C'è tempo fino al 15 ottobre 2026 per verificare se il proprio Comune ha aderito alla sanatoria dei tributi locali e scoprire quali debiti si possono chiudere senza pagare sanzioni e interessi. L'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato sul proprio sito l'elenco completo degli enti che hanno scelto di estendere ai propri contribuenti i benefici della rottamazione, applicando quanto previsto dal decreto-legge n. 38 del 27 marzo 2026 in combinato con la legge di bilancio 2026. In tutta Italia gli enti aderenti sono 1.481, tra cui 1.465 Comuni, 5 Regioni e 11 Province e Città metropolitane.
I 263 Comuni siciliani che hanno aderito
In Sicilia gli enti che hanno concesso ai contribuenti la possibilità di definire le pendenze tributarie affidate all'Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 sono 263, distribuiti in tutte le province. Nel dettaglio: 56 a Palermo, 56 a Messina, 44 a Catania, 37 ad Agrigento, 20 a Trapani, 16 a Enna, 14 a Caltanissetta, 14 a Siracusa e 11 a Ragusa. Hanno aderito tutti i capoluoghi di provincia dell'Isola.
Per sapere se il proprio Comune rientra nell'elenco, è sufficiente consultare il sito ufficiale dell'Ader all'indirizzo agenziaentrateriscossione.gov.it.
Come funziona e le scadenze da segnare
La procedura è gestita quasi interamente dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Entro il 15 ottobre 2026, ogni contribuente interessato può verificare le somme che possono essere definite pagando solo la sorte capitale, senza sanzioni né interessi. Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 sarà poi possibile presentare l'istanza in modalità telematica, scegliendo se saldare l'intero importo oppure rateizzare il pagamento fino a un massimo di 54 rate, con la prima da versare entro il 31 marzo 2027.
La Regione Siciliana ha già aderito: bollo auto e tributi propri
Sul fronte regionale, la Regione Siciliana ha fatto ancora prima: con la legge regionale n. 27 del 4 agosto 2026 ha disposto la propria definizione agevolata per i tributi regionali e le entrate di natura patrimoniale non regolarizzate entro il 31 dicembre 2025, a patto che il pagamento avvenga entro il 31 ottobre 2026.
In base al decreto assessoriale n. 46 del 14 settembre 2026, firmato dall'assessore regionale all'Economia Alessandro Dagnino, rientrano nella sanatoria le tasse automobilistiche, gli altri tributi propri e le entrate patrimoniali come fitti, canoni di concessione di terreni demaniali e utilizzo di acque pubbliche. I contribuenti non devono presentare alcuna istanza: possono verificare la propria posizione debitoria accedendo all'area riservata del portale pagamenti.regione.sicilia.it con credenziali SPID o CIE.
Per il bollo auto, invece, la strada è ancora più semplice: basta recarsi agli sportelli ACI e versare quanto dovuto entro il 31 ottobre 2026.
La definizione agevolata "strutturale" per gli enti locali
Resta infine aperta un'ulteriore possibilità per gli enti locali che non hanno aderito alla rottamazione: la definizione agevolata strutturale prevista dalla legge di bilancio 2026 (articolo 1, commi da 102 a 110). In questo caso sono i singoli Comuni a decidere — attraverso propri regolamenti — se e come consentire ai cittadini di chiudere le pendenze su tributi come IMU e TARI (esclusa l'Irap) e sulle addizionali ai tributi erariali. Una misura pensata per restare nel tempo, non legata a finestre temporali straordinarie.
di Salvatore Forastiere
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