio generazionale che emerge anche dai dati sull'età media dei medici siciliani.
Anaao Sicilia: “Preoccupante la crescita delle dimissioni”
Per Elisabetta Lombardo, segretaria regionale di Anaao Assomed Sicilia, i dati confermano una situazione che il sindacato denuncia da tempo. La crescita delle dimissioni volontarie viene considerata particolarmente significativa perché riguarda professionisti già formati e con esperienza. Il rischio, secondo l'organizzazione sindacale, è quello di perdere una parte del capitale umano costruito negli anni proprio quando il sistema sanitario avrebbe bisogno di consolidare gli organici.
Il fenomeno delle uscite anticipate dal Servizio sanitario non è comunque esclusivamente regionale. L'Anaao parla a livello nazionale di un vero e proprio esodo dei medici, collegato a condizioni di lavoro difficili, carichi burocratici, aggressioni, turni pesanti e retribuzioni considerate non adeguate rispetto agli standard europei.
La questione riguarda quindi anche la capacità degli ospedali di rendere il lavoro nuovamente attrattivo.
Sanità pubblica, Anaao chiede di superare il tetto di spesa
Per affrontare la carenza di personale, Anaao Assomed propone di rendere strutturale il modello introdotto dal Decreto Calabria, trasformando il percorso di formazione specialistica in un vero contratto di formazione-lavoro. Tra le richieste c'è anche il superamento del tetto di spesa per il personale, considerato uno degli ostacoli alla possibilità delle aziende sanitarie di aumentare stabilmente gli organici.
A questo si aggiunge la richiesta di retribuzioni più vicine agli standard europei. Nel febbraio 2026 Anaao e Cimo-Fesmed hanno inoltre aderito al Protocollo Sanità promosso con Regioni e Province autonome, indicando tra le priorità proprio il miglioramento delle condizioni di lavoro e delle retribuzioni e il contrasto alla fuga dei professionisti.
Ospedali siciliani, sicurezza e condizioni di lavoro tra le priorità
La questione degli organici si intreccia con quella della sicurezza negli ospedali. Per Anaao servono presidi fissi nei pronto soccorso, un'applicazione più rigorosa delle norme contro le aggressioni e una riorganizzazione degli spazi di cura. Ma il problema non è soltanto quello della sicurezza fisica. Il sindacato chiede maggiore attenzione anche al tempo di vita dei medici, ai riposi, alla genitorialità e al welfare. L'obiettivo è ridurre quei fattori che possono rendere sempre meno sostenibile la professione all'interno del Servizio sanitario pubblico.
Un altro capitolo riguarda il Mezzogiorno. L'Anaao propone incentivi economici e di carriera per le sedi più disagiate e una maggiore perequazione territoriale, proprio per evitare che le aree con maggiori difficoltà continuino a perdere personale.
La sfida della sanità siciliana è trattenere i medici
Il quadro che emerge dai dati è quindi più complesso della semplice conta delle assunzioni. La Sicilia ha visto ringiovanire il proprio personale medico, anche grazie all'ingresso di nuovi professionisti e agli effetti del Decreto Calabria. Ma allo stesso tempo il numero complessivo dei medici resta leggermente inferiore a quello di dieci anni fa e le dimissioni volontarie hanno registrato un'impennata nel 2025. Il problema, dunque, non è soltanto formare e assumere nuovi medici. La vera sfida è trattenerli negli ospedali pubblici. È su questo punto che si concentrano le richieste di Anaao Assomed: migliori condizioni di lavoro, maggiore sicurezza, retribuzioni adeguate, incentivi per le aree disagiate e una riforma della professione capace di tenere conto dei cambiamenti del sistema sanitario.
Il 2025 ha acceso un campanello d'allarme. Come sottolineato dall'Anaao nel presentare lo studio, il 2026 sarà importante per capire se l'impennata delle dimissioni rappresenterà un episodio isolato o l'inizio di una tendenza più strutturale.
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