Sulle isole minori siciliane anche portare i rifiuti sulla terraferma ha un costo che pesa sui bilanci dei Comuni. Nel 2025 gli enti hanno rendicontato complessivamente 6,9 milioni di euro per il trasporto via mare, una spesa superiore alle risorse messe a disposizione dalla Regione Siciliana.
Il nuovo riparto regionale, pubblicato il 7 settembre 2026 dal Dipartimento delle Autonomie locali, fotografa un problema che va oltre la semplice raccolta: per gli arcipelaghi siciliani la gestione dei rifiuti è legata ai collegamenti marittimi, alla disponibilità dei cassoni, alle presenze turistiche e alla possibilità di trasferire rapidamente i materiali verso gli impianti della terraferma.
Per il 2025 i Comuni hanno dichiarato 6.903.388,41 euro di spese. La Regione ha stanziato 6 milioni di euro, distribuiti proporzionalmente sulla base dei costi rendicontati. Il coefficiente utilizzato per il riparto è stato pari a 0,87. La differenza tra la spesa sostenuta e il contributo regionale ammonta quindi a circa 903 mila euro. Una parte dei costi resta dunque a carico degli enti locali.
Rifiuti nelle isole minori, il trasporto via mare costa 6,9 milioni
Il dato emerge dal nuovo riparto dei contributi regionali destinati ai Comuni delle isole minori siciliane. La misura è prevista dall’articolo 3, comma 10, della legge regionale 22 febbraio 2023, n. 2 e viene assegnata ogni anno sulla base della spesa effettivamente rendicontata dagli enti.
Il contributo regionale non copre quindi integralmente il costo del servizio, ma rappresenta una quota della spesa sostenuta dai Comuni per trasferire i rifiuti via mare. Nel 2025 la rendicontazione complessiva ha raggiunto quasi 6,9 milioni di euro, a fronte di una dotazione regionale di 6 milioni. Il rapporto tra le due cifre spiega il coefficiente dello 0,87 utilizzato per distribuire le risorse. Il quadro mostra così quanto la componente logistica incida sulla gestione dei rifiuti nelle realtà insulari, soprattutto quando alla popolazione residente si aggiungono migliaia di turisti durante i mesi estivi.
Lipari, oltre 3,6 milioni di spesa per il trasporto dei rifiuti
È Lipari a sostenere il conto più elevato. Il Comune, che comprende le sei isole dell'arcipelago delle Eolie, ha rendicontato per il 2025 una spesa di 3.666.156,76 euro per il trasporto dei rifiuti via mare. Dal riparto regionale sono stati assegnati all'ente 3.186.397,64 euro.
La spesa di Lipari rappresenta da sola più della metà dell'intero contributo regionale destinato alle isole minori. Anche per questo il caso eoliano restituisce con particolare evidenza le difficoltà di un sistema nel quale il servizio deve essere organizzato tenendo conto non soltanto delle quantità prodotte, ma anche delle condizioni dei collegamenti marittimi. In estate il problema diventa ancora più evidente, perché l'aumento delle presenze turistiche determina una maggiore produzione di rifiuti proprio nel periodo in cui la macchina organizzativa deve lavorare a pieno regime.
Il sindaco Gullo: “Serve un'area di stoccaggio”
A Lipari la gestione dei rifiuti è resa ancora più complessa dalla particolare conformazione del territorio. Il Comune comprende infatti sei isole, con esigenze differenti e collegamenti che devono essere coordinati con la raccolta e il trasferimento dei materiali.
Il sindaco di Lipari, Riccardo Gullo, spiega al QdS.it che uno dei problemi principali è rappresentato dalla difficoltà di programmare il servizio in presenza di flussi turistici che possono variare rapidamente. “Anche se in un determinato mese registriamo una percentuale maggiore, i piani sono comunque commisurati a una previsione che poi diventa definitiva. Tutta l'organizzazione, sia per quanto riguarda le attrezzature sia per i dipendenti – che non si trovano da un giorno all'altro – potrebbe non essere sufficiente. Quindi diventa complicato”.
La scorsa estate, secondo il sindaco, l'aumento della produzione di rifiuti ha messo sotto pressione il sistema. “Abbiamo avuto un cospicuo aumento e abbiamo dovuto fronteggiare una situazione che è stata oggettivamente critica. Per un Comune come Lipari, composto da sei isole con esigenze diverse, è necessaria un'organizzazione particolare”.
Non si tratta soltanto di raccogliere i rifiuti. Occorre infatti coordinare quantità, cassoni e collegamenti marittimi, facendo coincidere i tempi della raccolta con quelli delle navi incaricate del trasferimento. “Bisogna combinare le quantità di rifiuti che si producono con una nave che deve fare un giro continuo: deve andare a conferire a Milazzo e poi ritornare riportando i cassoni, che a volte sono già pronti e altre volte no”, spiega Gullo.
Da qui la proposta di intervenire sulla logistica attraverso strutture più adeguate: “In futuro potrebbero essere superate con aree di trasferenza più attrezzate e più ampie e, soprattutto, con un'area di stoccaggio dove poter effettuare una prima selezione in modo da standardizzare i quantitativi e organizzarli meglio in termini di trasporto”.
Più rifiuti, ma risorse regionali ferme
Il tema delle risorse si intreccia inevitabilmente con l'aumento dei quantitativi da gestire. “I soldi stanziati sono fissi, mentre la quantità di spazzatura è aumentata in tutte le isole”, sottolinea il sindaco di Lipari. Secondo Gullo, il confronto con la Regione Siciliana è ancora aperto proprio sulla necessità di adeguare le risorse alle nuove esigenze: “Ora la necessità è che l'ammontare stabilito venga un po' rivisto sulla base delle nuove esigenze che si sono manifestate”.
Per i Comuni delle isole minori il problema è anche finanziario. La gestione dei rifiuti, così come gli altri servizi locali, deve infatti essere sostenuta attraverso entrate e tariffe vincolate. “Noi non possiamo mettere nessun'altra risorsa di bilancio su questo settore, perché le norme non lo consentono. E questo crea un'ulteriore grande difficoltà, perché le tariffe sono condizionate”, spiega Gullo.
Il sindaco richiama inoltre la possibilità di rafforzare il trattamento dell'organico e il compostaggio, ma evidenzia anche il peso degli investimenti necessari: “Servono macchinari, impianti e persone addette: sono soluzioni costose”.
Pantelleria e Lampedusa oltre il milione di euro
Dopo Lipari, le voci più consistenti del riparto riguardano Pantelleria e Lampedusa e Linosa. Il Comune di Pantelleria ha dichiarato per il 2025 una spesa di 1.129.908,40 euro, ricevendo un contributo regionale di 982.046,79 euro. A Lampedusa e Linosa la spesa rendicontata è stata invece di 1.105.495,44 euro, con un'assegnazione di 960.828,54 euro.
Complessivamente, Lipari, Pantelleria e Lampedusa e Linosa concentrano oltre l'85% della spesa presa in considerazione dalla Regione per il 2025. Il dato evidenzia quanto il costo del trasferimento sia legato alla dimensione dei territori, alla quantità di rifiuti prodotta e alla pressione esercitata dal turismo.
Favignana, Ustica e Salina: tutti gli altri contributi
Il riparto regionale comprende anche gli altri Comuni delle isole minori. A Favignana sono stati rendicontati 536.696,98 euro, con un contributo assegnato di 466.463,96 euro. A Ustica la spesa dichiarata è stata di 205.415,64 euro, mentre il contributo regionale ammonta a 178.534,62 euro. Per Santa Marina Salina la spesa attestata è stata di 109.969,12 euro, con un'assegnazione di 95.578,39 euro. A Malfa il Comune ha rendicontato 95.766,06 euro, ricevendo 83.233,96 euro. Infine, Leni ha dichiarato una spesa di 53.980,01 euro, a fronte di un contributo regionale di 46.916,10 euro.
La distribuzione delle risorse segue dunque la spesa dichiarata da ciascun ente e restituisce un quadro nel quale i costi maggiori si concentrano nelle isole con una maggiore produzione di rifiuti e una più intensa pressione turistica.
Sei milioni dalla Regione, ma il conto resta più alto
Il dato più significativo del riparto è il divario tra spesa sostenuta e risorse disponibili. Nel 2025 i Comuni delle isole minori hanno dichiarato quasi 6,9 milioni di euro di costi per il trasporto dei rifiuti via mare. La Regione ha destinato al servizio 6 milioni di euro, arrivando a coprire circa l'87% della spesa rendicontata. Restano quindi circa 903 mila euro oltre la dotazione regionale.
Il quadro non rappresenta un episodio isolato. Anche il precedente riparto aveva evidenziato una spesa superiore allo stanziamento: nel 2022 i Comuni avevano dichiarato oltre 6,17 milioni di euro, a fronte di una dotazione regionale di 6 milioni.
La questione, dunque, non riguarda soltanto il costo del trasporto. Per le isole minori la gestione dei rifiuti è un problema strutturale nel quale turismo, collegamenti marittimi, infrastrutture, personale e risorse finanziarie devono essere tenuti insieme. E il nuovo riparto regionale rende evidente che il costo della distanza dalla terraferma continua a pesare sui bilanci dei Comuni.
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